R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Sebastianelli

Il tempo a volte sa essere galantuomo. Nonostante le mille rughe che solcano il viso del Mod Father e lo rendono sempre più simile a una sorta di fratello leggermente più savio dell’Iguana Iggy, la sua musica pare non aver patito un invecchiamento particolare. Merito di un’incredibile sapienza compositiva e interpretativa ma soprattutto dalla percezione esatta di quella che è l’ossatura della Pop Song perfetta: ritmo e melodia, intensità e leggerezza.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti o fosse dimentico del peso avuto da Weller negli almeno ultimi quaranta anni di British Pop basti citare due nomi: Jam e Style Council. Due gruppi che con modi e in tempi differenti hanno marchiato a fuoco la storia della musica popolare inglese. Quel fuoco che continua a bruciare ancora oggi, forse un po’ più fievole tra i solchi del nuovo album On Sunset.

Si parte con un pezzo sperimentale: Mirror Ball. Sembra quasi fuori luogo in un disco così classico: sentori morriconiani e floydiani al contempo lasciano presto spazio alla voce di Paul, intenta a disegnare una melodia che sa quasi di inno. Per poi tradursi di lì a poco in un refrain mid tempo capace di ricordare i momenti migliori dei cari vecchi Style Council. In mezzo rumorismi assortiti, stop e ripartenze. Un piccolo gioiello. Lo stesso si può dire di Baptiste, dall’anima una volta ancora “nera” (e qui si potrebbe parlare a lungo di come certa Black Music abbia avuto un peso rilevante sulla musica del nostro dai tempi eroici dei Jam sino a oggi.). Le atmosfere lounge e settantiane della Title Track conquistano al primo ascolto. Non convincono invece il siparietto beatlesiano di Equanimity e le comunque gradevoli More e Walkin.

Semplici divertissements che nulla tolgono né aggiungono al risultato complessivo del disco. Old Father Tyme e Village pur muovendosi in territori noti, non hanno il sapore di semplici déjà vu e soprattutto la prima. Dal sapore quasi gospel e dai vaghi accenni Dylaniani, riesce a conquistare un piccolo spazio nella memoria dell’ascoltatore. La chiusa di Rockets è invero meravigliosa, tra accenni bowiani e una voce drammatica che si staglia solida sopra gli archi e dove la magniloquenza degli arrangiamenti non cede mai il passo al kitsch. Come ha scritto un giornalista, recensendo proprio l’ultimo lavoro, se Weller producesse un po’ di meno ci ritroveremmo tra le mani un indiscutibile capolavoro. Ma va bene anche così. Un’altra piccola gemma da aggiungere alla corona e che va arricchire un anno che se per altri motivi è stato devastante, dal punto di vista musicale ci ha già regalato ottimi dischi e graditissimi ritorni come questo On Sunset.

TRACKLIST
01. Mirror Ball
02. Baptiste
03. Old Father Tyme
04. Village
05. More
06. On Sunset
07. Equanimity
08. Walkin’
09. Earth Beat
10. Rockets
11. 4th Dimension (bonus track)
12. Ploughman (bonus track)
13. I’ll Think Of Something (bonus track)
14. On Sunset – Orchestral Mix (bonus track)
15. Baptiste – Instrumental (bonus track)