I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Ho conosciuto gli Amelie Tritesse per caso ed in maniera piuttosto curiosa: due mesi fa Rumore ha pubblicato una bella inchiesta sul giornalismo e sull’editoria musicale. Trovandomi in qualche modo da quella parte della barricata (anche se ovviamente in maniera totalmente approssimativa e dilettantistica) l’ho letto con piacere e ho poi scritto a Manuel Graziani, uno degli autori, per ringraziarlo e per offrirgli un paio di mie considerazioni sull’argomento. Tra una cosa e l’altra, è venuto fuori che suona e che ha un gruppo, gli Amelie Tritesse, appunto, con il quale ha pubblicato due dischi.
L’ascolto su Bandcamp del loro secondo lavoro Sangue di provincia mi ha davvero colpito: l’unione dello spoken word alle parti cantate e degli arpeggi di chitarra stranianti a fraseggi ed atmosfere al confine tra il Garage Punk e la New Wave, mi sono sembrate subito caratteristiche fuori dal comune, come se l’eccletismo dei Pere Ubu incontrasse la complessa costruzione di paesaggi sonori tipica dei Massimo Volume. Mi è venuta voglia di saperne di più e così ho chiamato Manuel al telefono e mi sono fatto raccontare un po’ di cose della sua band, dell’ultimo disco, della sua passione per la scrittura e dei prossimi progetti futuri. Chiacchierata interessante ed una band che, pur non facilissima come proposta, merita senza dubbio di essere ascoltata…

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