judA – Quel brevissimo istante in cui ti manchi (Riff Records/Gooodfellas, 2014)

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Articolo di Luca Franceschini.

Partiamo subito col dire che questa recensione sarà, molto probabilmente una causa persa. Sto per invitare all’ascolto di uno dei dischi che più mi hanno colpito, nell’annata musicale appena trascorsa. Si chiama “Quel brevissimo istante in cui ti manchi” ed è il terzo full length dei JudA, un terzetto milanese che già in precedenza aveva fatto parlare molto bene di sé.

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Will Kimbrough – Sideshow love (Rootsy.nu, 2014)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Per noi, si fa per dire, giovani appassionati fruitori di supporti musicali, cresciuti passando intere giornate tra pile di lp ascoltando i consigli del negoziante di fiducia, questo disco sarebbe stato la ciliegina sulla torta a fine di una giornata trascorsa a scartabellare dischi di ogni genere. Di questi tempi al negoziante di fiducia si è sostituita la rete informatica e l’accurato invito del mio amico Andrea che in breve tempo mi hanno consentito di conoscere questo artigiano della musica.

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Edda – Sanremo non mi accetterà mai (e forse è meglio così…)

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Intervista di Luca Franceschini

Di Stavolta come mi ammazzerai?, terzo lavoro solista di Stefano “Edda” Rampoldi, ho già parlato a lungo qualche mese fa. Dopo essere ricomparso nel 2009, smentendo di colpo tutti coloro che avevano iniziato a darlo per morto (non solo artisticamente), l’ex Ritmo Tribale ha provato qualche mossa di assestamento e ha finalmente fatto uscire quel capolavoro che tutti desideravano ma che nessuno osava chiedere. Personalmente, ho amato alla follia questo disco e sono stato ben contento di osservare che non ero da solo: “Stavolta come mi ammazzerai?” è diventato disco dell’anno su Mucchio Selvaggio (che non è poco) ma è finito nella top ten di quasi tutti i portali che in Italia si occupano di musica. Al punto che il tour, che sta toccando in questi mesi le più importanti località d’Italia, si sta rivelando un grande successo. Edda ha mollato il suo lavoro sui ponteggi per star dietro alla musica a tempo pieno, sarà ben felice di vedere che, per il momento, questa scelta sta pagando eccome.
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Lucio Corsi – Altalena boy / Vetulonia Dakar (Picicca, 2015)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Avete presente Edward Bloom, il protagonista del film Big Fish di Tim Burton? Era quel signore che raccontava storie meravigliosamente strampalate e che riusciva a trasformare i piccoli avvenimenti della sua vita in eventi eroici e poetici attraverso il filtro della creatività. Ecco, appena mi sono imbattuta in questa opera doppia di Lucio Corsi, il signor Edward Bloom è stato il mio primo pensiero, perché la scrittura del giovanissimo cantautore toscano è ugualmente stravagante, spensierata e contagiosa.
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ManzOni – Si aspetta l’inverno (autoproduzione, 2014)

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Articolo di ElleBi

E’ davvero una sensazione forte quella che mi è rimasta addosso dopo l’ascolto di “Si aspetta l’inverno”, terzo album della band veneta dei ManzOni, pubblicato il 18 dicembre, a due anni di distanza da “Cucina povera”. Protagonista una voce, quella di Gigi Tenca, che cantata-parlata, a tratti visceralmente gridata, scandisce testi tanto intimi, quanto diretti. Un “contorno” fatto di chitarre, fra l’elettrico e l’acustico, un mandolino, innesti di batteria e loop vocali: il tutto teso a creare un corpo unico, la “canzone”, che si muove in perfetta sintonia fra parole e musica.

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Eugenio in Via di Gioia – Lorenzo Federici (Libellula, 2014)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Lorenzo Federici, il primo lp dei giovani torinesi Eugenio in Via di Gioia – uscito a dicembre dopo il già fortunato Ep Urrà (2013) – potrebbe benissimo racchiudere il risultato di un’analisi antropologica sulla società odierna e sulla condotta degli individui che vi abitano. Insomma, per dirla in soldoni, ascoltare Lorenzo Federici è come andare al parco, sedersi su una panchina e osservare quello che succede intorno.
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James Maddock – The Green (2014 – Appaloosa / IRD)

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Articolo di Fabio Baietti

Per James Maddock è arrivato il momento di “riportare tutto a casa”. Camminando all’alba nella Lower East Side di una Manhattan che si sta risvegliando stropicciandosi gli occhi. Ammirando l’ennesimo alzarsi del Sole, in una Avenue divenuta nel tempo familiare come i campetti dietro casa, in quel di Leicester, UK. Ricordi di gioventù che riaffiorano nell’anima. Nostalgia venata di sottile ironia, sguardo benevolo sull’età dell’innocenza. Fissata in foto non troppo ingiallite che ancora provocano sussulti nel cuore.

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