Io?Drama – Alcatraz, Milano. 6 dicembre 2014

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Luca Franceschini

Questa festa gli io?Drama se la meritavano proprio. È vero che in Italia al momento ci sono un sacco di band, e capire realmente che cosa valga la pena e cosa no è operazione piuttosto difficile. Di solito i casi sono due: o si cerca di stabilire un minimo di prospettiva storica, mettendo in gioco dei parametri come l’effettivo contributo dato alla scena, oppure si tirano in ballo i gusti personali.
Degli Io?Drama ho già scritto diverse volte, anche se in altre sedi. Di loro ho sempre detto non solo che mi piacciono, ma che li considero come uno dei migliori gruppi che abbiamo al momento da noi. Di motivi ne saprei elencare ma sono senza dubbio tutti soggettivi: scrivono delle grandi canzoni e sono riusciti a fare tre dischi ognuno diverso dall’altro, guardando di volta in volta alla scena rock più “rumorosa” e innovativa (leggi Marlene Kuntz e Afterhours), al pop più acustico e cantautorale, alle suggestioni più esplosive e melodiche tipiche dei Muse, senza dimenticarsi di dare uno sguardo ad un certo post punk.
Hanno in Fabrizio Pollio un ottimo cantante, un frontman bravissimo e un efficace compositore (a breve, tra l’altro, uscirà anche il suo primo disco solista), fanno dei concerti sudati e straordinariamente coinvolgenti, dove potenza e melodia sono sempre amalgamati insieme alla perfezione.
Questo concerto è arrivato, per quanto mi riguarda, come una goccia d’acqua nel deserto, o come il riabbracciare dopo anni un vecchio amico, scegliete voi quello che preferite.
“Non resta che perdersi”, il loro terzo disco, era uscito a maggio, è stato un lavoro notevole, che pur senza raggiungere i picchi del predecessore, li ha confermati come una band in pieno cammino evolutivo.

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Purtroppo, contrariamente a quanto accaduto con “Da consumarsi entro la fine”, che era stato suonato in lungo e in largo per i locali della penisola, questo lavoro non ha ricevuto lo stesso trattamento. Non tanto per una mancanza di interesse da parte della band e del pubblico quanto, piuttosto, per una sempre più cronica difficoltà a trovare in Italia dei locali per poter suonare dal vivo in condizioni accettabili di professionalità.
C’erano state comunque due date nella zona del milanese durante l’estate, ma trovandomi in quel momento dall’altra parte del mondo, me le ero perse.
Quella di questa sera è proprio un’occasione speciale. La venue è quella dell’Alcatraz, quindi sufficientemente capiente e prestigiosa nel nome per capire che si tratta di un grande evento. Su questo palco gli Io?Drama avevano suonato già un paio di volte a inizio carriera, adesso ci tornano in occasione del decennale della loro attività, per festeggiare una prima parte di carriera che è stata senza dubbio ricca di soddisfazioni.
Arrivati sul posto, rimango subito contento dal vedere quanto sia pieno. Ricordo certe serate in cui, al netto della gente presente, gli amici del gruppo erano una buona fetta dell’audience. Adesso risulta evidente che questa band ha un seguito di tutto rispetto: non me ne ero accorto, avendoli visti anche in venue molto fuori mano, che stavano raggiungendo i circuiti più “mainstream”, complici anche i passaggi radiofonici che il singolo “Babele” ha ricevuto negli ultimi mesi.
Proprio con “Babele” iniziano le danze. Fabrizio si presenta con un divertente paio di occhiali rosa e guida la band attraverso un brano potente e dalla forte carica melodica, con un ritornello perfetto per essere cantato insieme a squarciagola.

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I suoni purtroppo non sono il massimo: niente di scandaloso, ma c’è qualche problema coi volumi, in particolare la chitarra di Giuseppe Magnelli non sempre si sente con chiarezza, sovrastata spesso dal violino di Vito Gatto.
Nel complesso però, l’impatto è bello potente e l’impressione è quello di un sound compatto e senza sbavature. Dopo la dipartita di Fabrizio Vercellino, gli Io?Drama hanno deciso di inspessire il tessuto sonoro, eliminando la chitarra acustica e aggiungendo campionamenti anche dal vivo, non solo sulle nuove canzoni. Fabrizio Pollio ha dunque imbracciato il basso, strumento che nella band veniva da anni suonato da un turnista. Questa sera però c’è Davide Papa, grande amico dei nostri, già attivo nei The Unders, che aveva partecipato a diverse date del tour di “Da consumarsi entro la fine”, senza tuttavia mai entrare nell’organico ufficiale. La sua presenza è particolarmente preziosa non solo perché permette a Fabrizio di concentrarsi di più sulla voce e di interpretare in pieno il ruolo di frontman, ma soprattutto perché è bravissimo con le seconde voci e stasera in particolare, questo non è un aspetto da trascurare.
Il concerto verrà infatti registrato interamente, non sappiamo ancora per farne che cosa ma la speranza è quella, ovviamente, di avere per le mani un dvd con l’esibizione integrale e un bel po’ di extra.
Dovesse succedere, sarà il prodotto che tutti i fan degli Io?Drama sognano da tempo. La setlist è un concentrato delle cose migliori mai scritte da questa band, con il focus prevedibilmente sugli ultimi due lavori. Per quanto mi riguarda, sento per la prima volta dal vivo molti dei pezzi di “Non resta che perdersi” e ne rimango davvero entusiasta: “Mi dimentico, mi assolvo”, “A piedi scalzi”, “Uno alla volta” (durante la quale Fabrizio torna all’acustica) hanno un impatto notevole, sono prive della carica pop dei predecessori ma puntano tutto sul muro di suono che riescono a creare, mentre i campionamenti creano atmosfere inedite per il gruppo. Accanto a questi, un brano come “Vergani Marelli 1” funziona sempre a dovere e la stessa cosa si può dire per “Il sasso e lo stivale” e “Non resta che perdersi”.

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“Da consumarsi entro la fine” rimane tuttora un momento ineguagliato all’interno dell’ancora breve discografia del gruppo, i suoi pezzi sono stati suonati in lungo e in largo e costituiscono dunque le cartucce più pesanti di questo show. Purtroppo alcune cose come “Forse stanotte l’ultima” o “Sinuosa” si stanno prendendo una pausa meritata ma dall’altra parte ci sono “Musabella”, “Saverio” e “Auto aut aut” a rappresentare ormai dei classici inamovibili, veri e propri punti fermi della musica dei nostri, che tutti conoscono e cantano all’unisono. A maggior ragione questa sera, dove bisogna festeggiare e far casino più che mai.
Bellissimo è anche il momento acustico con i soli Fabrizio e Vito sul palco. Un qualcosa che gli Io?Drama hanno fatto spessissimo in passato per serate intere e che in questa occasione viene doverosamente omaggiato con tre pezzi: si parte con “Inquietudine di Babi”, uno degli episodi di “Nient’altro che madrigali” che viene meno spesso eseguito; si prosegue con “Nel naufragio”, per chi scrive il pezzo più emozionante, profondo e significativo mai scritto da questa band. L’abbiamo ascoltata centinaia di volte ma ogni volta ci si commuove come se fosse la prima. Avessero scritto solamente questa, si meriterebbero comunque un posto d’onore nella scena musicale italiana.
Poi è la volta de “Il fotografo”, contenuta nell’ep “Mortepolitana”. In questa occasione, il pubblico viene invitato a riprendere il pezzo dai propri telefonini, così che questi filmati possano essere usati nel montaggio del video. Un’idea interessante, soprattutto perché, come dice Fabrizio dal palco “avevo scritto questo pezzo avendo in mente come oggi la gente preferisca usare la fotografia come un modo per non vedere la realtà. Anche ai concerti è così: piuttosto che guardare quel che succede, uno si accontenta di vivere l’evento dallo schermo del telefonino e poi si va a rivedere immagini di bassa qualità, quando potrebbe averne a disposizione di molto più professionali. Per cui, per una volta abbiamo deciso di farvi fare quello che fate sempre. Filmate questa canzone e le vostre riprese saranno utilizzate!”

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Stupisce un po’ la penuria di brani dal primo disco. Di fan della prima ora ce ne sono tanti e “Nient’altro che madrigali” è sempre stato molto presente nelle setlist del passato. Oltre a Babi, arriva comunque “Il testamento del pagliaccio”, che è uno di quei brani manifesto che proprio non possono mancare.
A chiudere il main set arriva poi “Nerabile”, oscura e ipnotica fino all’eccesso.
Pochi minuti di pausa ed è già tempo di bis: le note de “Gli ultimi versacci di Gregor Samsa” arrivano inattese e graditissime, per un brano che gli Io?Drama non hanno praticamente mai suonato dal vivo, un regalo meraviglioso del gruppo ai propri fan più affezionati. Ricca di pathos la prima parte, con Fabrizio Pollio sugli scudi, prima della deflagrazione strumentale della seconda sezione. Dire che è stato il momento migliore del concerto è forse un po’ troppo facile, se si considera che aspettavo di sentirla da anni.
L’epilogo è ovviamente affidato ad una potente “Din delirio”, con tanto di pogo tra le prime file e Fabrizo che va a prendersi l’abbraccio del pubblico.
Finisce così uno dei concerti più lunghi mai tenuti da questa band, novanta minuti abbondanti di livello altissimo, degna sintesi di una prima parte di carriera senza sbavature, una festa che ci siamo goduti appieno e che attendiamo con ansia di rivedere in video.
Si può dire quel che si vuole, ma gli Io?Drama sono un gruppo che spacca e meritano tutto il bene possibile.
Speriamo solo di poterceli gustare dal vivo un po’ più spesso in futuro…

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[Grazie a Beba Eli per le foto]

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