R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Secondo la Kabbalah, l’universo e quindi la vita nacquero quando Dio trattenne il respiro. È come se Dio si fosse ritirato per dare spazio alla vita. Questa contrazione della divinità si chiama tzimtzum. Credo, che anche se un po’ irriverente, questo concetto possa spiegare l’ultimo lavoro del collettivo Minus per la collana discografica Tempo Reale, del centro di ricerca e didattica musicale fondato a Firenze da un mostro sacro della musica contemporanea, quale fu Luciano Berio. Cosa c’entra il ritrarsi di Dio con questa produzione? C’entra poiché il metodo di lavoro di questo straordinario collettivo è un metodo che opera per sottrazione. Per abbreviare potremmo anche chiamarla “improvvisazione”, nella musica ce n’è tanta (e non alludo solo al jazz…), ma in realtà è qualcosa di molto più complesso. Attraverso un sistema di costruzione e moduli di diversione, dove i singoli musicisti lasciano  spazi vuoti agli altri musicisti. Si potrebbe dire anche “suonare meno, suonare tutti”.

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