A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

Se qualcuno lascia New York o Parigi per installarsi a Milano, significa proprio che la una città è davvero importante, piena di creatività e molto attrattiva. Ed è quello che ha fatto François Berthoud, svizzero di nascita, cosmopolita per attitudine, illustratore di moda ma non solo, molto attivo in Italia negli anni Ottanta, quando l’allora direttrice di Vanity, Anna Piaggi, lo chiama a sostituire un insostituibile, Antonio Lopez, come disegnatore di moda e illustratore. In realtà gli orizzonti di Berthoud sono ancora più ampi e oltre che di moda si occupa anche di fumetto, andando a far parte di quel gruppo di artisti che comprendeva Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore, Igort. Berthoud produce lavori per Linus, Alter Alter, Frigidaire, ma è certamente la moda il suo terreno d’elezione. Tratto forte, graffiante, sovrapposizioni, “dripping”, François Berthoud non ha paura di sperimentare e gli stilisti non hanno timore ad affidarsi a lui; lavora per Capucci, Prada, Gautier, Saint Laurent, Chanel, Armani Marigela, Dolce & Gabbana, ed altri ancora.

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