L E T T U R E


Articolo di Giuseppe Spanò Greco

Il quarto libro (il secondo che ho l’onore di leggere e di recensire) di Alessandro Pagani, viene pubblicato nella collana della casa editrice 96, Rue De La Fontaine “Juste pour rire” che suona come un sottotitolo alla sua opera. Non c’è niente di meglio che avere un pizzico di ironia per sorridere anche nelle giornate grigie che il presente ci offre e liberarsi, almeno per un poco, dai quotidiani affanni. Ce lo ricorda anche l’editore che riprende una frase di V. Hugo: “È dall’ironia che comincia la libertà”.

Alessandro con queste “500 chicche di riso” (e di risate che si sarà fatto lui per primo) ci aiuta a trovare un po’ di libertà anche con noi stessi, facendoci uscire dalla nostra normale e abituale monotonia, proponendoci di guardare ciò che ci circonda da una prospettiva diversa e imparare, se possibile, a vedere il lato comico di noi stessi, innanzitutto, e di quello che ci scorre sotto gli occhi subito dopo.

Non a caso la prefazione è stata affidata a Cristiano Militello, arcinoto attore, giornalista, nonché cabarettista televisivo e radiofonico (chi non lo ricorda come inviato di “Striscia la notizia”?), per mettere in risalto le grandi e indiscusse qualità e doti umoristiche del nostro scrittore di “battute”, narratore di un viaggio nell’irrealtà della realtà che spesso sfugge alla nostra distratta routine, sopraffatti dall’affannosa ricerca di soddisfare le nostre sempre più autodistruttive necessità.

Il viaggio inizia con le consuete istruzioni che necessariamente, prima della partenza vengono elencate per la nostra sicurezza: in questo caso Alessandro ci avvisa che “Le cinquecento frasi che seguono, oltre a sfatare luoghi comuni, personaggi reali e dell’immaginario collettivo, tentano di ridicolizzare la consuetudine sociale della monotonia quotidiana attraverso l’uso delle parole e con l’aiuto di situazioni umoristiche che tutti, almeno una volta nella vita, da protagonisti o spettatori, potremmo affrontare.”

Ci avverte, infatti, che non c’è un solo conducente, ma ognuno di noi è parte attiva e non soltanto un’inconsapevole passeggero. Non scrive da “autore”, ma da cronista dell’illogica follia che ci pervade, anche a nostra insaputa, e ce la mette davanti agli occhi per farci sorridere, ma anche per farci riflettere e renderci migliori.

L’avvio del viaggio non può che partire dal luogo da cui traiamo nutrimento, la cucina, in cui scopriamo il surreale “marito della cuoca geloso per il suo passato” o nel dubbio “…se fare l’amore o la maionese…è finita che…l’ho fatta impazzire” o chiedendo ad un amico “Come fai a essere così sicuro che questo latte sia sardo? Mi ha risposto “Perché è pastorizzato.”.

Si attraversano, poi, temi che la politica affronta con serietà e in conseguenza dei quali un altro amico “Accusato di coltivare marijuana” si è giustificato affermando: “Si sono inventati tutto di sana pianta”. Rilevando, ancora, in tema di abusi edilizi che “Quelle abitazioni sul mare devono sparire!» «Non si preoccupi, sono palafittizie” oppure nel caso della guida in stato di ebbrezza: “Arrestato durante alcool test. Alla domanda: “Gonfi il palloncino» Rispondeva: “Perché…c’è una festa?”.  Sull’attuale tematica migranti “Il razzismo avanza” c’è chi rinvia il problema affermando “Mettilo in frigo, lo mangio domani.”

A volte ci si imbatte in persone che… veramente… “Oggi è la giornata mondiale del menefreghismo, ma a me m’importa una sega”, oppure pessimiste “L’umanità? Tanto fummo e poco a posto”, o amanti delle statistiche “A un italiano su tre piace fare l’amore di gruppo. Quindi o è tua moglie, o il suo amante, o la sua compagna”…  e cosa vogliamo dire della difficoltà di comunicazione come capita che “Tizio invita donna cinese a ballare. «Danza con me questa polka?”  «Ma come si pelmette, blutto stlonzo?”, o, ancora, quando un tale chiede “Vorrei dei sigari.” “Toscani? “No, veniamo dall’Umbria.”

Insomma, varia umanità che si incontra nei viaggi….

Però mi fermo qui, non posso e non voglio raccontare tutto il libro altrimenti…

Volevo darvi solo un piccolo assaggio e magari le battute migliori, per chi legge, non sono queste. Già, ognuno ha una sua chiave di lettura, ma vi posso assicurare che ce n’è per tutte le serrature.

E chiudo con l’ultima notizia riportata nel volume: “Impiantata nel cervello di un uomo la prima protesi a base di elettrodi per migliorare la memoria. Peccato per il tizio in questione che non ricorda più dove ha messo il telecomando”.

Per le oziose giornate delle ferie estive è senz’altro un libro leggero, ma non troppo, che può fare molta compagnia se siete soli, ma che può rallegrare le serate anche se si è in compagnia.

Buona vita.