Giulia’s Mother in concerto a Milano [Vinci 2 biglietti per giovedì 24 maggio all’Ohibò]

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Per vincere i due biglietti è sufficiente scrivere un messaggio privato alla pagina facebook di Off Topic indicando nome, cognome e numero di telefono (non dimenticate di mettere “mi piace” alla pagina!).
I vincitori saranno avvisati entro le ore 23:30 del 23 maggio.

Giulia’s Mother in concerto all’Ohibò di Milano, giovedì 24 maggio 2018

Articolo curato da ElleBi

Il 24 maggio INRI porterà  al Circolo Ohibò di Milano un altro dei suoi figli più promettenti.
Si tratta dei “Giulia’s Mother”, un duo proveniente dalla provincia torinese, più precisamente da Rivarolo Canavese. Il nome della formazione è nato un po’ per gioco dall’incontro fra una ragazza, Giulia appunto, che, con i suoi molteplici interessi (dalla filosofia, alla musica, alla pittura) è diventata il simbolo di una generazione volta alla speranza, e il senso di forte attaccamento di entrambi i membri alla “madre terra”  (mother), alla natura, al loro territorio.
La collaborazione fra Andrea Baileni e Carlo Fasciano si è consolidata agli inizi del 2015 quando, dopo aver suonato nel medesimo trio blues, hanno trasformato l’alchimia che li univa in un progetto condiviso. Ciò che li ha accomunati fin dagli esordi è la continua sperimentazione, attraverso l’ascolto e la riproduzione di differenti generi ed il tentativo di andare aldilà di ognuno di essi per riconoscersi in un proprio mood.
Fare musica per Andrea e Carlo è una necessità, una condizione naturale attraverso la quale riescono a tradurre in note le proprie emozioni, dopodiché arrivano i testi, fino ad oggi prevalentemente in inglese, che rappresentano un’ulteriore traduzione, più consapevole, delle stesse.

Il loro è un folk/post rock dall’intimità travolgente in cui la batteria di Carlo si sposa perfettamente con la voce di Andrea, accompagnato dalla sua chitarra acustica dando vita in particolare a live passionali il cui impatto emotivo davvero lascia il segno.
“Truth”, album di debutto pubblicato nel 2016, a cui ha fatto seguito un tour di 60 concerti fra Italia, Inghilterra e Scozia, è stato subito inserito tra i miglior dischi dell’anno da riviste di settore come Il Mucchio o webzine come Rocklab, con accostamenti ad artisti quali Bon Iver, James Blake, Antony and the Johnsons. Ora sono tornati con “Here”, un’evoluzione del loro percorso artistico che propone una riflessione sul ruolo del tempo, su come da ognuno venga vissuto e interpretato in modo del tutto personale.
Questo secondo disco, registrato negli Studi Andromeda di Max Casacci (Subsonica) verrà presentato con un primo tour per le Release nelle principali città italiane tra cui la tappa milanese del 24 maggio.

Chissà che per l’occasione non vi raccontino anche del loro progetto “Oneriver – #seguilazattera”, un viaggio, o meglio un’avventura che li ha visti navigare il fiume più lungo d’Italia, il Po, per arrivare fino al mare su una zattera realizzata personalmente. Sei tappe in sei giorni in cui, quotidianamente, sono stati presentati alcuni brani tratti dalla nuova pubblicazione tramite concerti e registrazioni live ai quali hanno preso parte anche Dardust e la violoncellista Bra Zanin.
Uso delle pedaliere che armonizzano sia le voci che la chitarra acustica, chitarra che suona anche come un basso, tanta effettistica con la sensazione finale che sul palco vi siano più persone ad esibirsi, il tutto mossi dalla voglia costante di andare oltre e  scoprire sempre cose nuove…
Sono queste le premesse dell’appuntamento musicale con i Giulia’s Mother che si preannuncia indubbiamente coinvolgente, fra note a tratti malinconiche ma anche sognanti, per questo pronte a fare breccia in ogni cuore…

Ad aprire il concerto del duo piemontese sarà il trio bresciano degli Oregon Trees che, come il nome suggerisce, navigano con estrema destrezza nell’oceano del folk americano, con un retrogusto quasi cantautorale e pop e dall’originalità davvero sorprendente.

In apertura anche il progetto solista di Attilio Bovi. Le sue influenze variano fra il blues, il rock, la psichedelia e la buona vecchia scuola della Motown Records. Da qualche anno propone il suo repertorio originale con pezzi che spaziano tra Funk\Soul e musica leggera.

 

*immagine di copertina Vincenzo Borrelli

 

 

 

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