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Off Topic

Voci fuori dal coro

La Malareputazione – Panico (2013 – Altipiani Factory)

 

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Articolo di Eleonora Montesanti

Panico è il secondo lavoro della band romana laMalareputazione e si caratterizza per un’insolita dicotomia tra l’irrequietezza ermetica dei contenuti e la tranquilla semplicità melodica. Rock d’autore lineare, che emerge dagli anni Novanta e se li porta cuciti addosso, senza però quella rabbia e quella voglia di sperimentare e rompere gli schemi, probabilmente perché, in questi anni, non ce ne è più l’urgenza. Questo album, infatti, dal punto di vista prettamente musicale è molto (troppo) pulito, i riff delle chitarre sono ampi, ciclici, mai distorti, le sonorità sono classiche e morbide e, proprio per queste ragioni, poco incisive. Le dieci ballate che compongono il disco, però, racchiudono una grande potenzialità intellettuale nei testi. Si tratta di un concept album che racconta diverse situazioni sull’orlo del panico, in contraddizione con le forzature della routine e l’incapacità di avere sempre tutto sotto controllo.
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Lorenzo Malvezzi – Manifesto popolare (2014) ***anteprima esclusiva***

Manifesto popolare: il nuovo singolo di Lorenzo Malvezzi è un inno liberatorio, una scarica di energia. Contro i soprusi, le ingiustizie, contro tutto quello che ogni giorno ingoiamo ma che ci da fastidio e soprattutto contro chi non è mai contento.
Per scaricarsi da tutte le tensioni e il logorio della vita moderna, una soluzione è cantare a squarciagola, come suggerisce questo secondo singolo di Malvezzi.


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Johnny DalBasso – tutta l’energia in un uomo solo

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Intervista di Nadia Merlo Fiorillo

JDB, iniziali di Johnny DalBasso, è il disco d’esordio di un one man band cresciuto artisticamente a suon di live e che in 10 tracce dalla fisionomia stilistica cangiante racchiude temi e sonorità che lo hanno accompagnato nel corso del tempo, da quando ha preso a suonare da solo chitarra, batteria e armonica fino a oggi.
La summa dell’album è un tracciato sonoro non di genere, che mischia punk, blues, rock’n’roll, intimismi acustici e bordate stoner in maniera coesa, ma prepotentemente delineata e affida all’energia e alla potenza del ritmo la prima e l’ultima parola su un percorso musicale vissuto, prima ancora che registrato.

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Alabama Monroe – di Felix Van Groeningen (2014)

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Articolo di ElleBi

Quando ho letto che Alabama Monroe ha conteso a “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino l’Oscar per il miglior film straniero, ne sono stata subito attratta. Fuorviata dalla traduzione italiana del titolo, che lo presenta “semplicemente” come una storia d’amore, di certo non potevo immaginare quanto sarei rimasta impressionata dalla visione di questo film. A fine proiezione, inaspettatamente per una natura come la mia di solito piuttosto controllata, mi sono ritrovata non solo in lacrime, ma quasi “prigioniera” di emozioni fortissime e contrastanti. Ci sono voluti diversi giorni per riacquistare quella dose di sano distacco che mi permettesse di dare forma scritta ad un’esperienza così toccante.

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Dan Stuart featuring Antonio Gramentieri @ All’UnaeTrentacinqueCirca – Cantù – 21 Maggio 2014

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Testo di Laura Bianchi
Immagini sonore di Federico Sponza

Verde dell’acqua dell’oceano. Verde della campagna di romagna. Rosso del vino sorseggiato per farsi coraggio. Rosso della passione per la vita e la follia. Verde su rosso, i colori di questa sera tesa, decine di paia di occhi puntati su due uomini.

Il primo è alto e stranito. Parla poco, guarda fisso un punto lontano, e c’è da scommettere che, più che nello spazio, quel punto è collocato nel tempo, in un momento imprecisato di qualche decennio fa, quando tutto sembrava ancora possibile, quando i sogni avevano appena smesso di succedere e pareva dicessero ‘siamo andati via, ma torneremo, tanto, il tempo non è niente, quando si è giovani nel cuore…’

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Black Beat Movement – ID-LEAKS (Back Movement Records, 2014)

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Articolo di Chiara Baini

Sorprendente come un disco, in questo caso ID-LEAKS dei Black Beat Movement, sia in grado di risvegliare anche dal coma più profondo la voglia di ballare noncuranti del dove siamo e con chi. Poco importa se vi trovate al supermercato, chiusi nella vostra camera, o in qualsiasi altro posto: inevitabilmente il vostro corpo inizierà a muoversi seguendo il ritmo.
Nati nel 2012 dall’unione di Naima Faraò e personaggi provenienti da gruppi del calibro di Rezophonic, Rootical Foundation e Vallanzaska, i Black Beat Movement non sono nuovi nel panorama musicale italiano.

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Gesualdo Bufalino – Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria (Sellerio, 1984)

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Articolo di Sabrina Tolve

Per chi non lo sapesse, Argo è una figura mitologica: un gigante dai molteplici occhi (c’è chi ne enumera quattro, chi cento) che qui, in questo testo, è orbo. Perché Argo – cieco, però – è un po’ l’alter ego di Gesualdo. Forse lo scrittore, forse il personaggio dell’opera. Non è certo che l’omonimia comporti l’autobiografia.
E, di fatto, non è nemmeno essenziale saperlo.
Quel che è certo è che un uomo di oltre sessant’anni preferisce chiudere gli occhi, non un po’ alla volta, ma tutti – come Argo di fronte ad Ermes, quando il dio gli narra di Pan e Siringa accompagnando il racconto a una musica deliziosa -, per potersi rintanare in un’estate di quasi trent’anni prima.

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Shearwater @ Magnolia – Milano – 8 Maggio 2014

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Davvero un peccato dover constatare l‘esiguo numero di persone presenti al Magnolia di Milano per l’arrivo di una band interessante come gli Shearwater, attivi ormai da più di dieci anni e con riconoscimenti a livello internazionale di tutto rispetto (Il loro disco del 2008 “Rook” fu segnalato come miglior pubblicazione dell’anno dalle più prestigiose riviste di settore). In circa tredici anni gli Sheawater, nati ad Austin da una costola degli Okkervil River, hanno pubblicato nove dischi, l’ultimo dei quali è una raccolta di cover di varie band che hanno intrecciato, per un certo periodo, la propria attività con quella del gruppo texano (Xiu Xiu, Coldplay, St. Vincent, Clinic…)

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Looking Into You: A Tribute To Jackson Browne (2014 – Music Road Records / IRD)

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Articolo di Fabio Baio Baietti

Di solito mi avvicino ai dischi tributo con circospezione, per non dire sospetto. A maggior ragione se la musica è quella di artisti ancora “alive and kicking”. A smentire i miei dubbi arriva Looking into you, doppio cd dedicato a Jackson Browne. Uno dei grandi, indiscutibilmente. La prima caratteristica che mi ha colpito è la compattezza, l’omogeneità della qualità artistica del disco. Nessuna fuga in avanti, nessun stravolgimento dissennato (se non completi ribaltoni) delle versioni dei brani scelti. Merito di Jimmy LaFave che, oltre ad eseguire una For Everyman dilatata ed entusiasmante, è il regista nemmeno troppo occulto del progetto concretizzato dalla Music Road Records, e di una pletora di cantanti “made in Austin” che vanno a braccetto con alcuni mostri sacri che, quasi sempre, fanno centro con i brani a loro affidati.

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