Frank Get – Gray Wolf (IRD, 2018)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

14mo capitolo del rocker triestino ed ennesima eccellente prova, che potrà essere apprezzato da tutti gli amanti del rock di un certo stampo, intriso di blues e soul, ma non solo. “Questo è il terzo capitolo di un viaggio iniziato con l’album To Milk A Duck (leggi qui la nostra recensione) dei Ressel Brothers e proseguito attraverso Rough Man (leggi qui la nostra recensione): all’interno di questo album volevo scoprire alcune storie nascoste sulla mia terra e sulle persone che hanno vissuto qui. Penso che se dimentichiamo la nostra storia siamo persone senza futuro… come dice Bob Dylan ora ‘i tempi stanno cambiando’, ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere anche alcune canzoni su questo particolare momento storico”. Così scrive Frank nel booklet che accompagna la sua ultima fatica Gray Wolf composta da 12 brani inediti per poco meno di un’ora di musica sanguigna e passionale come poche.

Se il precedente lavoro Rough Man rappresentava per Frank una sfida personale nei testi e nella musica e affrontava i temi della sua vita (da qui la scelta di suonarlo interamente da solo), in quest’ultimo la sua vena blues ritorna a galla. “Il blues” afferma Frank “è un genere vivo e può essere interpretato in mille modi, non deve per forza avere 12 battute e 3 accordi. È un modo di vedere le cose che serve a sublimare le sofferenze vissute. Vedo invece che molti si appropriano del nome del blues solo come facciata: non lo fanno davvero, travisano il senso originale e vero del blues.”

Consolidato da diversi anni di tour, il gruppo che accompagna Frank in questo splendido album è composto dalla brava e bella croata Tea Tidic al basso, da Giulio Roselli alla batteria e da Andrea Reganzin alle tastiere. La sezione fiati che compare in un paio di pezzi, denominata Jailhouse Horns è composta da Angelo Chiocca al sax, Giorgio Ruzzier alla tromba e Andrea Bortolato al trombone.

Gray Wolf è anche il titolo del brano d’apertura, un intro con chitarra dobro e armonica prima che si scateni l’inferno; rock blues generoso, fiati devastanti e ritornello di facile presa, omaggio al grande Howlin’ Wolf; la seguente Hard Times, tra le mie preferite, è una ballad southern rock elettrica e corposa insieme alla successiva Identity brano countrieggiante e ruspante che fa parte di quella rosa di canzoni in cui Frank parla della situazione sociale attuale come Homeless, ispirata da un fatto a cui ha assistito a New York, in cui Frank ci delizia con la dobro o alla finale Another Chance, lento sensuale e avvolgente che chiude con un messaggio di ottimismo e speranza.

Colarich The Banditnon è una celebrazione di questo personaggio ma cerco di descrivere la situazione storica e sociale che dopo la Prima Guerra Mondiale lo portò a fare scelte criminali” afferma Frank accompagnando il tutto con un boogie rock serrato e crudo; The Ballad Of Weyprecht racconta le gesta dell‘ufficiale della marina austro-ungarica, nonché scienziato ed esploratore, che prese la cittadinanza triestina, grande sostenitore della collaborazione scientifica internazionale che era solito dire “Le navi di legno controllate dall’uomo con la testa di ferro hanno sconfitto le navi di ferro controllate dall’uomo con la testa di legno”. Throwback Blues è un tuffo nel blues più genuino e coinvolgente, quello di Chicago, mentre in Nora, brano dedicato alla moglie di James Joyce, Nora Barnade, simbolo per Frank dell’emancipazione femminile perché decise di seguire il suo amore, di convivere e di fare figli senza sposarsi in un’epoca in cui questo era visto molto male, brano lento e dolcissimo avvolgente nei suoni. Gli altri brani del cd sono The Cicada And The Ant, ballata folk ispirata alla favola di Esopo, Ursus forse la canzone più springsteeniana, molto intensa, e la rocckeggiante alla maniera degli ZZ Top The Outlaw Priest che ci porta a conoscenza della storia di un sacerdote, tale Josip Velikanje, che non esitava a usare le maniere forti per divulgare la parola di Dio.

Per concludere consiglio a tutti gli amanti della musica made in Usa l’ascolto di questo cd scritto con passione e suonato magistralmente da Frank e soci, non rimarrete delusi.

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