R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

“Maneggiare con cura” è scritto sulle confezioni dei materiali pericolosi o particolarmente delicati; si tratta di una avvertenza che potrebbe essere applicata anche all’arte, alla musica, al cinema, alla letteratura, alla poesia. Un materiale letterario, che deve certamente essere maneggiato con cura, sono i versi e gli scritti di uno dei più grandi e profondi autori del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Mettere le mani su testi così per sceneggiarli, metterli in musica, o portarli sulle tavole di un palcoscenico è sempre rischiosissimo. Ci hanno provato Federico Sbaiz, Martin O’Loughlin, Marco Tomasin, Franco Polentarutti, Fabrizio Citossi, ovvero gli Autostoppisti del Magico Sentiero, mettendo su disco un materiale magmatico e disomogeneo, di grande impatto sonoro e semantico.

Il disco, prodotto dalla piccola etichetta New Model Label si intitola Pasolini e la Peste contiene sette brani, uniti tra loro in una sorta di “continuum musicale” di grande effetto composto da un collage sonoro (anche se il termine è decisamente limitativo), che contiene brani di Pasolini mixati con effetti elettronici, distorsioni, musica. Apparentemente si potrebbe pensare a qualcosa di già visto, ma Pasolini e la Peste non è affatto il solito prodotto vagamente commerciale che strizza l’occhio alla musica e alla poesia. La sua vocazione è certamente quella dell’opera “globale” e devo ammettere che l’operazione, ascoltando con attenzione, direi con dedizione, appare davvero riuscitissima e non tanto o non solo, per le immortali citazioni pasoliniane (questo poteva essere scontato), quanto per la brillantezza e la lucidità sonora ed intellettuale con cui gli Autostoppisti del Magico Sentiero, riescono a portare a termine un’operazione piuttosto complessa, ovvero quella di trovare le sonorità adatte, ma soprattutto i tempi e gli intervalli giusti per mettere in risalto il “parlato” o il “recitato” della parola pasoliniana. Ci riescono, a mio modo di vedere, proprio perché hanno operato su un materiale cacofonico e distorto che ben si adatta alle iperboli e alle metafore della lingua pasoliniana.

Tracklist:
01. Carne macinata abbandonata in un parcheggio
02. Pasolini e la peste
03. Mossave attack
04. La sospensione del tragico
05. Academiuta post perestroika
06. Radice quadrata di Pier Paolo
07. Blues dell’idroscalo