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Lucio Vecchio

Nagual – Italocarioca (Caligola Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Lucio Vecchio

Italocarioca è il quarto album da protagonista del sassofonista veneziano Nagual, alias Giovanni Ancorato (il nome è tratto dalla tradizione indigena del Messico), e arriva dopo il debutto Quintessenze (Caligola), Private Dancer (Alfa Music) e Sketches (Caligola), uscito tre anni fa. Anche in questo lavoro tutti i brani, composti da Nagual, sono caratterizzati da una sintesi di jazz e musica brasiliana. L’apertura alle culture africana, asiatica e latinoamericana è sempre stata una caratteristica del jazz di Nagual, un sassofonista veterano che le ha distillate nelle registrazioni, rendendole tutte preziose. Nagual entra in studio di registrazione solo quando sente di avere davvero qualcosa da dire. In questo caso rivela apertamente e spudoratamente tutto il suo grande e viscerale amore per la musica popolare brasiliana, non solo samba e bossanova.

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Vertigo Film Fest @ Anteo Palazzo del Cinema, dal 21 al 23 settembre 2022

C I N E M A


Articolo di Lucio Vecchio e Fabio Bresciani

Dal 21 al 23 settembre si è svolto in tre serate all’Anteo Palazzo del Cinema la terza edizione del Vertigo Film Fest, festival milanese dedicato ai cortometraggi nato nel 2019. I corti presentati, provenienti da vari paesi nel mondo e divisi in tre categorie (Animazione, Fiction, Documentario), si sono distinti per la loro qualità e per i temi sollevati. Per avvicinare questo mondo al pubblico si sono tenuti interessanti dibattiti post visione in cui gli spettatori hanno potuto porre domande e curiosità ai registi presenti in sala. Inoltre chi ha partecipato alle serate ha potuto votare tramite un Qr Code i cortometraggi in gara assegnando il Premio del Pubblico.

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Charles Lloyd – Trios: Ocean (Blue Note Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Lucio Vecchio

Sulla scena mondiale da più di sessant’anni, il sassofonista e flautista americano, primo pioniere della musica globale Charles Lloyd, non sembra interessato ad adagiarsi sugli allori ed all’età di ottantaquattro anni, ancora all’apice delle sue forze e prolifico come sempre, ha pubblicato una trilogia suonata in compagnia di grandi musicisti. Il 23 settembre ha rilasciato Trios: Ocean, il secondo album della serie Trio of Trios, un progetto che lo vede impegnato con tre diverse formazioni. In questo disco, di cui parleremo a breve, Lloyd viene affiancato da Gerald Clayton al pianoforte e da Anthony Wilson alla chitarra. Il primo album della trilogia, Trios: Chapel con il chitarrista Bill Frisell e il bassista Thomas Morgan, è stato pubblicato il 24 giugno, e il terzo, Trios: Sacred Thread con il chitarrista Julian Lage e il percussionista Zakir Hussain, uscirà il 18 novembre.

Ma veniamo all’oggetto del contendere, Trios: Ocean. L’album è la registrazione di un live che il terzetto ha tenuto il 9 settembre 2020 nel teatro Lobero, a Santa Barbara, città natale di Lloyd. Lo spettacolo, a causa della pandemia, si è tenuto senza pubblico ed è stato trasmesso in streaming. Il disco, stampato sia in formato CD che vinile per Blue Note, è composto da quattro lunghi brani in cui i musicisti si immergono nell’atmosfera straniante del teatro vuoto, riportandoci con profondo rispetto, per non dire devozione, alle radici del jazz.

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