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Antonio Asquino

Davide Tosches – Luci della città distante (Controrecords – 2014)

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Articolo di Antonio Asquino

In un panorama cantautorale italiano asfittico, idiota-adolescenziale, ammalato di autoreferenzialità, ironia da cameretta, maledettismo poetico da discount e “rinogaetanismo”, un artista come Davide Tosches non solo giganteggia per qualità della proposta ma sembra straordinario nel senso letterale del termine, davvero esterno a qualsiasi ordinarietà. Arrivato al terzo (capo-) lavoro, dopo gli ottimi Dove l’erba è alta (2009) e Il lento disgelo (2012), il musicista piemontese, affiancato anche qui alla produzione da Giancarlo Onorato, ci regala un disco di assoluta bellezza e profondità, un disco che sicuramente risulterà tra i migliori usciti quest’anno.

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Temples – Sun structures (2014 – Heavenly Records)

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Articolo di Antonio Asquino

Siamo nei primissimi mesi del 1970, i fiori sono spariti o morti, le idee e i colori si sono tramutati in abitudine, ordinarietà e grigiore. Le arti, negli anni immediatamente precedenti, hanno prodotto e lasciato tanto e la musica non fa eccezione purtroppo però, soprattutto in ambito psichedelico, questo lascito enorme sta per essere accantonato e si involverà nei peti autoreferenziali del prog, emessi da giovani nati già vecchi (o addirittura defunti, una sorta di Benjamin Button della musica insomma).

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The Wolf of Wall Street – di Martin Scorsese (2014)

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Recensione di Antonio Asquino.

Ad un paio d’anni di distanza dallo straordinario Hugo Cabret, Scorsese regala agli appassionati della settima arte un nuovo (ennesimo) capolavoro, una scintillante lezione di cinema da vedere, rivedere e possibilmente da far studiare nelle scuole apposite (sempre che ne esistano ancora di decenti). Il regista americano negli ultimi anni sembra aver trovato una mano sapiente e geniale che rende difficile evitare il paragone con le produzioni dei suoi (tanti) periodi migliori, sicuramente quello era un cinema tanto passionale e anarchico quanto questo è chirurgicamente calcolato e magistralmente costruito ma il risultato non cambia, siamo nel campo dell’eccellenza filmica e addirittura questo The Wolf Of Wall Street rischia seriamente di insidiare le vette massime del regista statunitense.

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