Richard Barbieri – Planets + Persona (Kscope, 2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di Savino Di Muro

Planets + Persona è il terzo album solista del tastierista inglese Richard Barbieri, già co-fondatore  dei Japan e successivamente nei Porcupine Tree  di Steven Wilson. La sua capacità  di comporre paesaggi sonori e  tessiture  avanzate ha portato alla realizzazione di album in collaborazione con Steve Hogarth (Marillion), Steve Jansen e Mick Karn (Japan), nonché Tim Bowness (No-Man).

Barbieri non è un virtuoso, ma la sua enorme capacità sta  nello sviluppo ed elaborazione del suono sintetico. Cita Karlheinz Stockhausen come influenza centrale e il suo approccio musicale può essere comparato ad altri musicisti “art rock” come Brian Eno. Nonostante la sua enfasi nella sperimentazione sonora, Barbieri è anche un tastierista compiuto. Correntemente suona pianoforti elettrici, acustici e Mellotron, oltre al suo lavoro sui sintetizzatori analogici.

Registrato tra Londra, Italia e Svezia,  l’album  è attraversato da un dualismo uomo-natura come si evince dal titolo.  Il disco sposa suoni sintetizzati, con l’uso di sintetizzatori analogici, prestazioni acustiche ed elementi jazz/rock.  Ai paesaggi sonori evocati da Barbieri, si contrappongono le improvvisazioni degli eccellenti ospiti: Lisen Rylander Love (voce, sax, kalimba), Luca Calabrese (tromba), Kjell Severinsson (batteria), Klas Assarsson (vibrafono), Christian Saggese (chitarra acustica), Grice Peters (kora) e Axel Croné (basso), Percy Jones (basso). In copertina c’è una splendida  immagine delle grotte di ghiaccio islandesi e il tutto è masterizzato da Simon Heywort, produttore di “Tubular Bells”.

Solar Sea, che apre l’album, parte in maniera veloce e poi rallenta:  una serie di sonorità elettroniche, atmosfere ambient e ripartenze in puro stile rock. La parte finale è grandiosa, con atmosfere che toccano il sentimento. New Found Land  si presenta come  un brano sognante, dalle atmosfere soffuse, a tratti ambient, con un crescendo di tromba, batteria ed esplosioni sonore bellissime. Grande pezzo.  Night of the Hunter, ispirato all’omonimo unico film da regista di Charles Laughton, si snoda, negli oltre dieci minuti di durata, attraverso sottili cambiamenti di atmosfera ed enfasi. Una suite in tre parti: 1) Summer 2) Shake Hands with Danger 3) Innocence lost. Elettronica, ambient e progressive si amalgamano alla perfezione. Davvero una  bellissima  traccia, con un grandissimo lavoro di sax e tromba. Interstellar Medium ha un incedere alla Japan, con percussioni in primo piano; è un brano in solitario, in cui Barbieri sottolinea la sua innata creatività. Unholy inizia con un suono di pianoforte e voce femminile molto affascinante. Avanza lento, poi basso e sax fanno crescere il brano di intensità, con un  finale dall’atmosfera davvero affascinante, commovente e dalla forte tensione drammatica. Shafts Of Light è un brano etereo, con  la chitarra acustica, quasi new age, di Christian Saggese  in primo piano, che cresce di intensità,  dal quale emergono le influenze delle collaborazioni di Barbieri in campo progressive. Grandissimo intervento di Luca Calabrese alla tromba. Solar Storm,  pezzo conclusivo dell’opera, vede il lavoro dei bassi di Percy Jones (Brand X) che contrasta con la tessitura di un sintetizzatore uniformemente incisivo, brano dall’andamento progressive in cui riemergono echi dei pionieri New Wave Japan.

“Planets + Persona”  è un album in cui si fondono magistralmente, con una personalità rara nel panorama musicale odierno, elettronica, ambient, jazz /rock e progressive.

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Un pensiero riguardo “Richard Barbieri – Planets + Persona (Kscope, 2017)

    […] si possono “intravedere” anche echi dei  King Crimson meno ‘nevrotici’. Insieme a “Planets + Persona” di Richard Barbieri, uscito di recente, “The Extinct Suite” è uno dei dischi più […]

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