R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

La prima volta che ho sentito Laura Marling era nel disco dei Noah And The Whale, una band indie folk inglese, che nel 2008, con Peaceful, The World Lays Me Down mi aveva conquistata per le sue melodie scanzonate ma malinconiche. Nel 2008 pubblica anche il suo primo disco solista Alas I Cannot Swim, facendosi subito riconoscere per la delicatezza della sua voce e cominciando una carriera solista folk che la porta a vincere ben due premi nel 2011: l’NME come Best solo Artist e il Brit Award come British female solo artist. Poco conosciuta in Italia, dove il genere di certo non spopola, Laura Marling è al suo settimo disco.


Songs For Our Daughter è tutto quello che una madre direbbe a una figlia non ancora nata: sono tutte le speranze, i racconti, le ninnananne che si possono cantare.
È un disco molto personale e intimo. Laura, arrivata ora a 30 anni, immagina cosa potrebbe dire alla figlia, come potrebbe prepararla alla vita e a tutte le sue sfaccettature.
C’è un senso di responsabilità nel difendere e guidare una “ragazza”, che potrebbe perdersi nelle brutalità del mondo, non trovarsi, non rimanere sempre innocente. Si potrebbe dire che sono tutte quelle cose che la stessa Laura avrebbe voluto sentirsi dire, per avere un sostegno nel raggiungere l’autoaffermazione.
Only The Strong Survive parla di questa volontà di essere forti, perché solo loro sopravvivono: come ci si riesce? Qualcuno ha detto che solo i più forti sopravvivono, ma in un mondo che ci sbatte in faccia la realtà quando siamo troppo giovani e ci fa male, come si fa a essere forti?
Anche in Fortune, che lei stessa afferma essere una delle canzoni migliori a livello di scrittura della sua carriera, il tema del tenersi qualche soldo da parte per fuggire è rappresentativo di un sentimento che pervade l’animo: cercare di guadagnarsi una briciola di libertà di fronte a un destino che ci vuole sofferenti.
È un album che è in più un’autobiografia di una persona che si spoglia di tutto ciò che la modernità, gli oggetti, la proprietà rappresentano per lei e si mette a nudo in modo frammentato, quasi sussurrato, si domanda cosa significa essere una donna e come una bambina potrà affrontare l’esistenza e la società.
Se amate la voce dolce di Regina Spektor, il tocco delicato di Laura Marling non vi deluderà.

Tracklist:
01. Alexandra
02. Held Down
03. Strange Girl
04. Only the Strong
05. Blow by Blow
06. Song for Our Daughter
07. Fortune
08. The End of the Affair
09. Hope We Meet again
10. For You