Afterhours @ Carroponte – Sesto San Giovanni (Mi) – 6 settembre 2014

Postato il Aggiornato il

01

Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Andare a un concerto degli Afterhours è come salire su di un ottovolante emozionale. Vieni a contatto con molte parti del tuo essere che per varie ragioni tu stesso fatichi a riconoscere o a credere possano fare parte del tuo mondo interiore. C’è un così violento e liberatorio scambio di energia fra la band sul palco e il pubblico stipato di fronte che tutto sembra cancellarsi: il tempo che passa, le cicatrici sulla pelle, la vita molto spesso compressa che si conduce in una città frenetica come Milano.
Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Gnut – Prenditi quello che meriti (Inri/Believe, 2014)

Postato il Aggiornato il

cover_prenditiquellochemeriti

Articolo di Chiara Baini

Cinque anni di lunga attesa per questo nuovo lavoro del cantautore napoletano Claudio Domestico, in arte Gnut. Uscito il 22 aprile, Prenditi quello che meriti è un album che porta con sé un grande bagaglio: registrato in diverse città, Gnut ha preso una nota da ogni paese, mescolandole magnificamente con il suo spirito da poeta e con una voce quasi angelica. Ogni brano è una melodia che ti entra in testa con facilità, lasciandoti una scia di parole impresse nell’anima.

Leggi il seguito di questo post »

Intervista a Pierpaolo Capovilla – aurore boreali nel cielo di Roma

Postato il Aggiornato il

11

Intervista di Sabrina Tolve, fotografie di Elena Schiavoni

È fine luglio, e a Roma non fa caldo. L’aria è fresca e a Villa Ada si sta benissimo: alberi, luce, vento, il laghetto. Fumo una sigaretta in attesa dell’intervista a Pierpaolo Capovilla e mi sudano le mani. Se lui sapesse quante volte mi ha salvata dal botro profondo delle amarezze, probabilmente capirebbe anche il mio lieve balbettare iniziale, quando entriamo in una delle stanzette del backstage e lui arriva lì per me – posso dirlo con una certa soddisfazione – durante una pausa del soundcheck (del concerto ne ho parlato qui). Però mi faccio forza, e lui è così bravo da farmi sentire a mio agio da subito. Perché è vero che in questa situazione dovrei avere io il coltello dalla parte del manico. Ma di fatto, di fronte a Pierpaolo Capovilla, certe convinzioni puramente ruolistiche, crollano irrimediabilmente. Giù giù, nel fondo dei suoi occhi azzurri. E quindi, iniziamo.
Leggi il seguito di questo post »

Ian Curtis. Vivere e inappartenere

Postato il Aggiornato il

ian curtis

Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Ian Curtis si è impiccato ed è morto. Ian Curtis soffriva fisicamente e psicologicamente. Ian Curtis era il fuori della musica della fine dei ‘70. Era troppo vivo così non gli restava che soffrire. Esiste una lunga linea grigia che ci separa da certi destini definitivi e comprensibili solo in dimensioni del vivere che fanno a meno della razionalità come critica dell’incomprensione di sé.
Leggi il seguito di questo post »

Idhea – No Chains (Advice Music/Edel – 2014)

Postato il Aggiornato il

 

Idhea-No chains (album).doc

Articolo di Eleonora Montesanti

Infilo questo disco nello stereo, chiudo gli occhi e in un attimo mi ritrovo nell’estate del 1994: al Festivalbar insieme a Laura Pausini, ad una Irene Grandi che presenta un pezzo intitolato Tvb e a Corona con il suo tormentone The rythm of the night ci avrei visto molto bene anche Idhea, questa giovane interprete il cui album pare davvero uscito da quel pop-rock commerciale, leggero e patinato che era tanto in voga vent’anni fa.
Leggi il seguito di questo post »

Pierpaolo Capovilla @ Villa Ada – Roma – 30 Luglio 2014

Postato il Aggiornato il

01

Testo di Sabrina Tolve, immagini sonore di Elena Schiavoni

Questo concerto non è per noi che in Capovilla abbiamo sempre creduto. Per noi che siamo abbagliati dalla sua statura intellettiva e culturale, per noi che ci arrampicheremmo volentieri sulle sue spalle da gigante, per guardare avanti e Oltre.
Questo concerto sarebbe stato perfetto per chi in Capovilla non ha mai creduto. Per chi non ha creduto in questo album, per chi non crede nel suo spessore artistico.
Noi lo sappiamo già. Lo sapevamo. Ben prima di fare un passo nell’area concerti di Villa Ada. Sapevamo che sarebbe stato un concerto sublime.

Leggi il seguito di questo post »

Lou Reed. La quinta inattuale

Postato il Aggiornato il

foto

Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Non è facile parlare di uno che ha iniziato con l’eroina e ha finito con il Taiji Quan.
Sicuramente, però, Lou Reed è l’incarnazione sincera di una certa New York e di un certo milieu musicale e culturale. E di un mondo che ha spinto le sue radici fino a noi, violentandoci nella pratica sadomaso che frusta il presente per ricordargli il padre dimenticato e l’immagine stordita di ciò che non è riuscito a diventare.
Leggi il seguito di questo post »