R E C E N S I O N E


Recensione di Antonio Spanò Greco

Friulano, classe 1989, enfant prodige della sei corde, vent’anni trascorsi tra esibizioni, concerti e registrazioni, otto di questi come componente della storica band rock blues W.I.N.D., Anthony Basso può vantare collaborazioni con mostri sacri della scena rock mondiale quali Warren Haynes, Ten Years After, Johnny Neal, Ian Paice e Eric Sardinas, per citarne alcuni, e autorevoli rocker nostrani come Graziano Romani e Frank Get. Preceduto solamente da un EP composto da sei brani acustici edito nel 2016, l’esordio full length colleziona undici brani originali interamente scritti, arrangiati e prodotti da Anthony, registrati al Funktastic Studio di Udine, un lavoro completamente Made in Italy, come sottolineato sul retro della copertina, ma che trae linfa da quei suoni tipicamente targati U.S.A. con i quali il nostro Anthony è cresciuto.

Sul proprio sito internet Anthony scrive: “In un mondo di plastica, dove tutti i valori naturali sembrano perduti, c’è ancora qualcuno che ama, sogna, vive attraverso vibrazioni positive, che ama l’umanità oltre tutte le sue azioni spregevoli e gli scoppi di frustrazione quotidiana …c’è ancora del buono, basta volerlo, cercarlo e ascoltarlo”. Rock, country, blues, soul e funky ascoltati, suonati fino allo sfinimento, rimescolati tra loro e riproposti con un sound personalizzato che ci riporta a ricordi lontani con tanti richiami ad artisti e gruppi che ognuno di noi ha amato, voce passionale e riff che entrano subito in testa fanno di quest’album uno dei più interessanti lavori di quest’anno. Accompagnano Anthony in questa più che gradevole e avvincente avventura Riccardo Casanova al basso e voci, Ian Zavan alla batteria e percussioni, Nicholas Zampa alle tastiere e Hammond, Andrea Reganzin al piano e alle tastiere, Roby Colella alla pedal steel guitar e Rosa Mussin e Elisabetta Cecchinel alle voci.

Something’s Goin’ Wrong apre le danze, rock e funky miscelati come i corvi neri ai tempi migliori, chitarra e tastiere che fraseggiano tra loro, non poteva esserci miglior inizio, dichiarazione d’intenti sparata a mille. Segue Hard To Be A Saint e qui The Band risale nei ricordi, cuore e anima ci fanno sussultare e riscaldare. Ridin’ With A Siren, ballata country rock avvolgente e sognante precede Lay My Body Down, una delle mie preferite per quel sound tra l’ipnotico e lo psichedelico che colpisce piacevolmente i sensi. Things Gonna Change al primo ascolto mi ha commosso riportandomi ai pomeriggi dei miei 14 anni quando scoprii il southern rock con le band di Ronnie Van Zant e dei fratelli Allman, canzone sublime, sette minuti di magia pura. Countin’ On A Miracle prosegue quanto detto prima, Duane e Gary sembrano dividersi gli assoli e Jacksonville Florida sembra la capitale del mondo. Segue Tracks, brano country western dal gusto west coast, ideale per accompagnarci in lunghi interminabili viaggi sulle road statunitensi. Il funky e Prince fanno capolino in Key Biscayne Blvd. Funk (Miami) dimostrando la versatilità e la capacità tecnica del ns. Anthony così come il blues acustico traspare in Hoodoo Man omaggio al genere da cui tutto è nato mentre We Will See What Tomorrow Brings è la I Shall Be Released del primo album di Anthony, intrisa di soul e grande speranza per il futuro. Long Time Before The Dawn è la bonus track non rintracciabile sulle piattaforme digitali, una ballata elettrica dove Eagles, Neil Young e gli Allman si incontrano a innalzare i calici del rock.

Che Anthony Basso fosse un chitarrista dalla capacità tecniche e interpretative notevoli nessuno lo metteva in dubbio, adesso si dimostra anche un’eccellente compositore e arrangiatore con un album di spessore che fa ben sperare per il futuro del rock made in Italy.

Tracklist:

Something’s Goin’ Wrong

Hard To Be A Saint

Ridin’ With A Siren

Lay My Body Down

Things Gonna Change

Countin’ On A Miracle

Tracks

Key Biscayne Blvd. Funk (Miami)

Hoodoo Man

We Will See What Tomorrow Brings

Long Time Before The Dawn