Lautréamont e I Canti di Maldoror

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Sicché, pretendereste che,  perché ho insultato, quasi prendendomi giuoco di me, l’uomo,

il Creatore e me stesso, nelle mie inesplicabili iperboli, la mia missione fosse compiuta?

No: la parte più importante del mio lavoro sussiste, tuttavia, ed è là il compito più importante da assolvere.[1]

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Articolo di Sabrina Tolve

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Alessandro Battistini – Cosmic Sessions (2014 – Club de Musique / IRD)

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Articolo di Andrea Furlan

Al timone del fantastico vascello illustrato in copertina, Alessandro Battistini, leader e autore dei Mojo Filter, è salpato per un inedito viaggio interstellare alla volta di lidi rimasti ancora inesplorati dall’acclamata rock band bergamasca paladina di un vintage rock dal taglio elettrico e viscerale. I tre ottimi album finora pubblicati dal gruppo e l’intensità dei concerti cui ho avuto modo di assistere, mi avevano fatto apprezzare da subito le sue indiscutibili qualità artistiche e non ho quindi avuto alcun dubbio nell’attendermi grandi cose all’annuncio della sua prima prova solista. Leggi il seguito di questo post »

Dario Sansone dei Foja: la musica è musica e le energie sono le energie…

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Dei Foja abbiamo già parlato di recente, per raccontarvi il loro concerto al 75beat di Milano. Prima del live abbiamo incontrato Dario Sansone, frontman del gruppo. Ne è scaturita una conversazione su temi interessanti in merito alla band, a Napoli e a molto altro, in un clima estremamente piacevole e rilassato.

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Intervista di James Cook e Nadia Merlo Fiorillo

Cosa significa esattamente il nome Foja? In realtà, la prima domanda andrebbe fatta in dialetto milanese per disorientare il partenopeo immerso nella nebbia.
Che meraviglia (risata)! Il partenopeo è già disorientato nella nebbia, quindi non c’è bisogno di infierire. In realtà noi stiamo nella nebbia molto spesso e più di voi, però è una nebbia mentale, più complicata. Tutta la proverbiale solarità del napoletano nasce probabilmente dal fatto di non sapere quel che succederà domani e per questo crede sia meglio viversi il presente. È quasi buddista come concetto, direi quasi punk e  Napoli è una città punk, come quando dici “no past no future”…tanta pasta in realtà.
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The Wolf of Wall Street – di Martin Scorsese (2014)

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Recensione di Antonio Asquino.

Ad un paio d’anni di distanza dallo straordinario Hugo Cabret, Scorsese regala agli appassionati della settima arte un nuovo (ennesimo) capolavoro, una scintillante lezione di cinema da vedere, rivedere e possibilmente da far studiare nelle scuole apposite (sempre che ne esistano ancora di decenti). Il regista americano negli ultimi anni sembra aver trovato una mano sapiente e geniale che rende difficile evitare il paragone con le produzioni dei suoi (tanti) periodi migliori, sicuramente quello era un cinema tanto passionale e anarchico quanto questo è chirurgicamente calcolato e magistralmente costruito ma il risultato non cambia, siamo nel campo dell’eccellenza filmica e addirittura questo The Wolf Of Wall Street rischia seriamente di insidiare le vette massime del regista statunitense.

Genova paranoica di Emanuele Habanero Podestà (L’Erudita edizioni, 2013)

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Articolo di Giuseppe Losapio

«»“Usando il bronzo come specchio ci aggiustiamo le vesti; usando l’antichità come specchio conosciamo le vicissitudini dell’esistenza; specchiandoci nelle persone comprendiamo i concetti di viaggio e perdita”. Occupa tutta pagina 59 questa giustapposizione ritmica, come a volerne sentenziare, a quasi un terzo del libro, la sua più intima interpretazione di lettura, come a volersi specchiare in essa, ma Genova paranoica, romanzo di Emanuele Habanero Podestà (edita da L’Erudita di Giulio Perrone editore) è un continuo mimetizzarsi per tener fede al gioco di svelamenti e mascheramenti della stessa protagonista, Genova.

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Non voglio che Clara @ Biko. Milano, 6 febbraio 2014

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Articolo di Eleonora Montesanti

“Cosa bisogna aspettarsi da un concerto dei Non voglio che Clara?”. Me lo chiedo molte volte nei giorni precedenti all’evento, poiché nonostante sia una loro grande sostenitrice da parecchi anni è la prima volta che, finalmente, riesco ad incrociarli dal vivo. La risposta che mi do è un po’ annebbiata, ma comprende emozioni a priori e grandi aspettative, scaturite anche grazie all’ascolto dell’ultimo lavoro della band bellunese, L’amore fin che dura (uscito lo scorso 21 gennaio). Un disco sorprendente, fatto di storie disincantate costruite su scie armoniche a metà tra cupezza elettronica e pop retrò; un disco che ho amato fin da subito e che sono profondamente curiosa di godermi nella dimensione live.

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Paul Valéry – Cahiers (o cinquantuno anni di osservazioni)

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Ed egli si interrogava nell’universo della propria sostanza spirituale meravigliosamente pura, in cui tutte le idee vivevano egualmente distanti l’una dall’altra e da lui stesso, e in una tale perfezione d’armonia e prontezza delle loro corrispondenze che si sarebbe detto che avrebbe potuto svanire, e il sistema, scintillante come un diadema, sussistere per sé solo della loro necessità simultanea nella sua sublime pienezza.

E per tutta un’eternità, egli non smise di conoscere e di non capire.[1]

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Articolo di Sabrina Tolve

No. Non vi stupite. Non sto dicendo baggianate.

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