Kelela @ Teatro Principe, Milano – 19 febbraio 2018

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Articolo di Simone Nicastro immagini sonore di Andrea Furlan

Kelela è bellissima. Di quella bellezza ipnotica, insieme genuina e sensuale, in cui ogni espressione e gesto sembra fatto di pura grazia ed intensità. Poi quando la sua voce inizia a “muoversi” nello spazio del Teatro Principe di Milano, vestito di rosso/club londinese, ti rendi conto che questa bellezza estetica è soltanto l’elemento aggiunto (e piacevolissimo) ad una bellezza artistica da vera prima della classe.


Sarò sincero: attendevo con ansia questo live; sempre su Offtopic Magazine, ed esattamente qui, avevo consacrato l’album “Take Me Apart” dell’artista americana di origine etiope tra i migliori in assoluto del 2017 e il non essere riuscito ancora a vederla dal vivo era un grande rammarico (in realtà credo sia passata dalle nostre parti ai tempi del primo mixtape da lei interpretato, ma non ho proprio idea di dove io fossi).
Il concerto è iniziato una decina di minuti dopo le 22: Kelela si è presentata sul palco insieme a due coriste e al Dj incaricato di selezionare e mixare le basi. Ecco se forse si deve cercare il pelo nell’uovo la mancanza di qualche altro strumento si è notata (magari delle percussioni suonate come usa la ben più famosa e indubbiamente attigua musicalmente FKA Twigs ), ma appena i vocalizzi della cantante hanno incominciato a immergere il pubblico presente nelle trame delle sue canzoni,tutto è sembrato comunque al posto giusto nel momento giusto.

Kelela non è un artista da serata leggera e spensierata: il suo modo di concepire la musica è un racconto continuo, intimo e senza veli della sua vita e di quello che le sta intorno, un’analisi estremamente sincera e a volte dolorosa di ogni sensazione e sentimento la sua giovane storia le abbia suggerito o imposto. Il sound è quasi sempre rallentato, a “bassa battuta”, con pochi orpelli e avvolto in particelle digitali e oscure. I bassi soprattutto vibrano e velano l’aria tutta intorno. La voce spazia su queste tessiture con uno spettro convincente di tonalità ed interpretazioni, utilizzando con proprietà tecnica invidiabile tutte le sfumature tecnologiche permesse dai vari filtri, delay ed effettistica varia.
L’ultimo album si è giustamente preso tutto lo spazio necessario con brani quali LMK, Better,Blue Light e la stessa Take Me Apart, accolte tutte da vere ovazioni da parte del pubblico. Ma anche le canzoni del già citato mixtape “Cut 4 Me” e l’ep del 2015 “Hallucinogen” sono state parte integrante e fondamentali del live, soprattutto con quella Rewindmessa a fine scaletta e confermatosi la hit più famosa dell’artista.

Le due coriste per tutto il tempo hanno sorretto, arrangiato e “riempito” l’esibizione, coordinandosi anche dal punto di vista dei movimenti e aggiungendo quel tocco di spettacolo ad una rappresentazione veramente scarna ed essenziale sul palcoscenico. Le luci sature e presentissime hanno avuto il compito riempire l’oscurità della messinscena, avvolgendo soprattutto Kelelanel suo continuo gioco tra il suo corpo e il microfono.
Credo sinceramente di aver assistito questa sera al live di una artista che oggi già rappresenta un punto di riferimento per la scena new r’n’b, ma che nel prossimo futuro potrebbe diventare un fenomeno di ben altre dimensioni. Kelela è un talento appena sbocciato e il pubblico più attento ed esigente sembra esserne accorto. Ora speriamo che tutto faccia il suo corso ottimale. Io per ora mi ritengo pienamente soddisfatto e molto emozionato dall’esperienza appena vissuta.
L’ultima annotazione invece vuole essere critica e in particolar modo critica nel confronto di una sparuta parte del pubblico posizionato infondo al Teatro vicino al bar: anche se avete pagato il biglietto questo non vi legittima a continuare a parlare, rumoreggiare e disturbare un concerto, soprattutto un concerto basato su atmosfere minimali e maestria vocale. Ci sono tanti altri posti e momenti aggregativi dove potete esprimervi con le vostre modalità. Tipo a casa vostra.

 

 

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