I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

E’ uscito il 31 luglio per laCantina Records Tutto torna il nuovo singolo di Mosè Santamaria, scritto dall’autore genovese al pianoforte, in una mattina di maggio. Mosè Santamaria ha all’attivo due dischi: #RisorseUmane del 2015 e Salveremo questo mondo del 2019, ne abbiamo parlato qui. In occasione di questa uscita abbiamo scambiato due chiacchere con Mosè, per conoscere meglio questo autore dalla scrittura peculiare, buona lettura…

Tutto torna il tuo nuovo singolo esce a fine mese, dopo l’album Salveremo questo mondo. Ambientazione di un’estate marittima ed anche musicalmente una virata molto pop. C’era bisogno di leggerezza dopo questo periodo?

Prima di tutto un saluto a tutti i lettori di Offtopic! Non so se questo bisogno abbia coinciso con questo periodo, posso dirti che dopo, Salveremo questo mondo avevo bisogno di scrivere un brano che fosse più leggero a livello di tematiche, un po’ come un regista che dopo un film neorealista decide di girare una commedia romantica…

La produzione è di Francesco Ceriani già producer del tuo album precedente, ci racconti la genesi di questa canzone?

Una mattina mi sono alzato mi sono messo al piano ed ho cominciato a suonarla, l’ho scritta in un paio d’ore, avevo in mente Sapore di Mare 1 e 2 dei fratelli Vanzina.

Sono molto curiosa del tuo prossimo lavoro, mi è piaciuto molto “Salveremo questo mondo”. Puoi darci qualche anticipazione del prossimo album?

Al momento sto scrivendo un album ma prima usciranno dei singoli e forse degli EP, ho bisogno di raccontare e condividere in un modo differente rispetto ad un disco, che vivo più come lo scrivere un libro.

Guardando indietro al tuo primo disco #RisorseUmane come descriveresti il tuo cammino artistico ad ora?

In evoluzione, più imparo a conoscere me stesso più imparo ad osservare il mondo e le persone, quindi a raccontare e a condividere qualcosa il più possibile autentico.

Ti ho visto live a metà febbraio a Milano, eri tra gli artisti sul palco del Concerto per la Giornata Mondiale del Sound Healing. Oltre ai tuoi brani, hai cantato anche “La realtà non esiste” di Claudio Rocchi, ti sei rivolto al pubblico, quasi severo, per accertarti che le persone presenti lo conoscessero, era come se stessi maneggiando qualcosa di grosso. In passato hai aperto i suoi concerti, qual’è il tuo ricordo di Claudio da un punto di vista umano e musicale?

Claudio Rocchi lo porto nel cuore, è come un amico che quando sei confuso sa cosa dirti e darti forza. Sì il pubblico non sempre è preparato come quella sera, ci vuole un rispetto dogmatico verso certe canzoni così cariche d’amore e coscienza universale.

Nelle tue esperienze e nelle citazioni dei tuoi brani hai dei forti rimandi agli anni 70, da Castaneda a Dalla, dalla ricerca interiore dello yoga alla via dello zen, pratichi qualche disciplina o sei un grande lettore?

La lettura fine a se stesso è un esercizio intellettuale se non c’è uno sforzo pratico costante. In me è sempre funzionato il meccanismo, di prendere consapevolezza di una certa dinamica o intuire un sapere e poi trovare un libro che ne parlasse. Poi ad un certo punto se si è connessi con se stessi, è possibile accedere a tutto il sapere del quale abbiamo davvero bisogno, insomma impariamo a bere dalla fonte non da un bicchiere dove qualcun’altro ci ha versato lui da bere… Comunque pratico e insegno meditazione oltre che Yoga da 15 anni.

Come hai scelto questo percorso artistico? O forse lui ha scelto te? 🙂

E‘ stato un colpo di fulmine alla nascita!

Durante il lockdown su instagram hai creato degli spazi musicali invitando colleghi a dirette di musica live. Ci sono state tante polemiche sul fruire o meno di musica on line rispetto a quella live, qual’è la tua visione?

Preferisco non esprimermi a riguardo.

Semifinalista al Premio Tenco nel 2016, semifinalista 2071 e 2019 semifinalista al Premio Bertoli, 2019 vinci il premio della critica al Festival delle Alpi Apuane e nel 2020 secondo al premio Arte d’Amore di Verona. Qual’è la tensione emotiva del partecipare a questi eventi?
Per me è stato più un superare un mio limite e rompere uno schema della personalità, non credo assolutamente nella competizione artistica se non a fare esperienza emotiva come dici tu, osservare quali parti di personalità emergono per poi riuscire a portarci coscienza.

Se ti proponessero Sanremo accetteresti?

Sì sarebbe una grande possibilità per far conoscere le mie canzoni al grande pubblico