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Igort – Quaderni Giapponesi Vol. 3 (Oblomov edizioni, 2021)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Scrivere di Igort e dei suoi straordinari Quaderni Giapponesi (arrivati al terzo volume) è problematico per due ordini di motivi: il primo è dovuto alla complessità dei piani narrativi e visivi sempre presenti nei suoi quaderni, il secondo, molto più prosaico, è il fatto che Igort potrebbe leggere il mio post e questo mi provoca una discreta ansia. La graphic novel narra e illustra il soggiorno di Igort in Giappone che gli permise di scoprire, tra le altre cose, i pionieri del racconto per immagini, arte preziosa che lo stesso autore pratica con rara maestria e che assunse diverse definizioni a seconda di epoche e stili, “Kibyoshi”, “Ukjio-e”, “Muzan-e”, per poi essere compresa nel termine più conosciuto (così si crede almeno in occidente) di “manga” o anche “anime”. Un viaggio affascinante, come si usa sempre dire in questi casi, quando ci si vuole trarre d’impaccio. Ma questa volta mai definizione mi è sembrata più azzeccata, un po’ perché alle tavole di Igort dò del tu, un po’ perché quando conoscenza e capacità di narrare per immagini si sposano in maniera così armonica, non si può che restare affascinati. Ma non si tratta di un viaggio confortevole, è un viaggio che ci fa incontrare numerose asperità, un viaggio contro corrente nel cuore del “segno giapponese” che non è sempre quello che si pensa.

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Fumettibrutti – Anestesia (Feltrinelli Comics, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Non è facile scrivere di Anestesia di Fumettibrutti al secolo Josephine Yole Signorelli, come non lo sarebbe stato di una delle sue storie precedenti. Non lo è per la storia (molto facile ferire sensibilità diverse), poiché racconta una vicenda dolorosa ma anche liberatoria, l’intervento chirurgico che porta la protagonista Yole a “rientrare” nel suo vero sesso, quello femminile. Insomma una storia vissuta di transessualità e allo stesso tempo una tenera storia d’amore etero e omosessuale tra la protagonista e un uomo prima e una donna dopo. Ma paradossalmente non è questa la vera la difficoltà. La vera difficoltà consiste nel cercare di spiegare a chi legge, perché Fumettibrutti sia una delle più grandi fumettiste italiane e non solo. Il segno grafico di Yole è, per sua stessa ammissione (e anche con un po’ di compiacimento), apparentemente “brutto”. Le tavole, tutte in bicromia, più che essenziali sono scarne con una spiccata tendenza alla ricerca dell’effetto-squallore e non si tratta di un risultato facile da ottenere. 

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