L I V E – R E P O R T


Articolo e foto di Iolanda Raffaele

Il Coronavirus è entrato prepotentemente nelle nostre vite, ha cambiato le nostre abitudini, la nostra percezione della realtà, ma non ha fermato le nostre passioni, dando loro un volto diverso o forse l’unico possibile.
Accade, dunque, che dopo tre anni di backstage, di pathos da intervista, di emozioni tra la folla e i cantanti, quest’anno il Primo Maggio romano abbiamo dovuto seguirlo da casa con voi e per voi, con un po’ di dispiacere, ma con la voglia di esserci.
È stata un’edizione straordinaria ed atipica, è mancato il calore del pubblico, Piazza San Giovanni inondata di giovani e meno giovani provenienti da tutta Italia per stare insieme e cantare a squarciagola, sono mancati gli abbracci e le emozioni.
Il grande appuntamento collettivo, tuttavia, doveva essere rispettato; la tradizione doveva essere onorata  e così Massimo Bonelli, direttore artistico, con il suo entusiasmo, la creatività e la professionalità che lo contraddistingue, ha messo in moto la sua squadra e la grandiosa macchina organizzativa di ICompany e, tra mille difficoltà, è riuscito a portare avanti in modo esemplare il suo progetto, il nostro progetto, quell’evento che ogni anno aspettiamo con tanta gioia.

“Il lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro” è stato il titolo scelto da CGIL, CISL e UIL per questa giornata dal grande contenuto simbolico e di speranza.
Ambra Angioini, per il terzo anno consecutivo, ha condotto con visibile commozione la manifestazione su Rai3 dal Teatro delle Vittorie, mentre gli immancabili Gino Castaldo ed Ema Stokholma hanno raccontato la diretta su Rai Radio2.
Tra tradizione e innovazione si è cercato in ogni modo di colmare il senso di smarrimento e vuoto che l’imprevista emergenza del Covid 19 ha determinato, di dare voce a quella sensazione di assordante silenzio che nessuno mai avrebbe immaginato, di dare conforto a chi, come lavoratore, come genitore, come studente, ha subito gravemente gli effetti di questa pandemia.
Qualche scambio di battute tra Ambra Angioini e Lodo Guenzi, ovviamente a distanza, e si parte con Vasco Rossi, i video dei suoi concerti e il suo messaggio, prosegue la straordinaria Gianna Nannini al pianoforte da Milano con “Notti senza amore”, “Donne in amore”, “Meravigliosa creatura”, “Sei nell’anima” e la bellissima “Assenza” e Alex Britti inaugura il palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, appositamente realizzato, con la sua “7000 caffè”.
Si discute dei riders, sempre più visibili in questo periodo, esposti a continui pericoli e scarsamente tutelati, e della nuova scuola sulle piattaforme on line, tra studenti spaventati e disorientati e professori costretti a reinventare il loro lavoro in tempi brevi.
Francesco Gabbani sul Palco delle Vittorie intona “Viceversa” e “Il sudore ci appiccica”, mentre da Bologna Lo Stato Sociale guidato da un Lodo Guenzi, molto provato, dedica all’Italia “Una vita in vacanza” e “La canzone del pane” della band I Camillas, un modo per ricordare lo scomparso Mirko Bertuccioli, cantante, tastierista e fondatore della stessa.


Il giovane Aiello canta “Arsenico”, Le Vibrazioni ci fanno sognare sulle note di “Dov’è” e Zucchero ripercorre un po’ di storia della sua musica con pezzi registrati di “Per colpa di chi”, “Baila Morena”, “Un soffio caldo” e dalla sua abitazione in versione live con “La canzone che se ne va”.
Paola Turci porta in scena tutta la sua femminilità e la sua forza travolgente con “Fatti bella per te” e “Bambini”, mentre da Bassano del Grappa Francesca Michielin al pianoforte suona “Cheyenne” e Fasma, seduto al centro del palco, lancia un messaggio di riscatto, di presa di coscienza del proprio essere, di come nell’individuo risieda l’umanità e canta “Per sentirmi vivo”.
Si sottolinea la problematica dei braccianti agricoli, completamente dimenticati durante l’emergenza, e dei medici che sono i veri eroi e lottano in prima linea, tra avvicendamento di giovani e anziani, tra voglia di aiutare ed inserirsi presto nel mondo del lavoro ed eccessiva burocrazia.
Un energico Edoardo Bennato canta “L’isola che non c’è” ed offre un momento di bella musica insieme al fratello Eugenio con “La realtà non può essere questa”; sempre in forma e bella Irene Grandi da Firenze canta “La cometa di Halley” e “Finalmente Io” e Tosca commuove con la sua interpretazione di “Bella Ciao” e, accompagnata da Danilo Rea, con “Ho amato tutto”.
Tante domande e poche risposte in questo Primo Maggio, ma su alcuni cantanti ci sono solo certezze come con Ermal Meta che in questa occasione presenta il suo recente brano “Finirà bene” e duetta in “Mi manca” con Bugo, che ci riporta ai momenti felici e movimentati del Festival di Sanremo con “Sincero”, affiancato da un ottimo Nicola Savino.
Il profumo internazionale arriva con Patti Smith che dolcemente ci abbraccia nella sua “Grateful” e con Sting che in perfetta lingua italiana ringrazia tutti i lavoratori italiani e suona “ Don’t stand so close to me”.
Niccolò Fabi e la sua squadra di musicisti tra la ripartenza e il traguardo canta “Una buona idea” e “Costruire”, Luca Barbarossa con Paolo Fresu, Bebo Ferra e Rita Marcotulli ricordano Bruno Lauzi con “Ritornerai” e Noemi porta il suo animo blues e pop con “Sono solo parole” e “Vuoto a perdere”.


Non manca la riflessione sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo che tengono in piedi la cultura, che lavorano dietro le quinte e rendono possibili spettacoli, eventi artistici e musicali con Stefano Fresi e Salvatore Ciulla, direttore artistico e tecnico teatrale verso una corretta regolamentazione del settore e un impegno concreto da parte del Governo.
Vincitore del Festival di Sanremo 2020 della categoria “Nuove proposte” Leo Gassmann canta “Vai bene così”, Fulminacci canta “San Giovanni” e c’è tanta voglia di tranquillità con “Pace” e “Portami via” di Fabrizio Moro.
Rocco Papaleo cattura l’attenzione con il suo monologo ad un pubblico variegato, quello dei balconi, delle case, degli ospedali  e canta “Azzurro” di Adriano Celentano, la fotografia di tanti puntini che dalla solitudine si uniscono, di un paese che vuole tornare a vivere.
Il Primo Maggio Romano è anche l’occasione per capire quanto sia indispensabile il terzo settore e come molte persone nel 2020 siano ancora isolate perché non hanno pc, tablet e tutti quei mezzi di comunicazione che nell’emergenza aumentano le distanze, cosicché è necessario che l’accesso alla rete diventi un diritto di tutti.
La sequenza musicale continua con Dardust che, a pochi passi dal Duomo di Milano, riempie il cuore con l’esecuzione magistrale al pianoforte di “Lost and found”; con Cristiano Godano della band Marlene Kuntz che ci regala un po’ di romanticismo con “La canzone che scrivo per te” e con Margherita Vicario e la sua sorridente “Mandela”
Primo Maggio significa anche dare spazio ai giovani con il “PRIMO MAGGIO NEXT”, contest organizzato da ICompany e rivolto ai nuovi artisti, che quest’anno ha visto sul palco del Concertone quattro vincitori: la cantautrice Ellynora con il brano “Zingara”, la cantautrice Lamine con “Non è tardi”, il cantautore Matteo Alieno con “Non mi ricordo” e il cantautore Nervi, il più votato, con “Sapessi che cos’ho”.
In un mondo senza risposte, in cui il finale è ancora lontano ed è tutto da scrivere chiudiamo quest’altra pagina del Primo Maggio di Roma con le performances dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha omaggiato il grande Ennio Morricone e con Alex Britti che canta “Hey Joe” davanti ad una Piazza San Giovanni illuminata, suggestiva e solitaria.
Per chi volesse vederlo (o rivederlo), ecco il video integrale della manifestazione.

Arrivederci alla prossima, noi ci saremo, vi aspettiamo!