Abiku – La vita segreta (Sherpa Records, 2014)

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Articolo di Luca Franceschini.

Siamo il paese del melodramma e dei cantautori. Per anni parlare di rock in Italia è stato difficile se non impossibile e abbiamo sempre vissuto questo fenomeno da lontano, come un qualcosa di esterno a noi, come un prodotto di importazione che a tratti abbiamo cercato di scimmiottare ma mai realmente di capire. Che fosse la mera traduzione italiana di alcuni pezzi del repertorio beat, l’affezionato e fedelissimo omaggio al post punk e alla New Wave (vedi Diaframma e Litfiba), l’overdose springsteeniana targata Rocking Chairs o Massimo Priviero (ci ha provato anche Ligabue ma si è trasformato presto in qualcos’altro di ben peggiore), suonare rock nel nostro paese ha sempre e solo voluto dire tirare in ballo i modelli stranieri. Quando non addirittura mettere due chitarre distorte in una base e chiamarlo rock, come l’esempio di Vasco insegna.

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aRoma di Lucania: l’eccellenza della Basilicata in una serata romana – 23 settembre 2014

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Testo di Sabrina Tolve, fotografie di Manuela Tolve 

Non so se si è compreso, col tempo, che la sottoscritta è meridionale.
Non una meridionale così, però. Lucana doc. Lucana al 100%.
Vabbè, m’avete capito.

Siccome non mi occupo principalmente di musica, ho ben pensato di lanciarmi in questa serata presso il Groove Park a San Lorenzo, un festival musicale, ma non solo. Un po’ per sentirmi a casa, un po’ perché mi sembrava interessante per davvero. Un po’ perché se voglio scrivere di musica, la prima cosa che mi sento in dovere di fare è partecipare a quanti più eventi possibili. E tant’è.

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Fast Animals and Slow kids – Alaska (Woodworm – 2014)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Alaska.

Un’opera in tre atti.

 

Overture.
L’opera si apre con un tappeto sonoro cupo, freddo, color ghiaccio, accompagnato da poche parole ripetute ciclicamente –  scusa, mi lascio andare un po’, ora, dopo ritornerò – urlate da una voce graffiante, ma spezzata, intrappolata e testarda come una mosca che sbatte continuamente contro a un vetro.

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Anathema – Alcatraz, Milano. 6 ottobre 2014

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Articolo di Luca Franceschini.

Gli inglesi Anathema fanno parte di tutta quella nutrita schiera di band che, iniziata la propria vicenda artistica all’interno del vasto calderone del cosiddetto “Gothic metal” (per quanto possa essere riduttiva tale etichetta) hanno reso via via più melodico il loro sound, fino ad allontanarsi completamente dal mondo metallico in generale, e andando ad abbracciare una fetta di pubblico completamente differente. Un’operazione che iniziò ad andare di moda a partire dalla seconda metà degli anni novanta, quando improvvisamente suonare un certo tipo di musica sembrava una cosa da bambini e staccarsi dal sound originario per andare verso nuove sonorità sembrava una mossa da musicisti adulti e consapevoli.

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Nico. Beautiful and alone

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Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Si muore soli. A volte, si torna a casa soli. Nella notte di madreperla i cani scompaiono, gli occhi sono attenti. La possibilità è infinita. L’istante è sovrano. È deserta, la notte. Anche se c’è qualcuno. Chi ci ha foderato le tasche di queste malinconie nane che ci lisciano la schiena nel tempo del nostro ritorno?
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L’ame Noire – Lo specchio (Top records – 2014)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Lo specchio, il primo lp della band cuneese L’ame noire, è un esordio tiepido. Le dieci tracce che compongono il disco sono una miscela di sonorità pop-rock indubbiamente ben suonate, ma troppo poco incisive e che di sicuro sanno di “già sentito”.

Non è necessario essere per forza rivoluzionari da questo punto di vista, però ciò che manca ad un gruppo come L’ame noire è lo sviluppo di un’identità più profonda, più svecchiata, meno scolastica e più sporca.

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Ibrido_xN + Mug – Le Mura, Roma. 3 ottobre 2014

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Articolo di Mauro Savino.

Gli Ibrido_xN e i Mug hanno presentato qualche sera fa, al “Le Mura” alcuni brani dei loro ultimi lavori. Rispettivamente, “Stupidi umani” e “Lost Transmission”.
Nel cuore della casba sanlorenzina romana questi esponenti dell’Indie made in Italy hanno coinvolto la gioventù e la vecchiaia birraiola più o meno smarrita e colta del venerdì sera nel loro concerto a base di rock, progressive, wave e dichiarazioni sullo stato delle cose.
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