R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Mi ha fatto molto piacere, ascoltando Trojan primo album del sestetto italo-americano Ghost Horse, composto da Dan Kinzelman al sax tenore e clarinetto basso, Filippo Vignato al trombone, Glauco Benedetti alla tuba e euphonium, Gabrio Baldacci alla chitarra, Joe Rhemer al basso, Stefano Tamborino alle percussioni, sapere che c’è ancora qualcuno che si ricordi degli indiani d’America.
Osservazione forse singolare, ma necessaria: gli indiani hanno rappresentato, almeno per quelli della mia generazione, uno dei primi simboli della resistenza al tentativo di una globalizzazione sfrenata e senza regole, tanto, mi sia consentito il ricordo personale, che la “radio libera” a cui collaboravo, nel remoto 1977, Kabouter, aveva nell’affiche proprio due indiani d’America che ricordano molto la foto di “Toro seduto”, elaborata dal geniale Evan Ross Murphy per la copertina dell’album.

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