Giuliano Dottori – L’arte della guerra, volume 1 (Musica distesa – 2014)

Postato il

l'arte-della-guerra_cover

Articolo di Eleonora Montesanti

Sono passati quattro anni da Temporali e rivoluzioni, il secondo disco solista di Giuliano Dottori, ex chitarrista degli Amor Fou. Quattro anni di esperienze personali e musicali, di bilanci, di ricerca di un equilibrio tra sé, gli altri e il mondo hanno portato l’artista milanese a realizzare un disco maturo ed elaborato che si concretizza nel primo capitolo di un vero e proprio romanzo in canzoni. Un concept album dunque influenzato dalla lettura di un manuale che in apparenza con la musica (e ancor meno con la quotidianità) ha ben poco da spartire: L’arte della guerra di Sun Tzu, un volume scritto secoli fa che tratta della saggezza e della tattica bellica, ma evidentemente adattabile ad ogni tempo e ad ogni situazione.

La guerra diventa per Dottori la metafora per descrivere la vita e la continua lotta per la sopravvivenza che impariamo ad affrontare fin da bambini (come recita la title track). All’interno de L’arte della guerra – vol. 1 questo punto di vista viene sviscerato e ribaltato in un’analisi tra passato (da accettare, al fine di poterselo lasciare alle spalle), presente (da vivere con pienezza ed energia nonostante le avversità) e futuro (filtrato da una prospettiva ottimista di fiducia nella rinascita).

Nelle otto tracce che compongono il disco ci si accorge brano dopo brano – e ascolto dopo ascolto – che la struttura sonora è estremamente stratificata, dettagliata, senza fronzoli e forzature, ma indubbiamente corposa. Ci si imbatte in canzoni dalla forma atipica, lunghi intermezzi strumentali che si trasformano in veri e propri protagonisti, piano ballads scarne e delicate, ritornelli efficaci e radiofonici. La sensazione è quella di non sapere mai cosa succederà di lì a pochi secondi: il cantautorato di Giuliano Dottori è vario e sorprendente, ma la sua capacità più grande è quella di riuscire a creare un equilibrio di note e canzoni coerente e naturale, appoggiato su un tappeto melodico fatto di suoni intensi e cristallini.

L’onore di aprire questo piccolo gioiello spetta a Quando tornerai a casa, un brano dal testo molto semplice e ricco di istantanee di vita quotidiana dietro le quali personalmente ho intravisto un Ulisse dei nostri tempi: c’è l’attesa di un ritorno che pian piano si consuma, c’è un naufragio nella coda strumentale in cui tra luci fioche ed echi di voci (che potrebbero sembrare il richiamo delle sirene) l’ennesima nave precipita nel mare in un’atmosfera di cupa arrendevolezza. L’inquietudine si scioglie totalmente nei due pezzi successivi: Estate #1107 e Le vite degli altri. La prima è una canzone splendida, un inno ad avere fiducia in un domani atteso non con fatalismo – ossia aspettandosi che qualcosa di rivoluzionario caschi dal cielo da un momento all’altro – bensì spingendo ancora più vita nell’aria, già da adesso. La seconda, invece, è un viaggio per le strade di Milano alla scoperta della felicità e dell’infelicità degli altri, che Sun Tzu avrebbe definito con la frase: conosci il tuo nemico, e che Giuliano Dottori racchiude in un bilancio collettivo e generazionale. Da qui scaturisce (La nave), l’unico pezzo interamente strumentale dell’album (il primo della carriera del cantautore); due minuti molto suggestivi arricchiti da cori e rumorismi che rimandano al mare e alla sua vastità. Con Il mondo dalla nostra parte si coinvolge il terzo aspetto fondamentale nel raggiungimento della serenità: prima se stessi e gli altri, poi l’ambiente circostante, il quale risponderà positivamente alla forte volontà di posare le armi.

Una nota particolare è necessaria su Occhi dentro gli occhi, un brano cupo e ruvido dove prevale un cantato claustrofobico accompagnato da scie melodiche pregne di dettagli quasi schizofrenici. La seconda parte del pezzo invece è decisamente più ariosa, la voce lascia spazio ad un pianoforte meraviglioso che concede quel respiro negato dal testo. E’ un crescendo emozionale che attraversa molti stati d’animo e si scioglie in un finale con chitarra e cori che ha il potere di allineare tutte le componenti del mondo e riportare la pace. Ricollegandomi alla metafora di Ulisse e della nave persa in mezzo al mare, il sentimento che traspare qui è insolitamente tranquillo, come a volersi lasciare trasportare volontariamente dal vento e dalle onde, senza il bisogno di avere sempre il controllo della propria rotta, perché a volte è bello anche perdersi, per ritrovarsi.

Il disco si chiude con una ballata delicatissima intitolata I fiori muoiono quando ci rattrista perderli, ossia una riflessione in chiave fiabesca – sia per le sonorità fatate, sia per le immagini evocate nel testo – sul vivere in armonia con il nostro universo senza misurare tutti i nostri passi e le nostre strategie di sopravvivenza, ma lasciandoci sorprendere dagli effetti del nostro io sulla bellezza del mondo, sia in tempi di pace, sia, soprattutto, in tempi di guerra.

In generale questo primo volume di L’arte della guerra proclama ufficialmente Giuliano Dottori uno dei cantautori più interessanti ed eclettici (ma ahimè sottovalutati) di questo decennio, in particolar modo per l’originalità delle sue strutture armoniche, in cui nulla è lasciato al caso, e per le sue liriche al contempo semplici e complesse, intrise di significanti e significati. Non vediamo l’ora di avere tra le mani la seconda parte di questo piccolo grande capolavoro.

Tracklist:

01)      Quando tornerai a casa
02)      Estate #1107
03)      Le vite degli altri
04)      (La nave)
05)      L’arte della guerra
06)      Il mondo dalla nostra parte
07)      Occhi dentro agli occhi
08)      I fiori muoiono quando ci rattrista perderli

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...