Eva’s Milk – Eva’s Milk (Fuego Records, 2014)

Postato il Aggiornato il

Eva's Milk
Articolo di Sabrina Tolve.

Il 7 novembre è uscito il terzo album degli Eva’s Milk, dal titolo eponimo.
Diverso dai primi due, eppure coerente: sia per quel che concerne la trama musicale, sia per quel che riguarda le tematiche testuali, sempre importanti per la band novarese.
Influenze che abbracciano il rock psichedelico, il grunge, lo stoner, il punk’n’roll, occhi puntati agli ultimi e agli emarginati, descritti e ritratti con una vena poetica e melanconica degna del migliore rock italiano.

Gli Eva’s Milk si prendono tutto il merito di questi quaranta minuti circa di orgasmo acustico perché, c’è da dirlo, escludendo il missaggio compiuto da Chris Hanzsek – l’uomo di Seattle che si è occupato, tra le altre cose, di produrre Melvins, Green River, Soundgarden, Skin Yard, Malfunkshun, e altri, a partire dalla metà degli anni ’80 -, tutta la registrazione e la produzione sono opera loro. Interamente.
La band stessa ha dichiarato: “Questo disco è nato con la pretesa di essere al 100% un disco DIY, filosofia che la nostra band vuole seguire fino alla fine, sia a livello di produzione sia a livello etico. L’altalena delle atmosfere in questo disco non vuole spiazzare l’ascolto e poi addio, ma invogliare a scoprirlo canzone dopo canzone. Incitiamo a conoscere il nostro sound, a venire a vederci ai concerti, che siamo gente comune che suona per la gente comune. Stessi problemi, stesse rogne. “Zorn” è stato un disco più politico, riscrivere le stesse cose non avrebbe avuto senso nonostante le cose in Italia siano peggiorate. Abbiamo cercato di cogliere il lato umano di singoli individui, dalla prostituzione di “Justine”, agli omicidi in famiglia come “L’orrore si veste sottile”, alla follia religiosa di “Consolamentum”, alla tortura di “Odio i Rockets”. Ma anche lati belli della vita come “Il mare sordo” e “Fontanelle”. Vi incitiamo a dare un ascolto al nostro terzo disco!”
E l’ascolto di questo album è totalizzante. Il su e giù sonoro, continuo, è un dondolìo degno dei peggiori incubi. Ci si sente naufraghi tra le chitarre distorte, le immagini evocative, i riff pieni, corposi e brutali, e l’introspezione che pungola e apre falle.
E basta, direi basta, tentare d’etichettare ogni gruppo a gruppi che l’hanno preceduto.
È frustrante.
E gli Eva’s Milk stanno tracciando la loro presenza con pienezza e consapevolezza.
Questo lavoro ne è l’ennesima conferma.

Tracklist:

01. Pendulum
02. Odio i Rockets
03. Patti coi Luciferi
04. Consolamentum
05. Justine
06. Il mare sordo
07. Toy boy
08. L’orrore si veste sottile
09. Badishù
10. Doombooh
11. Fontanelle
12. Lì è il domani

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