R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Nel 2005 ascoltai per la prima volta I’m wide awake, it’s morning. Scoprii quel disco per caso, e mi innamorai della voce di Conor Oberst. Un colpo di fulmine. Non avevo mai ascoltato folk, ma quelle canzoni, tutte, a distanza di 15 anni ancora mi fanno bruciare gli occhi a causa delle lacrime trattenute. Questo perché Conor Oberst ha un dono particolare, che è quello di raccontare esperienze terribili, ma quasi come se fossero canzoni della buonanotte.

Down in the weeds, where the world once was per me si lega direttamente alla prima canzone di quel disco del 2005 At the bottom of everything: quando tocchi il fondo, devi trovare qualcosa che ti dia la forza di risalire. Per continuare e farsi forza. “I think about how much people need – what they need right now is to feel like there’s something to look forward to. We have to hold on. We have to hold on.”