Chuck Prophet – Bobby Fuller Died For Your Sin (YepRoc, 2017)

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Roberto Bianchi

Chuck Prophet, già chitarrista dei mitici Green On Red, ha la grande capacità di sapersi rinnovare! Dall’esordio solista di Brother Aldo (1990) a oggi ha evidenziato una crescita esponenziale, che gli ha permesso di pubblicare una dozzina di eccellenti album.

Bobby Fuller Died For Your Sin è un altro passo in avanti!  Affiancato dai fidi Mission Express e da validi turnisti di studio, tra cui il polistrumentista Jim Hoke, ha confezionato un gioiello che raccoglie tredici composizioni nettamente superiori alla media. Chitarre in grande evidenza, precisi background vocali, tappeti avvolgenti creati dalle tastiere, sezione ritmica precisa e incisiva con arrangiamenti essenziali, ma estremamente efficaci.

La title track richiama il controverso caso di Bobby Fuller, cantante e chitarrista statunitense, cresciuto musicalmente in Messico, e attivo a Los Angeles nella prima metà degli anni 60. Raffinato strumentista e ottimo produttore riuscì a miscelare le sonorità di Buddy Holly e Dick Dale con il Tex-Mex e le melodie dei Beatles. Il successo cominciò a bussare alla sua porta, ma il magico momento s’interruppe bruscamente: Bobby Fuller fu ritrovato morto nell’auto della madre, ufficialmente si parlò si suicidio ma evidenti indizi, stranamente trascurati, fecero (e fanno) pensare a un omicidio.

Bobby Fuller morì per i Tuoi Peccati sentenzia Prophet, ma Chuck non è un investigatore della Cold Case e così preferisce mettere in musica l’inquietante mistero, avvolgendolo con un adeguato tappeto sonoro di puro rock’n’roll.

La maggior parte dei brani sono stati scritti a quattro mani con la collaborazione del poeta e scrittore Klipschutz. I suoni spaziano dal rock al blues delle radici e si dirigono con disinvoltura verso le ballate d’autore; i testi sono sapientemente ironici. La simbiosi tra le parole e la musica è costantemente sostenuta da ottime melodie.

Ci sono poi evidenti richiamano a colleghi recentemente scomparsi: Bad Year For Rock and Roll cita Il Duca Bianco, l’ottima Jesus Was A Social Drinker ricorda musicalmente Lou Reed e In The Mausoleum tributa lo psico-rockabilly di Alan Vega.

Tra le ballate segnalo la delicata Open Your Heart e l’intensa We Got Up And Played con tastiere e chitarra in grande evidenza, due piccoli diamanti. If I Was Connie Britton è un giocoso rock’n’roll.

Tutt’altro registro invece per la conclusiva e struggente Alex Nieto, canzone di denuncia che riporta alla luce l’increscioso fatto di cronaca accaduto il 21 marzo del 2014 a San Francisco. Alex, ragazzo di ventotto anni, fu ucciso da quattro agenti che riversarono su di lui un fiume di proiettili, senza giustificazione alcuna.

Come anticipato non ci sono momenti di stanca, ogni traccia merita elevata attenzione e mi permetto di fare una “Prophetzia”: sono certo che Bobby Fuller Died For Your Sin sarà uno dei migliori dischi di questo 2017. Complimenti Chuck!

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