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Hank Roberts Sextet – Science of Love (Sunnyside Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Durante l’ultimo concerto “in solo” di Hank Roberts, a Novara nella Basilica di San Gaudenzio in occasione di NovaraJazz 2018, riflettevo su un concetto molto caro al compositore statunitense e cioè quello di “amore”. Il jazz di Roberts, se così possiamo classificarlo (e se fosse proprio necessario farlo), come quello di tanti altri compositori che sono passati per quella basilica, sembra essere eseguito in un luogo ad esso deputato e può sembrare apparentemente strano che questo luogo sia un luogo sacro. In realtà i luoghi sacri e i luoghi di culto, sono essenzialmente luoghi della manifestazione dell’amore. Science of Love sembra essere, anche nel titolo, che più esplicito non potrebbe essere, una grande invocazione d’amore. Amore come vera energia del mondo dove persino la distinzione tra sacro e profano viene meno, a favore di una grande e profonda “intenzionalità”. L’arte, intesa in senso lato, diviene veicolo e risultante di questo processo tutto spirituale. Ed è molto lontano dalla Basilica di una piccola città della pianura Padana e, precisamente a New York City, città dalla quale Roberts si era separato per qualche anno, che nell’estate del 2017 negli “Oktaven Studios”, Hank Roberts registra questo lavoro, edito dall’etichette Sunnyside Records pervaso di quello spirito innervato di “amore” e da quel vitalismo creativo che sembra essere nell’aria di quella città .

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John Edwards / European Galactic Orchestra @ Chiesa del Carmine / Canonica del Duomo, Novara

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Articolo di Mario Grella

Nella luce dorata del tardo pomeriggio John Edwards, davanti alle icone del rito Cristiano-Bizantino della Chiesa del Carmine a Novara, sembra anche lui un’icona: concentrato sul suo contrabbasso o forse concentrati uno sull’altro. Solo chi non ha mai assistito ad un concerto di “contrabbasso solo” può essere sfiorato dal dubbio che il contrabbasso sia uno strumento di secondo piano, del resto aveva già fugato ogni dubbio nel 1980 lo scrittore e drammaturgo Patrick Suskind nel monologo ad esso dedicato. Ricordiamo che NovaraJazz allo strumento ha dedicato più di un concerto nel corso degli anni. Anche per John Edwards il contrabbasso diventa il centro di un mondo acustico e sonoro di grande suggestione. Accenti molto nordici, come si addice allo strumento che, nella luce mediterranea della Chiesa del Carmine, assumono connotazioni meno fredde. Il resto lo fa la bravura e l’estro di Edwards in una improvvisazione senza confini che va dalla percussione al pizzicato, ai due archetti infilati tra le corde, alle impugnature non ortodosse dello strumento, in una strabiliante varietà di suoni.

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Alexander Hawkins @ Casa Bossi, Novara

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Articolo di Mario Grella

C’è una vecchia storia legata a NovaraJazz che si trascina dai tempi della European Jazz Conference che si tenne proprio a Novara nel settembre del 2019 A.P. (Avanti Pandemia), che vuole che il pianista britannico Alexander Hawkins, quasi un abitué di NovaraJazz, desiderasse da tempo suonare un organo e che lo volesse suonare in una chiesa di Novara. Ve lo racconto poiché in un certo senso ho vissuto la vicenda diciamo a livello famigliare e nella cerchia di alcuni amici coinvolti nella ricerca di un organo funzionante e disponibile. Ebbene, nemmeno questa volta Alexander è riuscito a suonare un organo novarese, ma è riuscito lo stesso ad incantare il folto pubblico di Novara Jazz edizione 2021 nel concerto in solo tenutosi sabato nel cortile di Casa Bossi. In compenso ha potuto finalmente ritirare la “Chiave d’oro” di NovaraJazz 2020, che non gli era stata consegnata lo scorso anno per le note vicende sanitarie.

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Ernst Reijseger @ Basilica di San Gaudenzio, Novara

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Articolo di Mario Grella

Quando sotto la volta della Cupola antonelliana della Basilica di San Gaudenzio a Novara, incomincia a far roteare il violoncello, come a voler farne fuoriuscire i suoni rimasti intrappolati nella cassa armonica, si percepisce subito di avere di fronte qualcuno che non è solo un musicista. Uno sciamano del suono? Forse un sacerdote di un rito? Un mago alle prese con una magia? No, Ernst Reijseger è proprio un musicista, solo che di musicisti così se ne incontrano pochi, non fosse altro per il fatto che quando lo si ascolta in solo, sembra che con lui non ci sia solo il suo violoncello, ma anche altri strumenti e altre profetiche e misteriose “presenze” e che lui è tutt’uno con il suo strumento.

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Mitelli Delius Edwards Calcagnile Quartet @ Castello Sforzesco Visconteo di Novara

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Articolo di Mario Grella

Sembra una scampagnata in città, in una sera d’estate, questo concerto di NovaraJazz al Castello che ospita il Mitelli Delius Edwards Calcagnile Quartet, nome chilometrico e didascalico, ma meglio così piuttosto che intitolare il quartetto a qualche misteriosa divinità, di qualche misterioso Olimpo. Una formazione che vede Gabriele Mitelli alla tromba, Tobias Delius al sax tenore, John Edwards al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria. Si comincia con il canonico ritardo, sfruttato da Corrado Beldì e dal Sindaco di Novara, Alessandro Canelli che annunciano, tra le altre cose, uno stanziamento di fondi per prossimi tre anni a favore di NovaraJazz Festival e non è cosa di poco conto. E poi a rompere gli indugi, è il sax di Tobias Delius e subito dopo la tromba di Gabriele Mitelli.

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O-Janà @ Museo Etnografico Archeologico di Oleggio (No)

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Articolo di Mario Grella

Qualche volta mi trovo spiazzato. Non mi capita spesso, ma mi capita soprattutto quando mi trovo davanti a suoni poco consueti, poco definibili e anche poco classificabili. È per questa ragione che non  avevo scritto ancora nulla del bel concerto di Ludovica Manzo (voce ed elettronica) e Alessandra Bossa (tastiere ed elettronica) che formano il duo O-Janà e che si sono esibite domenica scorsa in un intimo e raffinato concerto nell’ambito di Novara Jazz 2021 nel cortile del Museo Fanchini di Oleggio. Il nome del duo deriva dal termine vernacolare campano “Janara” che significa più o meno strega; ed effettivamente la vocazione dei pezzi presentati tratti dal lavoro intitolato “Inland Images”, lascia in un certo senso “stregati”, complice un luogo sobriamente bello, come il cortile del museo oleggese e una magnifica sera di tarda primavera.

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Giancarlo Nino Locatelli plays Steve Lacy @ Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese (No)

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Articolo di Mario Grella

È al Mulino Vecchio di Bellinzago, nel cuore del Parco del Ticino, che, per chi vi scrive, ricomincia NovaraJazz nell’edizione 2021, in versione riveduta e corretta a causa delle note vicende epidemiche e pandemiche (alle quali aggiungo qualche mia vicissitudine famigliare). Anche se comincio a detestare l’inflazionato termine di “ripartenza”, pur sempre di un nuovo inizio si tratta e, come è noto, la forza di volontà smuove le montagne e non scoraggia certo gli organizzatori e l’intero staff di NovaraJazz che, dopo l’esordio allo Spazio Nova a Novara il 3 giugno scorso con O-Janà e LLovage, è proseguito appunto nel bellissimo “green” antistante il Mulino Vecchio di Bellinzago con il suggestivo clarinetto “solo” di Giancarlo Nino Locatelli, che ha presentato brani tratti e rivistati dal repertorio di un mostro sacro del jazz come Steve Lacy.

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Anais Drago – SoloProject @ Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi, Novara – Streaming YouTube

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Articolo di Mario Grella

Anais Drago è una musicista sorprendente. Lo è per tanti motivi, uno, che è apparentemente secondario è il nome, che mi riporta ad una scrittrice da me sempre amata come Anais Nin, ma è chiaro che non è questo il principale motivo per essere sorpresi. La vera sorpresa è prima di tutto lo spessore della sua cultura musicale e poi, naturalmente, la sua giovane età, la sua tecnica e l’espressività della sua musica, non necessariamente in questo ordine. Anais Drago con il suo violino, la sua voce e il supporto di effetti elettronici, si è esibita ieri sera nella sala del Museo di Storia naturale Faraggiana-Ferrandi, nell’ambito di NovaraJazz “streaming edition”, se così possiamo dire che, come ha ben spiegato Corrado Beldì nell’introduzione, grazie alla piattaforma allestita dal Comune di Novara comprendente nel suo palinsesto il Teatro Coccia, il Teatro Faraggiana, il “Circolo dei lettori”, gli “Amici della Musica”, il “Centro novarese di studi letterari” e naturalmente “Restart” e “NovaraJazz”, ha reso possibile una serie di attività culturali che in tempo di lockdown sarebbero restate morte e sepolte.

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Sara Jane Ceccarelli @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 8 agosto 2020

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Articolo di Mario Grella

Ormai il jazz è come una cometa, contiene ghiaccio, gas, polveri e materiali vari. Non so se questo sia un bene o un male, almeno non lo so come “principio”. Certo che quando si ascoltano i risultati di questa contaminazione, come è successo questa sera al Castello di Novara con Sara Jane Ceccarelli, non si può che esserne felici. Una intro un po’ celtica e un po’ folk, d’altri tempi, accompagna l’entrata in scena di una voce votata alle atmosfere intense che sembrano subito Be human. Difficile collocare la musica di Sara Jane, difficile, ma bello cercare al suo interno tutte le influenze di cui è pregna. Colors primo brano scritto da Sara Jane Ceccarelli, riassume e racconta  piuttosto bene di un mondo multiforme, un po’ Jonathan Sweet un po’ Tim Burton, e non solo nella forma musicale.

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