I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele 

In occasione della tappa calabrese del 29 agosto presso il Sula Beach, locale catanzarese che da ben quattro anni propone, in modo alternativo e controcorrente, la musica live nazionale ed internazionale grazie agli organizzatori Antonio Puccio ed Alessandro Talarico e alla direzione artistica di Giorgia Boccuzzi, abbiamo scambiato due battute con il cantautore napoletano Francesco Di Bella.

Dall’esperienza di gruppo dei 24 Grana a quella da solista, chi è Francesco Di Bella cantante?

Ho attraversato diverse “epoche” musicali dagli anni novanta quando fare musica era tutta un’altra cosa rispetto ad oggi, perché era tutto più spontaneo e sperimentale, agli 00 durante un’inquietante riforma e normalizzazione, ad oggi credo di essere un musicista che non si è perso in inutili nostalgie. Penso che la musica vada seguita e interpretata così come i cambiamenti.

Tante produzioni impegnate e particolari nel loro genere cosa cerchi di esprimere con la tua musica?

Un’esperienza, una piccola parte di verità, il mio modo di mettere insieme suoni ed esprimere le mie emozioni. Ho passato tanti anni a scrivere canzoni e quasi non mi ricordo quando ho iniziato. Quello che cerco veramente di raccontare è la mia passione per la scrittura.

Premi e collaborazioni importanti, c’è un/una musicista o un addetto ai lavori che ti ha spinto e stimolato a continuare nel mondo della musica, sebbene complesso?

Tutte le persone e i musicisti che ho incontrato sulla mia strada, quelli con cui ho collaborato tanto, mi hanno insegnato qualcosa, è un discorso complesso ma credo che abbia a che fare col fatto di scegliere una propria strada. Spesso sono stati artisti molto diversi da me a stimolarmi molto.

Dopo l’ultimo album intenso e maturo “O Diavolo”, il ritorno con “Uno vicino a n’ato” insieme a Dario Sansone, cantante dei Foja. Parlaci un po’ di questo incontro musicale e del brano, semplice e suggestivo.

Il brano è nato durante il laboratorio di songwriting che facciamo insieme con Dario, è stato durante il lockdown e quindi scrivevamo incontrandoci su zoom. È stato strano, ma esserci riusciti è stato molto bello.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Spero di riuscire ad andare in tour con i 24 Grana, era tutto pronto, ma la pandemia ci ha bloccato. È un periodo difficile anche per chi fa musica e più che immaginare nuovi progetti c’è anche da vedere come poter realizzare quello che già era in programma. Al momento sono in tour con Alfonso Bruno per Ballads, in acustico e lo saremo fino a fine anno. In cantiere poi ci sono sempre un mucchio di canzoni e nuove idee.

In questi giorni tante partecipazioni ad eventi in giro per l’Italia. Come hai vissuto il ritorno sul palco e il contatto, sempre controllato, con il pubblico?

Sinceramente è stato molto emozionante, sia per noi che per il pubblico, non sembrava vero essere lì tutti insieme.

Il tuo tour ti porta anche in Calabria e sabato 29 agosto ti vedrà ospite al Sula Beach di Catanzaro, che concerto dobbiamo aspettarci?

Abbiamo una scaletta che abbraccia un po’ tutto il mio repertorio, dai primi 24 Grana ai più recenti solisti. In chiave acustica naturalmente, in una dimensione intima e confidenziale, ma ricca di groove.

Un consiglio per chi, giovane, si avvicina alla musica?

Metterci verità e passione.

Grazie e in bocca al lupo per nuovi successi

Grazie!