Ed – Meglio soli (Tirreno dischi, 2014)

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ed - meglio soli

Articolo di Eleonora Montesanti

Meglio soli è il secondo disco di ED, cantautore folk-pop sotto cui si cela il modenese Marco Rossi, il quale dà – col cantato in italiano – una svolta alla sua carriera artistica, poiché fino ad ora ha sempre prediletto l’inglese. Nel suo passato ci sono infatti alcuni ep e un disco, intitolato One hand clapping, il quale è davvero molto ben fatto, profuma di internazionalità.
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Dave & Phil Alvin with The Guilty Ones @ Teatro Condominio – Gallarate (Va) 31 Ottobre 2014

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Common Ground

Brotherhood and other stories from America

Live report di Fabio Baietti Fotografie di Renato Cifarelli

Mi sono messo alla prova. Far trascorrere un po’ di tempo per raccontare una serata musicalmente esaltante, vissuta con la pelle d’oca nell’anima. Visto che le sensazioni sono ancora le stesse provate “a caldo”, mi cimento volentieri. Per riassumere il senso del concerto, bisogna partire dagli istanti finali. Dall’immagine indelebile di Dave e Phil, abbracciati nel lasciare il palco mentre The Guilty Ones macinano le ultime note. Il primo, stiletto elettrico di gran classe, di enciclopedica cultura musicale ed in forma smagliante. Il secondo, a cui il destino ha lasciato di integro la (gran) voce e quel ghigno beffardo, da sempre suo marchio di fabbrica. “Terreno comune” quello su cui si sono dipanate le loro esistenze, in quel di Downey, CA. Il tributo al blues viscerale di Big Bill Broonzy risulta una (splendida) scusa per ripercorrerlo. Così per un flashback su capelli impomatati, giubbetti di jeans, chitarre affilate come lame, sullo sfondo di una L.A “blue collar”, lontanissima dai lustrini hollywoodiani. Strada illuminata da una onnivora passione di entrambi per la musica, di ogni genere e di ogni provenienza etnica. Oscurata, altresì, da litigi ed incomprensioni, un perdersi e ritrovarsi tra silenzi assordanti. Perché quando hai personalità spiccate, il legame di sangue non è sempre un buon collante.

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Mauro Ermanno Giovanardi @ Circolo Everest – Vimodrone (Mi) – 13 Dicembre 2014

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Come ogni volta che si va ad un concerto di Mauro Ermanno Giovanardi, che sia con l’Orchestra sinfonico Honolulu o con i suoi vecchi e gloriosi La Crus, le emozioni sono le protagoniste assolute. Il suo modo di stare sul palco, quel continuo ricercare un contatto con il pubblico, il suo battere forte il piede sul palcoscenico come usano fare certi attori di teatro, la sua voce bassa e crepuscolare, ricca di sfumature e calda come un buon whisky invecchiato in botti di rovere pregiatissimo, regalano sensazioni uniche, qualcosa che va molto oltre il semplice piacere o la mite soddisfazione.
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Freddie Mercury. These are the days of our lives

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Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Le ultime immagini ufficiali ce lo mostrano alla fine dei suoi giorni. Non ha più i baffi. La posa omosessuale non divertirà la morte. Che sta arrivando. E Freddie lo sa. Forse c’è anche un altro motivo. Freddie vuole apparire puro, liscio, nudo, in un certo senso. Vuole lasciare il mondo così come vi è entrato. Sa che lo show deve continuare e lui vuol chiudere così il suo. 
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Coves – Soft friday (Nettwerk music group/Self, 2014)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Non smetterò mai di dirlo. Io con la musica ci faccio poco: non mi sento un’esperta, non mi sento in grado di criticare granché, e di solito quando parlo di musica, provo a scrivere quello che sento rispetto a melodie, armonie e testi.
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Mary Cutrufello – Faithless world (Appaloosa/IRD, 2014)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Scordatevi amori sdolcinati, languidi sguardi e tenere carezze: qua si consuma l’amore in una notte tra le mura scalcinate di motel maleodoranti, la carne chiama carne e il mattino dopo è già tanto se si ricorda il nome; la vita non è decisioni ponderate, riflessioni oculate e condivise con chi si ama, ma tutto è basato sull’istinto, sulla forza primordiale delle necessità basilari di una persona.
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Gli Amanti – Strade e santi (Universal Music Italia, 2014)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Sembra che la crisi – economica e dei valori -, le difficoltà della vita, la contrarietà delle persone che s’incontrano, che si sfiorano, abbia portato una ventata di novità nella musica italiana: nel modo di osservare le cose e di rifletterci su, nel modo di descriverle e raccontarle.
Ed è un bene.

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