L’esordio di Divano: musica in comoda libertà.

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Articolo di Eleonora Montesanti

Pochi giorni fa è uscito “Il pezzo è bello se lo canta mia nonna”, il singolo d’esordio di Divano, il nuovo progetto del romagnolo Francesco Pizzinelli (ex Jocelyn Pulsar) che anticipa l’uscita dell’album, prevista per il 2015. Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui riguardo la volontà di affrontare un nuovo esordio artistico nello scenario della musica indipendente italiana e il tentativo di farlo in maniera totalmente libera, lontana dai meccanismi prestabiliti: fare le cose come si vuole e non come andrebbero fatte.
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Mandolin’ Brothers play “Highway 61 Revisited” @ Spazio Teatro 89 – Milano 15 Novembre 2014

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Articolo di Fabio Baietti Fotografie di Andrea Furlan

L’emozione è palpabile sui visi di musicisti esperti e talentuosi. L’attesa è forte in una platea di appassionati che hanno messo ad asciugare i loro cappotti, intrisi di una pioggia perfida ed incessante. Rifare per intero un capolavoro come “Highway 61 Revisited” (per di più nello stesso ordine del disco) è un’idea molto “americana”, intrigante e che incuriosisce. Scaldano i motori i Mandolin’, con sei canzoni del loro pregevole songbook. Per una volta, non sono le loro composizioni quelle più attese. Pure loro ne sono consci. Si aspetta che la pietra sia spinta ed inizi a rotolare. Una discesa senza freni nella poesia, nella denuncia sociale, nel blues, nell’elettricità che soppianta tutto ciò che era stato acustico. Si aspetta Dylan insomma, uno che avrà qualcosa da dire anche quando la Terra (o quel che ne resterà…) sarà calpestata da pochi.

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Luca D’aversa – Luca D’aversa (Sunny Beat, 2013)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Mi prenderò l’appellativo di ritardataria.
E v’assicuro, me lo merito tutto.
Ma, a esser sincera, fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno chi fosse Luca D’Aversa (che spero non s’amareggi per questo). Ho avuto modo, però, di ascoltare il suo disco, e di dare un’occhiata in giro sul suo conto.
Quel che è venuto fuori, del cantautore e dell’album omonimo , è quel che segue.

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Il sale della terra – di Win Wenders e Juliano Ribeiro Salgado (2014)

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Articolo di Christian Di Martino

Un’incredibile fusione tra due meravigliose e potentissime espressioni d’arte, il cinema e la fotografia.
Uno dei più grandi registi ancora viventi (Wim Wenders in co-regia con Juliano Ribeiro Salgado) racconta la vita di uno dei più grandi fotografi ancora viventi (Sebastião Salgado).
Un lungo viaggio nel tempo e nella condizione umana attraverso gli straordinari reportages dei suoi progetti fotografici creati insieme all’inseparabile moglie Lélia Wanick Salgado.

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Jerry Lee Lewis. That Lucky Old Sun

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Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Quando la guerra finì la gente ebbe di nuovo voglia di ballare e di strillare. Quando ti tolgono la possibilità di vivere la tua piccola grande vita per colpe che non hai, quando il polverone e l’orrore diventano fotogramma e poi memoria collettiva, quando l’umano si fa tragedia non c’è posto per quelle tre o quattro cose per cui vale la pena di non spararsi. Poi un giorno restano macerie e residui di inferno da collezionare, processi da fare. Poi da qualche parte nasce un tizio che prende a calci e incendia il pianoforte e si accanisce sui tasti come un invasato. E la vita ricomincia. Così vanno le cose.
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Letlo Vin – Songs for Takeda (2014 – Autoproduzione)

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Articolo di Fabio Baio Baietti

Il fratello di un fondista estone con la passione per il cantautorato?
Il dubbio sul nome “nordicamente esotico” dell’Artista, si dissolve come le novembrine nebbie lodigiane.
Pseudonimo importante, Letlo Vin. Sia che lo si voglia leggere come accorata esortazione, sottoforma di anglofono gioco di parole. Sia nel non troppo velato omaggio all’istrionico Nick Cave, da sempre suo punto di riferimento artistico.
Un’”opera prima” più volte riscritta in 4 lunghi anni. Elaborata da un’anima tormentata dalla perdita di un caro amico. Quel “Takeda”, musicista innamorato della cultura giapponese, che aveva deciso di continuare il suo viaggio in un “altrove” lontano dalla vita terrena.

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Davide Martino – Wood Album (autoproduzione, 2014)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Wood Album è un EP autoprodotto ed edito la settimana di ferragosto. Mai momento migliore dell’anno, aggiungo. Un piccolo gioiello blues, tutto italiano, che non ho avuto modo di avere subito: ho dovuto attendere qualche settimana, prima di vedermelo recapitare a mo’ di regalo e con mio sommo gaudio, ed è con estremo ritardo che pubblico questa recensione, facendo anche un po’ un mea culpa.
Ma credo sia chiaro a tutti che il mio approccio alla musica è assolutamente umile, e comporre una recensione simile mi ha messo in crisi, e non poco. Non starò qui a spiegarvi tutte le mie motivazioni perché Off Topic non è un gruppo d’ascolto psicoterapeutico, ma una webzine seria.

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