Luca Franceschini

Paolo Benvegnù @ Serraglio, Milano – 20 aprile 2017 [opening act Angela Baraldi]

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Stefania D’Egidio


H3+” arriva finalmente a Milano, dopo le prime date in centro Italia e il concerto di Brescia della settimana precedente. Il nuovo lavoro di Paolo Benvegnù, il terzo della trilogia iniziata con “Hermann” nel 2011, lo ha non solo confermato tra i più grandi cantautori italiani attualmente in attività, ma ha rappresentato anche una ventata di freschezza non indifferente, un modo più snello e leggero di lavorare sul proprio repertorio. Questo disco ha  privilegiato il  suo lato maggiormente Pop e immediato, rispetto al precedente “Earth Hotel”,  nel complesso più pesante e caratterizzato da momenti maggiormente meditativi.

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One Dimensional Man @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – 20 aprile 2017

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Andrea Caristo

Pierpaolo Capovilla ha deciso di ridare vita ai suoi One Dimensional Man, la sua prima creatura musicale, col suo monicker particolare ispirato agli scritti di Herbert Marcuse, sei anni dopo l’ultimo disco “A better man”. Il gruppo aveva vissuto il suo momento di grazia nella seconda metà degli anni Novanta ma era poi stato inizialmente accantonato alla luce del successo ottenuto dal Teatro degli Orrori.
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Colombre @ Ohibò, Milano – 15 aprile 2017

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Articolo di Luca Franceschini

Nei suoi scritti Buzzati ha parlato sempre e solo della stessa cosa: il senso della vita, se anche c’è, è precluso agli uomini. La felicità esiste, certo; esiste quella circostanza fortuita, quel volto amico, quell’oggetto, quel luogo nascosto, che te la potrebbe garantire. Ma l’uomo, qualunque uomo, non lo scoprirà mai. Troppo distratto, troppo perso nelle sue sterili preoccupazioni quotidiane, eccessivamente noncurante. E così spreca la vita, parafrasando il finale di “Uno ti aspetta”, uno dei suoi scritti più affascinanti.

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Motta @ Alcatraz, Milano – 1 aprile 2017

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Andrea Caristo

E’ finito in un bell’abbraccio con Riccardo Sinigallia, il concerto di Francesco Motta all’Alcatraz. Il cantautore romano, che ha prodotto “La fine dei vent’anni” e gli ha pure dato una grossa mano nell’indirizzo artistico dei testi, in teoria non avrebbe dovuto prendere parte a questa festa di fine tour; in effetti non ha suonato, ma sulle note finali della titletrack, penultimo brano in scaletta, è comparso a sorpresa (per lo meno del pubblico) e ha accompagnato Francesco sui cori finali. Non senza averlo prima esortato a guardare davanti a lui, dove un paio di migliaia di persone cantavano e applaudivano adoranti.
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Pollio @ La Salumeria della Musica, Milano – 30 marzo 2017

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Andrea Caristo

Il tempo passa in maniera strana. O meglio, è la nostra percezione del tempo che passa, ad essere strana. Ieri sera, verso la fine del concerto di Fabrizio Pollio alla Salumeria della Musica, lo stesso Fabrizio ricordava che “Humus”, il suo disco di debutto come solista, usciva quattro mesi fa. Ecco, viviamo in un’epoca di frenesia in cui una settimana lavorativa, per quanto mi riguarda, sembra durare un battito di ciglia. Eppure, allo stesso modo, un disco uscito quattro mesi fa sembra già vecchio di un secolo. Ci sono troppe cose da ascoltare, troppe sollecitazioni da cogliere al volo, troppi articoli da scrivere, troppi link da postare.
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Motta: Si può essere felici anche di invecchiare – l’intervista

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Intervista di Luca Franceschini

Quando circa un anno fa ascoltai per la prima volta “La fine dei vent’anni”, il debutto da solista di Francesco Motta, conosciuto fino ad allora per la sua militanza nei Criminal Jokers, lo feci soprattutto perché era stato prodotto da Riccardo Sinigallia e non avrei mai immaginato che adesso sarei stato ancora qui a parlarne. Invece, non solo quel disco è stato in cima alle mie preferenze per quanto riguarda le uscite italiane del 2016, ma ha anche ottenuto tantissimi premi e riconoscimenti di prestigio (tra cui la Targa Tenco per il miglior esordio).
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Emidio Clementi Corrado Nuccini – Quattro quartetti (42 Records, 2017) – guida all’ascolto dei testi di T.S. Eliot

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Articolo di Luca Franceschini.

Questa volta Emidio Clementi l’ha fatta grossa. La passione del bassista e voce dei Massimo Volume per la letteratura è cosa nota: dopotutto lui stesso è scrittore e insegna da tempo al DAMS di Bologna, dove tutt’ora vive. Ma finché si era trattato di Emmanuel Carnevali, nessun problema: “Notturno Americano”, il suo precedente spettacolo di reading musicale, parlava di un poeta sconosciuto ai più ma se non altro accessibile, legato a doppio filo alla vicenda biografica dello stesso Clementi, che ne aveva già ricavato una canzone della sua band e un libro, che è tutt’ora il più celebre della sua produzione.
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