Paolo Benvegnù – Earth hotel (Woodworm, 2014)

Postato il Aggiornato il

EH_cd_digipack-20

Articolo di Luca Franceschini.

Devo confessare la verità: non avevo tutta questa fretta di ascoltarlo, questo “Earth Hotel”. Paolo Benvegnù è semplicemente uno degli artisti più grandi che abbiamo oggi in Italia ed “Hermann”, il suo lavoro precedente, era stato uno di quei dischi che dopo un po’ non ero più riuscito ad ascoltare. Perché troppo bello, mica per altro.
Per esperienza, quando succede così, è difficile che il parto successivo sia all’altezza. Due capolavori di fila non sono cosa da riuscire tutti i giorni, nemmeno se sei uno che, finora, non ha mai fatto passi falsi.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Giovani eccellenze – intervista a Giuseppe Volonnino e Terry Paternoster

Postato il

5

Intervista di Sabrina Tolve.

Qualche giorno fa, nel resoconto della serata aRoma di Lucania, ho detto di aver perduto una parte importante dell’evento: la parte dedicata alla mostra di cortometraggi e a M.E.D.E.A. Big Oil, lo spettacolo del Collettivo Teatrale Indipendente InternoEnki.
Chi mi conosce, però, sa che sono una persona curiosa.
E allora non ho perso tempo: quella che segue è l’intervista – s’intuiva dal titolo, no? – a Giuseppe Volonnino – regista – e Terry Paternoster – fondatrice e direttore artistico del Collettivo di cui sopra.
Leggi il seguito di questo post »

Morrisey – Gran Teatro Linear4ciak, Milano. 16 ottobre 2014

Postato il

05
Articolo di Luca Franceschini, foto di Riccardo Florenzo.

Forse è meglio partire dalla fine. Dopo una lunga e claustrofobica versione di “Meat is Murder”, Morrissey e la band si congedano dal pubblico e riappaiono come da copione per i canonici bis. Cambio d’abito per il singer, inchino dei sei musicisti abbracciati come se fosse proprio la fine, attacco di “One Day Goodbye Will Be Farewell” (titolo appropriato  in effetti), col buon Moz che dopo pochi versi smette di cantare e si mette a stringere mani alle prime file e a raccogliere i regalini che i fan più affezionati hanno colto l’occasione di consegnargli.
Leggi il seguito di questo post »

Abiku – La vita segreta (Sherpa Records, 2014)

Postato il Aggiornato il

Stampa

Articolo di Luca Franceschini.

Siamo il paese del melodramma e dei cantautori. Per anni parlare di rock in Italia è stato difficile se non impossibile e abbiamo sempre vissuto questo fenomeno da lontano, come un qualcosa di esterno a noi, come un prodotto di importazione che a tratti abbiamo cercato di scimmiottare ma mai realmente di capire. Che fosse la mera traduzione italiana di alcuni pezzi del repertorio beat, l’affezionato e fedelissimo omaggio al post punk e alla New Wave (vedi Diaframma e Litfiba), l’overdose springsteeniana targata Rocking Chairs o Massimo Priviero (ci ha provato anche Ligabue ma si è trasformato presto in qualcos’altro di ben peggiore), suonare rock nel nostro paese ha sempre e solo voluto dire tirare in ballo i modelli stranieri. Quando non addirittura mettere due chitarre distorte in una base e chiamarlo rock, come l’esempio di Vasco insegna.

Leggi il seguito di questo post »

aRoma di Lucania: l’eccellenza della Basilicata in una serata romana – 23 settembre 2014

Postato il Aggiornato il

SONY DSC

Testo di Sabrina Tolve, fotografie di Manuela Tolve 

Non so se si è compreso, col tempo, che la sottoscritta è meridionale.
Non una meridionale così, però. Lucana doc. Lucana al 100%.
Vabbè, m’avete capito.

Siccome non mi occupo principalmente di musica, ho ben pensato di lanciarmi in questa serata presso il Groove Park a San Lorenzo, un festival musicale, ma non solo. Un po’ per sentirmi a casa, un po’ perché mi sembrava interessante per davvero. Un po’ perché se voglio scrivere di musica, la prima cosa che mi sento in dovere di fare è partecipare a quanti più eventi possibili. E tant’è.

Leggi il seguito di questo post »

Fast Animals and Slow kids – Alaska (Woodworm – 2014)

Postato il Aggiornato il

WW020CD_gatefold1

Articolo di Eleonora Montesanti

Alaska.

Un’opera in tre atti.

 

Overture.
L’opera si apre con un tappeto sonoro cupo, freddo, color ghiaccio, accompagnato da poche parole ripetute ciclicamente –  scusa, mi lascio andare un po’, ora, dopo ritornerò – urlate da una voce graffiante, ma spezzata, intrappolata e testarda come una mosca che sbatte continuamente contro a un vetro.

Leggi il seguito di questo post »

Anathema – Alcatraz, Milano. 6 ottobre 2014

Postato il Aggiornato il

anathema 02

Articolo di Luca Franceschini.

Gli inglesi Anathema fanno parte di tutta quella nutrita schiera di band che, iniziata la propria vicenda artistica all’interno del vasto calderone del cosiddetto “Gothic metal” (per quanto possa essere riduttiva tale etichetta) hanno reso via via più melodico il loro sound, fino ad allontanarsi completamente dal mondo metallico in generale, e andando ad abbracciare una fetta di pubblico completamente differente. Un’operazione che iniziò ad andare di moda a partire dalla seconda metà degli anni novanta, quando improvvisamente suonare un certo tipo di musica sembrava una cosa da bambini e staccarsi dal sound originario per andare verso nuove sonorità sembrava una mossa da musicisti adulti e consapevoli.

Leggi il seguito di questo post »