Tommaso Tanzini – Piena (Stop Making Sensible Records, 2014)

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Articolo di Gianluca Porta

Tommaso Tanzini, pisano, dopo aver fondato i Criminal Jokers insieme a due amici, ha deciso di dedicarsi a progetti più intimi, privati, personali e solisti. Alla fine, a novembre del 2014, ha fatto uscire il suo primo album. Si intitola Piena, copertina azzurra tagliata da una colata di nero immenso, ed è un disco pesante.

Il primo ascolto è difficoltoso, sia per le atmosfere oscure, sia per gli arrangiamenti minimalisti (chitarra e voce, degli abbozzi di batteria e un ricordo leggero di synth), che per una generale pesantezza della quale trasudano tutti i brani. Sono come dei vecchi blues per attitudine, lenti nel loro lamento, nella voce semplice e ripetitiva. Ogni frase è detta come fosse una martellata su delle ipotetiche catene. C’è la ripetizione ossessiva, incessante, impietosa, com’era presente nei primi spirituals: l’estasi, il bello non si raggiungono costruendo, creando voce per voce un intreccio musicale, bensì nella reiterazione quasi mistica di un’intuizione di bello. Una volta compresa quest’anima, cambia radicalmente l’ascolto del disco. Si impara a mettere da parte l’istintività pop e la non-pazienza, figlia del poter cambiare brano a metà di una canzone. Ci si mette davanti a questo disco, un po’ puntiglioso, un po’ aspro e lo si guarda con onestà e calma. Pian piano i riff di chitarra crescono dentro e ritornano in mente. Improvvisamente, la sgraziata voce di Tommaso diventa quella di un angelo fatto a brandelli, carnale e annoiato. Nel mentre ci si affeziona ai testi e gli stessi che appena cinque minuti prima erano solo vagheggi, ora si scoprono calzanti, adatti e interessanti. Questo disco non vive di arrangiamenti studiati, di virtuosismi un po’ prog e un po’ barocchi, che sanno di vecchio e distante. Non c’è la voglia di fare un album tecnicamente perfetto, ma di raccontare e di comunicare con una semplicità disarmante. E come tutte le cose quotidiane, si fa fatica ad apprezzarle.

Si apre con una lenta ballata acustica, “L’immagine”, che potrebbe essere vista come paradigma di tutto il disco e vive di un lento crescendo drammatico. La successiva “La tua tranquillità”, si arricchisce con degli accenni di batteria e piano, che la rendono quanto mai malinconica. Questa fa da apripista per “Musicisti alla ribalta”: il pezzo si muove tra linee di synth leggerissime, quasi dream, che però vengono ancorate a terra dalla voce di Tommaso. La traccia successiva, “Retromani”, piccola gemma dell’album, vive di un testo fatto di immagini vibranti, appoggiate a un gioiello di fingerpicking, quasi a ricordare The Tallest Man On Earth. Segue “Il personaggio”, in cui i pesanti accordi della chitarra preparano per le atmosfere che quasi rimandano ai primi The XX, di “Madre”. “Quattro mura” è il pezzo dell’album più arioso e vicino a un pop/folk quasi cantabile, che bene stacca con le successive “In bici” e “Io non ti lascerò”. Le ultime tre canzoni scivolano via veloci, tranne “La rivincita”, forse uno dei pezzi meno riusciti del disco, a causa di un arrangiamento caotico ed estraneo al mondo dell’album.

L’esordio di Tommaso Tanzini alla fine, anche dopo ripetuti ascolti, non colpisce per l’eterea bellezza delle canzoni, per lo struggimento dei testi o per l’innovazione che sta dietro gli arrangiamenti, ma per la forza espressiva. La pesante voce del cantautore pisano, trascinata nelle dodici omogenee canzoni dell’album, con strumentazione minimalista e testi che non sono racconti ma immagini chiaroscure di esperienze personali, crea qualcosa con cui non si può non fare i conti. Perché esiste, e pretende di essere considerato. Nessuna censura, nessun filtro, se non la metrica e la poesia da frapporre tra l’artista e il fruitore. C’è qualche spiraglio che rende quella pesantezza e quella malinconia un’esperienza umana e democratica. Quindi ben venga un album “pesante”, se però oltre a essere pesante è anche pensante.

Tracklist
01. L’immagine
02. La tua tranquillità
03. Musicista alla ribalta
04. Retromani
05. Il personaggio
06. Madre
07. Quattro mura
08. In bici
09. Io non ti lascerò
10. Intorno al fuoco
11. La rivincita
12. Hoj

 

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