Michael McDermott & The Westies – West Side Stories (2014 – Appaloosa/IRD)

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Articolo di Fabio Baio Baietti


Quanti fantasmi seduti sulle panche di legno di questo vecchio treno. Tante ancora sono le fermate sul suo percorso in mezzo al nulla. Wichita è l’ultima, prima di immergersi nella notte e arrivare a Jackson il mattino dopo.


Rosie e Lucky Leo sono gli ultimi a salire a bordo per unirsi alla sconosciuta compagnia. Oscurità profonda che lascia la bocca secca e invoglia a scrivere una poesia per un Amico. La luce fioca del vagone illumina il viso di un tizio strano. Ha lo sguardo assente, come se tenesse dentro mille storie da raccontare. Oppure idee malsane, alimentate dal dolore e dai troppi giorni passati dietro le sbarre di una prigione. Forse vorrebbe avere una pistola. Se per puntarla su di sé o per sparare in mezzo agli occhi all’ingiustizia, questo non lo sapremo mai.

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Giuliano Dottori – L’arte della guerra, volume 1 (Musica distesa – 2014)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Sono passati quattro anni da Temporali e rivoluzioni, il secondo disco solista di Giuliano Dottori, ex chitarrista degli Amor Fou. Quattro anni di esperienze personali e musicali, di bilanci, di ricerca di un equilibrio tra sé, gli altri e il mondo hanno portato l’artista milanese a realizzare un disco maturo ed elaborato che si concretizza nel primo capitolo di un vero e proprio romanzo in canzoni. Un concept album dunque influenzato dalla lettura di un manuale che in apparenza con la musica (e ancor meno con la quotidianità) ha ben poco da spartire: L’arte della guerra di Sun Tzu, un volume scritto secoli fa che tratta della saggezza e della tattica bellica, ma evidentemente adattabile ad ogni tempo e ad ogni situazione.
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I Massive Attack e la diaspora dell’immagine – Auditorium Parco della Musica – Roma, 8 Luglio 2014

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Articolo di Mauro Savino.

Il recente concerto dell’ 8 luglio dei Massive Attack a Roma è stato meno un concerto sonoro che un concerto di immagini. Abbiamo assistito a una lettura della contemporaneità attraverso una girandola di flash e scritte elettroniche che campeggiavano sulla ‘scenografia’ del palco. Molte di queste scritte erano in italiano, forse per omaggiare l’ex bel paese. La maggior parte erano frammenti di titoli di giornale di vario argomento. Tra le scritte in italiano, una citava l’utilizzo delle telecamere anti-spaccio al Pigneto o l’acquisto del giocatore Ashley da parte della Roma. Altre riguardavano la seconda guerra nel Golfo e le dichiarazioni dell’allora Presidente Bush a proposito delle armi chimiche possedute da Saddam Hussein, oppure certe prese di posizione di Israele. Molti anche i simboli di marchi pubblicitari, insieme e stelle di David e quant’altro. Il tutto apparentemente senza una logica. Invece la logica c’era eccome.

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Dandarvaanchig Enkhjargal e Paolo Angeli, Isole e pianure per Suoni Mobili, Sirtori (Lc), 14 Luglio 2014

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Testo di ElleBi
Immagini sonore di Cristina Crippi

Ci sono eventi che iniziano come un semplice concerto musicale e alla fine si rivelano un’esperienza personale da conservare gelosamente nel cuore. Questo è successo lunedì scorso presso Villa Patrizia nella località brianzola di Sirtori, in cui si è svolta una delle tappe del festival suoni mobili 2014. Non è facile dare forma scritta alle emozioni che ho vissuto trovandomi a condividere un intenso viaggio a braccio fra la steppa del talentuoso cantante mongolo Dandarvaanchig Enkhjargal (Epi) e il mare del chitarrista sardo Paolo Angeli.
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Nada @ Piazza della Resistenza. Scandicci (Fi), 12 luglio 2014

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Articolo e foto di Monica Mazzoli

E’ (quasi) metà Luglio, ma il sole è ancora timido e non ama farsi vedere. Il concerto di Nada, in piazza della Resistenza a Scandicci (Firenze), porta quel giusto bagliore di luce in una strana sera d’estate, con gli occhi rivolti al cielo nuvoloso e gli ombrelli a portata di mano. Mancano pochi minuti alle dieci, quando sale sul palco con la sua band, via di mezzo tra piccola orchestrina (fagotto, tromba, viola) e gruppo rock (batteria, basso, chitarra, tastiere).

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Brian Jones – Morituri te salutant

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brian jones

Articolo e illustrazione di Mauro Savino

Fondò i Rolling Stones. Polistrumentista. Artista dello stile e della vita. Morì a 27 anni in circostanze poco chiare. Quando si pensa a Brian Jones tutti gli epitaffi sono buoni e nessuno lo è. Perché la storia di questo ragazzo di provincia e di buona famiglia esplose come il resto del mondo intorno a lui con una promessa di talento e creatività che avrebbe potuto rivoluzionare il rock più di quanto non ebbe modo di fare. Ma. Nella storia del rock e in quella di milioni di individui anonimi ci sono sempre dei ma. Alcuni grandi altri piccoli.
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Alessandro Pieravanti – 500 e altre storie (2014)

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500 e altre storie - denise esposito

Articolo di Sabrina Tolve

Ho pensato di fare una pausa dalle recensioni di testi immensi di autori grandiosi, però andati: in parte perché avevo necessità di parlare con l’autore stesso e confrontarmi sui suoi testi (e sarebbe molto bello se potessi farlo con Bataille, o Borges, o Bufalino, ma non credo che una seduta spiritica possa aiutare), in parte perché credo che sia giusto dare visibilità a chi è ancora vivo e vegeto e merita d’essere menzionato.
500 e altre storie di Alessandro Pieravanti mi ha piacevolmente colpito, non che non conoscessi le capacità dell’autore, sia chiaro, però non mi aspettavo dei testi così belli.

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