Dimartino @ La salumeria della musica, Milano, 29 Aprile 2015

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Articolo di James Cook, foto di Andrea Furlan

Seguo Antonio Di Martino dal suo esordio solista “Cara maestra abbiamo perso”, pubblicato a fine 2010. Il disco mi ha colpito immediatamente per la capacità di Antonio di scrivere piccoli film, attraverso testi raffinati e visionari. L’estate successiva ho avuto modo di vederlo dal vivo la prima volta con la sua formazione. Leggi il seguito di questo post »

Ardecore – Vecchia Roma (Goodfellas, 2015)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Solo chi ha vissuto e/o vive a Roma sa e comprende quanto sia importante il lavoro portato avanti da Giampaolo Felici nel corso degli anni.
A quattro anni da San Cadoco, Vecchia Roma pare riallacciarsi al primo album del 2005, Ardecore.
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Tempi Duri – Canzoni segrete (Saifam, 2015)

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Articolo di Roberto Basilico

Dopo oltre trent’anni i veronesi Tempi Duri tornano con l’album Canzoni segrete. Questo disco è composto da tredici brani legati tra loro da temi come l’amore, i sentimenti e l’attualità, contenuti cari anche ai grandi cantautori, come ad esempio Fabrizio De Andrè, il quale produsse il primo album di questa band – intitolato proprio Tempi duri – che riscosse un discreto successo.
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Bocephus King & Phil Cody @ Villa Zoja – Concorezzo (Mb) 24 Aprile 2015

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Le grandi strade della musica americana

Articolo di Fabio Baietti Fotografie di Andrea Furlan

Incontro tra due anime inquiete che nulla avevano spartito del proprio passato. A loro modo, segnate da travagli che solo il tempo ha saputo acquietare, trasformandoli in parole e note. Mischiare le sensibilità di Phil Cody e Bocephus King ha prodotto una serata da ricordare a lungo. “Anomala” per come è stata concepita, organizzata e vissuta. Dal congiungere Los Angeles a Vancouver alla ri-scoperta di due album che solo i carbonari della buona musica non avevano dimenticato. Dalla convivialità di un rinfresco che ha creato la giusta atmosfera ad un concerto a finestre aperte, con bambini sparsi ovunque. Tra le braccia di madri canterine, sul pavimento ad immaginarsi grandi con una chitarra in mano, sulle spalle di un babbo cespuglioso a tenere il tempo sul palco. La magia non ha bisogno di riscaldamento per iniziare la sua partita. Scorrono canzoni che lasciavano presagire squarci di gloria per entrambi. Flussi di memoria che riportano ad anni di iniziazione alla musica che “gira intorno”. Quella da ascoltare nei locali da raggiungere tagliando a fette la nebbia. Quella proposta dietro a sipari che non si sono più aperti per troppi anni.

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Post-CSI – Breviario partigiano (Tannen records/Universal 2015)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Ascolto l’album e necessito di cinque minuti buoni in cui rimettere in sesto i pensieri, prima di scriverne a riguardo.
Sono cresciuta e maturata ascoltando i CCCP. Quando ho iniziato ad ascoltarli, erano già finiti, avevano già dato i natali ai CSI e ai PGR, ma ovunque posassi l’orecchio e ogni ascolto mi concedessi, tutti e tre i gruppi mi hanno sempre dato l’impressione di essere estremamente coerenti con sé stessi, come se ci si approcciasse all’infanzia, all’adolescenza e poi alla maturità di un essere con una personalità propria che continuava a dire quel che c’era da dire, senza mezzi termini, con una posizione ben precisa che accoglieva la mia negli estremismi della gioventù. E del mio presente, anche.

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Iosonouncane – Roma pausa soundcheck

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Intervista di Sabrina Tolve, fotografie di Rachele Baglieri

Io e Rachele arriviamo all’Init con discreto anticipo. In realtà siamo puntuali, ma come spesso e volentieri succede a Roma, ci troviamo all’inizio del soundcheck, invece che alla fine.
Facciamo una chiacchierata con i presenti, ma nemmeno vogliamo distrarli dal loro lavoro.
Attraversiamo la sala vuota e ci spostiamo sui divanetti all’esterno. Io fumo una sigaretta, mentre lei fa qualche foto di prova.
Attendiamo entrambe Iosonouncane, al secolo Jacopo Incani, che ci raggiunge alla fine del soundcheck. Sono passate le 20, e io gli chiedo se non voglia cenare prima.
Lui risponde con un deciso no.
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The Selfish Cales – Throw Your Watch To The Water (autoproduzione, 2015)

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Articolo di Sabrina Tolve.

La cosa bella di fare questo lavoro è incontrare persone che riescono a capire i tuoi gusti musicali in fretta, e ti citano dischi che poi, a sentirli, t’interessano e ti piacciono davvero.
Sono una bella scoperta i The Selfish Cales, in realtà già al loro terzo album: Throw Your Watch To The Water.

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