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Udo Dirkschneider – My Way (Atomic Fire, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

Quello che ad una prima occhiata potrebbe sembrare un tranquillo nonnetto di provincia è in realtà uno dei maggiori rappresentanti del metal teutonico: all’anagrafe Udo da Wuppertal conta ben settanta candeline e non ha nessuna intenzione di appendere il microfono al chiodo; cofondatore nel 1968 del gruppo The Accept, anche dopo il primo scioglimento della band, si è sempre lanciato a capofitto nei progetti paralleli come gli U.D.O. e i Dirkschneider. Fulminato all’età di dodici anni da un album dei Beatles, abbandonati poi per i rivali Rolling Stones, più vicini per temperamento alle sue inclinazioni, da allora non ha mai lasciato il mondo della musica. Voce particolarissima la sua, come ce ne sono poche nel panorama heavy metal e hard rock (forse la più somigliante è quella di Brian Johnson), gracchiante, ma al tempo stesso potente, tanto da essere insignito da Metal Hammer Germania del prestigioso premio Maximum Metal nel 2016, per aver contribuito alla diffusione del genere musicale, niente male per uno come lui che, agli inizi di carriera veniva sbeffeggiato per una pronuncia non proprio impeccabile. Se il suo fisico ha subito i fisiologici cambiamenti legati al trascorrere del tempo, la voce è rimasta invece quella di sempre e l’ultima uscita discografica, My Way, per l’etichetta Atomic Fire (la stessa di Helloween, Opeth, Meshuggah, ecc…) ne è una prova lampante.

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Ghost – Impera (Loma Vista Recording, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

La storia dei Ghost è un grande guazzabuglio, a partire dalla formazione, nata nel 2006 a Linkoping, in Svezia, da componenti di altre band, rimasti anonimi fino al 2015, e fattasi strada nel panorama metal a suon di Grammis e incentrando la propria immagine su un look eccentrico, di ispirazione ecclesiastica, che prevede musicisti dal volto coperto, denominati Nameless Ghouls, più un cantante, denominato Papa, che virtualmente abdica ad ogni album, sostituito da uno più giovane. Quest’aura di mistero è durata fino a quando alcuni membri si sono rivelati al pubblico, citando in causa Papa Emeritus e svelando così anche la sua identità, al secolo Tobias Forge, che, per tutta risposta, dichiarava di essere in realtà l’unico compositore della band, fatta eccezione per un paio di tracce scritte da Martin Pesner, ex chitarrista ritmico della band: come a dire…”non vi do manco un soldo!” Anche il nome stesso del gruppo ha subito un’evoluzione nel tempo perché all’inizio si facevano chiamare Ghost B.C., per via di beghe legali negli U.S.A., insomma se, dal lato musicale, hanno inanellato una serie di successi negli ultimi sedici anni, dal lato gestionale hanno navigato in acque ben poco tranquille. Comunque, archiviate le pratiche relative al vile denaro, eccoli riaffacciarsi in questo 2022 con un album nuovo di zecca, Impera, il quinto per la precisione, pubblicato lo scorso 11 marzo per Loma Vista Recording, prodotto da Klas Ahlund (Teddybears, Madonna, Kate Perry, Kylie Minogue, Britney Spears) e mixato da Andy Wallace, quello di Walk This Way, della premiata ditta Run DMC/Aerosmith, già collaboratore di Slayer, Cult, Springsteen, Nirvana, Sepultura, ecc… con la collaborazione in studio di Fredrik Akesson, chitarrista degli Opeth.

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