The Veils @ Magnolia – Milano – 14 Aprile 2014

Postato il Aggiornato il

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

The Veils, band neozelandese attiva dal 2003, arrivano a suonare a Milano in sordina, senza alcun particolare hype intorno al loro progetto. Ma a ben guardare è quasi sempre stato così, a parte un inizio scoppiettante con il primo disco e in particolare con il singolo Lavinia, andato in heavy rotation anche su Mtv per parecchie settimane. Poi non si sa bene il perché, sono rimasti sempre ai margini sia del mondo mainstream, sia di quello indie-alternativo. Forse perché le loro melodie leggermente malinconiche risultano troppo deprimenti per un pubblico abituato ai suoni delle radio FM, e allo stesso tempo alle persone che fanno della musica una colonna portante della propria esistenza sono sempre risultati un po’ ruffiani e poco credibili. O forse è stata una loro scelta quella di percorrere strade diverse, senza apparire troppo alla moda e concentrandosi al massimo sulla scrittura delle canzoni e sull’attività live, strade sicuramente più tortuose rispetto ad una massiccia campagna di marketing o di video ben confezionati.

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Proprio grazie a questo, da quel primo disco stampato nel 2003 i The Veils sono cresciuti, si sono rinnovati e hanno maturato un suono sempre più personale, che li ha portati ad incidere quattro dischi in dieci anni. E’ proprio per promuovere il loro Time stays, we go che giungono al Magnolia in una formazione a cinque davvero ben amalgamata: due chitarre, un basso, una tastiera e un batterista dal tocco piuttosto energico. Il palco è piccolo, la bella bassista e il chitarrista manterranno quasi sempre le loro posizioni, anche perché altrimenti si scontrerebbero con Finn Andrews, il cantante-chitarrista che nei momenti di maggior tensione si stacca dal microfono per violentare il proprio strumento con scatti e movimenti repentini, per non dire quasi selvaggi. Il pubblico sembra apprezzare molto, la band sente tutto il calore milanese e regala una performance infuocata, incentrata principalmente sui brani dell’ultimo disco e su quelli di Nux Vomica, il secondo cd pubblicato nel 2006 (nota tutta italiana: Paolo Sorrentino inserì la titletrack tratta da quell’album nel suo film Il divo, in una delle scene più concitate, quella dell’omicidio di Salvo Lima). Dopo la prima pausa, Finn torna sul palco da solo, e intona tre canzoni in acustico, una delle quali è proprio quella Lavinia che li lanciò sul piano internazionale dieci anni fa, canzone che lui stesso descrive come la seconda scritta nella sua vita e dedicata ad una ragazza che all’epoca era una sua compagna di liceo. Il resto della band lo raggiunge nuovamente sul palco e con una intensissima e devastante Jesus for the Jugular salutano il pubblico italiano, pronto poi a riversarsi verso il banchetto allestito dalla band ricco di rare versioni in vinile dei propri lavori. Un disponibilissimo Finn, si presterà anche a stringere mani e autografare i dischi per la gioia soprattutto delle molte ragazze presenti in sala.

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