C O M U N I C A T O – S T A M P A


Articolo di Stefania D’Egidio

Peter Doherty, l’ultimo dei poeti maledetti, torna il 13 ottobre ai Magazzini Generali di Milano, dopo le precedenti esibizioni con Libertines, Babyshambles e The Puta Madres.

In questi anni Pete ha fatto parlare più per la sua vita privata che per i suoi lavori discografici, l’ultimo dell’aprile 2019, ma nel suo caso è impossibile scindere il privato dal pubblico perché sono le sue stesse esperienze di vita a ispirare la sua
arte, tra discese agli inferi delle droghe, ritiri in monasteri
buddhisti, arresti rocamboleschi e celebri flirt con bellissime
donne.
In tutto questo perle di poesia e brani che hanno rappresentato un inno per un’intera generazione di giovani inglesi, e non solo, capace di catturarne inquietudini, fragilità e, nel contempo, rappresentare un senso di appartenenza ad una
nazione che affonda le sue radici tanto nelle melodie di
beatlesiana memoria quanto nei riff di chitarra che strizzano un occhio all’era punk.
Un ritorno alle origini per l’artista inglese e chissà che alla
soglia dei 40 anni non abbia deciso di dedicarsi completamente
alla musica: lo scopriremo nei prossimi giorni con le tre tappe
del Tour italiano, targato Dna Concerti, al New Age di Roncade il giorno 11 ottobre, al Teatro Centrale di Roma il 12 e ai Magazzini Generali di Milano il 13.