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Voci fuori dal coro

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Luca Franceschini

Vampire Weekend @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – 09 luglio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Alessandro Pedale

Sono passati 11 anni dall’ultima volta che i Vampire Weekend sono venuti a suonare in Italia e, francamente, non ci speravo troppo che potesse riaccadere. Le regole del Music business sono spietate, sopratutto in un momento storico in cui si guadagna soprattutto con i concerti. Vedere la band newyorchese riempire palazzetti e fare da headliner in festival importanti, mi aveva fatto pensare che qui da noi non avrebbe mai trovato pubblico a sufficienza per coprire un cachet senza dubbio lievitato negli ultimi anni. Per fortuna non è stato così, onore a Dna Concerti per averci creduto e averceli portati per una data che attendevamo davvero da troppo tempo.

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La Crus – Mentre le ombre si allungano @ Teatro Elfo Puccini – Milano, 4 luglio 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Ho visto per la prima volta i La Crus dal vivo nel 1999, al Rolling Stone di Milano, quando “Dietro la curva del cuore”, il loro terzo disco, era appena uscito ed erano ancora una delle band più rappresentative della nuova ondata rock italiana, tra i primissimi a declinare la lezione dei cantautori in una chiave più moderna, attraverso l’uso disinvolto dell’elettronica, sapientemente mescolata con strumenti classici come archi e tromba.

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Cesare Malfatti (La Crus): Vent’anni dopo, le ombre si allungano ancora [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Non è una reunion ma siamo felici lo stesso: Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti, ovvero due terzi dei La Crus, tornano insieme per riproporre Mentre le ombre si allungano, lo spettacolo teatrale che, mescolando canzoni, poesie e immagini, ha rappresentato la declinazione più interessante e, da un certo punto di vista, maggiormente funzionale al modo in cui il gruppo milanese ha sempre amato presentarsi.
Si partirà con tre serate al Teatro dell’Elfo (la prima, il 2 luglio, è già sold out, si replica il 3 e il 4), luogo a cui loro sono da sempre molto legati e non solo per il fatto che compare in uno dei loro brani più belli, “Inventario”. A pochi giorni dalla partenza del tour, abbiamo chiamato al telefono Cesare Malfatti, per farci raccontare il motivo che li ha spinti a tornare in scena con questo lavoro e per cercare di capire un po’ di più che cosa dovremo aspettarci, visto che non tutti, vent’anni fa, hanno avuto modo di esserci. Tra una cosa e l’altra, non abbiamo resistito alla tentazione di domandare se, prima o poi, i La Crus decideranno di tornare in pianta stabile, colmando un vuoto che col passare del tempo si fa sempre più grande…

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Giardini di Mirò | Massimo Volume @ Estate Sforzesca – Castello Sforzesco – Milano, 26 giugno 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

Giardini di Mirò e Massimo Volume hanno più cose in comune di quanto non sembrerebbe ad un primo sguardo. A partire da un dna musicale che privilegia la creazione di paesaggi sonori e che lavora sui frammenti e sulle suggestioni, a dispetto della normale forma canzone; passando poi per un utilizzo poco canonico della voce, sia che la si metta al servizio del linguaggio del Post Rock, convenzionalmente strumentale, sia che, come accade per i secondi, la si impieghi in narrazioni più o meno declamate che rappresentano un elemento stilistico del tutto nuovo nel nostro universo sonoro. Aggiungiamo che entrambe le band provengono dall’Emilia Romagna (dal reggiano i primi, da Bologna i secondi), che da pochissimo condividono la stessa etichetta, la 42Records, e capiremo che la decisione di fare un tour insieme è apparsa meno sorprendente di quanto si potesse pensare.

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The Dream Syndicate @ Magnolia, Segrate (Mi) – 19 giugno 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Alessandro Pedale

Quando nel 2012 Steve Wynn ha riunito per la prima volta i Dream Syndicate, non erano in molti a pensare che sarebbe durata. Avrebbe dovuto esserci una data sola, poi le cose sono andate bene, ci sono state altre date, poi un vero e proprio tour, poi un disco, un tour e infine ancora un altro disco.
These Times è uscito ad aprile ed è un molto diverso da How Did I Find Myself Here, che ne aveva sancito il ritorno in studio dopo 29 anni di assenza. È molto più psichedelico e nonostante alcuni episodi molto tirati e classicamente rock, appare nel complesso più contemplativo, ricercato. Qua e là, come nel primo singolo “Black Light” o nella conclusiva “Treading Water Underneath the Stars”, l’impressione è proprio quella che si siano volute esplorare sonorità nuove, andando a giocare più con le suggestioni e con le atmosfere, piuttosto che con la durezza dei suoni e le cavalcate elettriche.

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Clever Square: Quando l’Indie Rock parla italiano

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Per chi non fosse famigliare con loro, il ritorno dei Clever Square apparirà come una delle tante notizie che infarciscono ogni giorno il mercato musicale. Importa fino ad un certo punto, però. La band di Ravenna è ritornata a quattro anni di distanza da Nude Cavalcade, con una formazione totalmente rinnovata ma con la certezza di Giacomo D’Attorre ad occuparsi ancora una volta di voce, chitarra e scrittura dei brani. Un disco, il quinto del loro percorso, il primo per la Bronson Recordings, che simbolicamente non porta titolo, quasi a significare un nuovo inizio, un nuovo punto di partenza per continuare a raccontare le proprie storie. Ne abbiamo parlato al telefono con Giacomo, ad un paio di mesi dall’uscita, per fare il punto della situazione e cercare di capire qualche retroscena in più di questo meraviglioso come back…

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Viola Costa (Tener-a-mente): ecco cosa succederà quest’anno al Vittoriale

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Anche quest’anno, per il nono anno consecutivo, Tener-a-mente, la rassegna concertistica in programma a Gardone di Riviera, si preannuncia tra le più affascinanti dell’estate italiana. Indubbiamente il punto di forza sta nella location, l’Anfiteatro del Vittoriale, costruzione voluta da Gabriele D’Annunzio, nel cuore della residenza che acquistò e che trasformò in casa e luogo della memoria. Uno scenario unico, tra l’immenso parco e il panorama del lago di Garda, un’atmosfera intima e raccolta, una resa acustica superlativa: chiunque abbia assistito all’esibizione di un qualunque artista in questa cornice, sa di essersi portato a casa un’esperienza indimenticabile.
Oltre a questo, però, i nomi coinvolti contano e pure parecchio: da Johnny Marr, che aprirà le danze il 20 giugno, a Glen Hansard, che le chiuderà un mese dopo, il 26 luglio, su questo palco si succederanno proposte di altissima qualità. Solo per citarne alcuni, ci saranno Diana Krall, Garbage, Antonello Venditti, l’accoppiata Calexico/Iron & Wine, l’attesissimo ritorno dei La Crus e persino una piccola escursione nei talenti delle nuove generazioni (Ghemon si esibirà il 6 luglio).
Insomma, diciamo che almeno per una sera vi toccherà passare. Ne abbiamo parlato ancora una volta con Viola Costa, responsabile principale della rassegna che, come lo scorso anno, ci ha fornito parecchi elementi interessanti per introdurci a quella che è a tutti gli effetti un’eccellenza italiana.

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Foals @ Fabrique, Milano – 16 maggio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Ambrogio Brambilla

Everything Not Saved Will Be Lost part 1, quinto disco della carriera dei Foals, è uscito un mese e mezzo fa e questa di Milano è l’unica data italiana, prima occasione di testare dal vivo le nuove canzoni in attesa di una possibile replica estiva e, soprattutto, della pubblicazione della seconda parte, attesa per l’autunno.
Per il momento siamo soddisfatti: la band inglese sembra tornata all’ispirazione fresca degli inizi, con un lavoro che recupera le coordinate stilistiche dell’esordio Antidotes, mescolandole con l’immediatezza Pop di Inhaler.
Il Fabrique è pienissimo, molto vicino al sold out, come del resto già accaduto tre anni fa in occasione del tour precedente. Questo è un gruppo le cui quotazioni sono in costante ascesa e che soprattutto qui da noi ha sempre goduto di grande fortuna ma è anche curioso segnalare la presenza di numerosi stranieri: fosse gente in Erasmus, in vacanza o appositamente venuta per seguire il proprio gruppo preferito, resta il fatto che si è respirato un clima parecchio internazionale. .

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The National – I am easy to find (4AD, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

“It takes life to love life”. Non c’entra nulla ma per qualche strana ragione il corto di Mike Mills (non quello dei R.E.M. bensì un regista di stanza a Los Angeles) a cui questo disco si accompagna, mi ha fatto venire in mente l’ultimo verso di quella famosa poesia dell’Antologia di Spoon River, “Lucinda Matlock”, che tra parentesi è anche una delle poche a non essere ammantata di rabbia e cupa disperazione.
C’è una donna che nasce, cresce e muore, la storia di una vita piuttosto ordinaria, coi suoi alti e bassi, momenti bui e luminosi, tristi e allegri. Una vita, appunto. Senza dire nulla, senza discorsi, senza teorizzazioni. Eppure è abbastanza per far vedere che la vita, in sé, è una roba meravigliosa. Non so a voi ma a me proprio questa mancanza di un’idea di fondo esplicitata, questo fluire inarrestabile di eventi raccontati nella loro più pura quotidianità, ha messo davanti agli occhi ancora di più il nocciolo della questione: che la vita, appunto, è un dono bellissimo di cui dovremmo tutti essere grati.

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