Genova paranoica di Emanuele Habanero Podestà (L’Erudita edizioni, 2013)

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genova paranoica

Articolo di Giuseppe Losapio

«»“Usando il bronzo come specchio ci aggiustiamo le vesti; usando l’antichità come specchio conosciamo le vicissitudini dell’esistenza; specchiandoci nelle persone comprendiamo i concetti di viaggio e perdita”. Occupa tutta pagina 59 questa giustapposizione ritmica, come a volerne sentenziare, a quasi un terzo del libro, la sua più intima interpretazione di lettura, come a volersi specchiare in essa, ma Genova paranoica, romanzo di Emanuele Habanero Podestà (edita da L’Erudita di Giulio Perrone editore) è un continuo mimetizzarsi per tener fede al gioco di svelamenti e mascheramenti della stessa protagonista, Genova.

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Non voglio che Clara @ Biko. Milano, 6 febbraio 2014

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Articolo di Eleonora Montesanti

“Cosa bisogna aspettarsi da un concerto dei Non voglio che Clara?”. Me lo chiedo molte volte nei giorni precedenti all’evento, poiché nonostante sia una loro grande sostenitrice da parecchi anni è la prima volta che, finalmente, riesco ad incrociarli dal vivo. La risposta che mi do è un po’ annebbiata, ma comprende emozioni a priori e grandi aspettative, scaturite anche grazie all’ascolto dell’ultimo lavoro della band bellunese, L’amore fin che dura (uscito lo scorso 21 gennaio). Un disco sorprendente, fatto di storie disincantate costruite su scie armoniche a metà tra cupezza elettronica e pop retrò; un disco che ho amato fin da subito e che sono profondamente curiosa di godermi nella dimensione live.

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Paul Valéry – Cahiers (o cinquantuno anni di osservazioni)

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Ed egli si interrogava nell’universo della propria sostanza spirituale meravigliosamente pura, in cui tutte le idee vivevano egualmente distanti l’una dall’altra e da lui stesso, e in una tale perfezione d’armonia e prontezza delle loro corrispondenze che si sarebbe detto che avrebbe potuto svanire, e il sistema, scintillante come un diadema, sussistere per sé solo della loro necessità simultanea nella sua sublime pienezza.

E per tutta un’eternità, egli non smise di conoscere e di non capire.[1]

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Articolo di Sabrina Tolve

No. Non vi stupite. Non sto dicendo baggianate.

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Gianni Resta – Dancing like a fool (2014)

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Articolo di James Cook

Lo “stile” Gianni Resta potremmo riassumerlo con: melodie che affondano le radici nella black music e testi semplici, diretti, ironici ed attuali. Discorocksupersexypowerfunky è il suo secondo album, pubblicato a fine 2012. Forse per reazione inconscia ad un periodo piuttosto buio, ne è uscito un lavoro estremamente fisico, energetico, che, con un sorriso, invita a “rimettersi in piedi” e a ballare fino in fondo questa vita. Una “profonda leggerezza” diventa così il pretesto per rileggere la realtà conservando la giusta dose di ironia, che, anche con inevitabili accenti amari, riesca comunque a stemperarne gli aspetti più crudi. Proprio ciò che accade nel video di Dancing like a fool, ultimo singolo estratto, che ha come interprete principale l’amico Natalino Balasso. Leggi il seguito di questo post »

Foja @ 75 Beat. Milano, 16 Gennaio 2014

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Live report a cura di Micol De Falco e Nadia Merlo Fiorillo

Band nata nel 2006, i Foja sono una delle realtà musicali partenopee più interessanti degli ultimi anni e il loro folk-rock, declinato nelle tante sfumature della melodia napoletana, ne identifica il sound e la creatività in modo esemplare.

Per chi non è avvezzo all’idioma di Partenope, ‘a foja è la foga, un’energia prorompente che esalta l’animo, quella nevrotica vitalità tipica di Napoli e del nostro tempo che i Foja esprimono nella loro musica già dagli esordi, datati 2009 – anno d’uscita del loro EP autoprodotto “Se po’ sbaglia’” –  e conclamata nel loro primo album, “’Na storia nova” del 2011, con cui hanno riscontrato un clamoroso successo.

Il 2013 è l’anno del loro secondo disco in studio, “Dimane torna ‘o sole”, accolto in maniera straordinaria dal pubblico e anticipato dal singolo “’A malia”, incluso nella colonna sonora de “L’arte della felicità”, film d’animazione presentato alla Mostra del cinema di Venezia per la regia di Alessandro Rak, che firma da sempre i video dei Foja.

Attualmente sono in tour e il live report che vi presentiamo è la cronaca entusiasta del loro recente concerto al 75Beat di Milano.

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Daniele Celona @ Twiggy. Varese, 19 gennaio 2014

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Articolo di Eleonora Montesanti

Macinare chilometri per andare a sentire un concerto è sempre terapeutico. L’entusiasmo comincia nel viaggio e si snocciola nella curiosità di incrociare nuovi sguardi, vedere nuovi posti, imbattersi in nuovi tesori.

Ho già ascoltato Daniele Celona dal vivo molte volte, so cosa aspettarmi, anche se il fatto che sia completamente solo con la sua chitarra acustica e il suo piano è una novità anche per me.

Il Twiggy non ha un pubblico molto accogliente: il locale non è predisposto per l’esclusività dei concerti, infatti, nonostante l’area palco sia leggermente più raccolta, c’è un perenne via vai di persone venute solo per farsi una birra e catapultate di fronte al concerto un po’ per fortuna, un po’ per caso. L’atmosfera dunque, in partenza, non è delle più suggestive.

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Georges Bataille, L’Arcangelico – l’eternità della poesia

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Articolo di Sabrina Tolve

È difficile leggere Bataille[1]. Non tanto per la difficoltà insita nella sua stessa scrittura, quanto per l’impossibilità di entrare in possesso dei suoi libri.
Ma la costanza aiuta, la tenacia anche e col tempo se ne raccolgono i frutti.

Ho cercato L’Arcangelico per anni, prima di trovare una copia piuttosto blanda della stampa di un’ebook che circola in rete (G. Bataille, L’Arcangelico, Maldoror Press, 2011). Ma l’opera è del 1943, pubblicata nel 1944.

Ho regalato la stampa dopo averne letto il contenuto in una sola notte.

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