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LIBRI

Stefano Mancuso – L’incredibile viaggio delle piante (Laterza, 2019)

Sì, le piante si spostano. Non è un paradosso neo-dadaista e nemmeno una boutade; potrebbe essere un escamotage linguistico-filosofico, ma non è così, le piante si muovono davvero. Ce lo racconta meravigliosamente bene Stefano Mancuso, fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, nonché direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale di Firenze (LINV). Era da tempo che facevo la corte a questo magnifico volumetto edito da Laterza, ma essendo un po’ prevenuto sulle mie capacità di appassionarmi alla letteratura scientifica, ho sempre rimandato l’incontro e ho fatto male

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L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Sì, le piante si spostano. Non è un paradosso neo-dadaista e nemmeno una boutade; potrebbe essere un escamotage linguistico-filosofico, ma non è così, le piante si muovono davvero. Ce lo racconta meravigliosamente bene Stefano Mancuso, fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, nonché direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale di Firenze (LINV). Era da tempo che facevo la corte a questo magnifico volumetto edito da Laterza, ma essendo un po’ prevenuto sulle mie capacità di appassionarmi alla letteratura scientifica, ho sempre rimandato l’incontro e ho fatto male

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The Zen Circus – Andate tutti affanculo (Mondadori, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Giovanni Tamburino

Cosa potrebbe mai accadere di eclatante nella vita di un ragazzo di provincia? Cosa potrebbe mai accadere in una provincia che prima di essere area geografica si impone come stato psicologico, come prigione mentale che risucchia colori ed energie lasciando al loro posto un buco nero di propositi e aspettative? Eppure è proprio da qui, dalla Toscana dei figli di operai, che nasce la storia di un trio destinato a cavalcare lo tsunami della rivincita delle mele marce di un’Italia tanto perbenista quanto brutale, incarnando la rabbia dei giovani a cavallo fra i due millenni e la loro voglia di non essere mai come il mondo vorrebbe.

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C+C=Maxigross – Deserto è un piccolo atto rivoluzionario

I N T E R V I S T A


Articolo di Luci

Avevo già avuto modo di conoscere ed apprezzare notevolmente il collettivo musicale veronese dei C+C=Maxigross nel 2017 in occasione della pubblicazione dell’Ep Nuova Speranza. Lo scorso 16 agosto si è presentata l’opportunità di vederli dal vivo in una tappa del loro tour Deserto per Verona al Labirino della Masone di Fontanellato. Una serata che, fra letture e canzoni, ha regalato ai presenti momenti profondamente emozionanti, quasi meditativi. Ho sentito così il desiderio di approfondire maggiormente il progetto artistico che ha dato origine a questa particolare e coinvolgente esibizione.
L’ho fatto rivolgendo alcune domande ad uno dei membri del gruppo, Filippo Brugnoli.

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Zvi Kolitz – Yossl Rakover si rivolge a Dio (Adelphi edizioni, 1979)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Sono passato spesso da Columbus Circle, mai avrei pensato che in quel luogo così caotico e rumoroso potesse abitare Zvi Kolitz. A dire il vero, non lo sapeva nemmeno Paul Badde, giornalista e storico, inviato del quotidiano “Die Welt”, prima a Gerusalemme e poi in Vaticano, che racconta la storia di queste “due pagine fitte fitte” che altro non sono che l’impressionante, mistico ed anti-dogmatico libretto Yossl Rakover si rivolge a Dio (edito da Adelphi).
Zvi Kolitz scrisse questo racconto per il giornale “Jiddische Zeitung” e da allora se ne persero le tracce. Di cosa si tratta? Di una lettera che un ebreo, Yossl Rakover, scrive a Dio per manifestargli tutti i pensieri, le considerazioni, i tormenti e i dubbi che passano nella mente di un povero ebreo, asserragliato nel ghetto di Varsavia che, nel 1943, sta per essere distrutto dai nazisti.

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Alessandro Pagani – 500 chicche di riso (96, Rue De La Fontaine, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Giuseppe Spanò Greco

Il quarto libro (il secondo che ho l’onore di leggere e di recensire) di Alessandro Pagani, viene pubblicato nella collana della casa editrice 96, Rue De La Fontaine “Juste pour rire” che suona come un sottotitolo alla sua opera. Non c’è niente di meglio che avere un pizzico di ironia per sorridere anche nelle giornate grigie che il presente ci offre e liberarsi, almeno per un poco, dai quotidiani affanni. Ce lo ricorda anche l’editore che riprende una frase di V. Hugo: “È dall’ironia che comincia la libertà”.

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Paul Auster – Una vita in parole. Dialogo con I. B. Siegumfeldt (Einaudi, 2019)

La lunga conversazione tra I. B. Siegumfeldt, professoressa di letteratura all’università di Copenhagen e Paul Auster, ripercorre e approfondisce i temi toccati dal grande scrittore americano nelle sue opere a partire dalla celebratissima Trilogia di New York.
Autore complesso, ma soprattutto sfuggente, Paul Auster racconta con le parole altre parole, dando anche a questa lunga intervista-conversazione, un senso di incompiutezza e di difficile collocazione.
Non è facilissimo trovare autori la cui materia letteraria siano le parole stesse, Auster, lacaninano convinto, pratica l’esercizio della ricostruzione del mondo attraverso le parole, un mondo fatto di sentimenti, temi e circostanze assolutamente concreti, ma che possono vivere o tentare di farlo solo a partire dalla parola, benché, come ricorda Auster, vi sia una insanabile “crepa tra la parola e il mondo”.

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L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

La lunga conversazione tra I. B. Siegumfeldt, professoressa di letteratura all’università di Copenhagen e Paul Auster, ripercorre e approfondisce i temi toccati dal grande scrittore americano nelle sue opere a partire dalla celebratissima Trilogia di New York.
Autore complesso, ma soprattutto sfuggente, Paul Auster racconta con le parole altre parole, dando anche a questa lunga intervista-conversazione, un senso di incompiutezza e di difficile collocazione.
Non è facilissimo trovare autori la cui materia letteraria siano le parole stesse, Auster, lacaninano convinto, pratica l’esercizio della ricostruzione del mondo attraverso le parole, un mondo fatto di sentimenti, temi e circostanze assolutamente concreti, ma che possono vivere o tentare di farlo solo a partire dalla parola, benché, come ricorda Auster, vi sia una insanabile “crepa tra la parola e il mondo”.

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Acqua di mare di Charles Simmons (Sur, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Enrica Bardetti 

«Bene, è deciso dunque», disse, mettendosi comodo in una poltrona e accendendosi un sigaro. «Ognuno racconterà la storia del suo primo amore. Cominciate voi, Sergej Nikolaevič»
                                  Ivan Turgevev, Primo amore, 1860

Acqua di mare di Charles Simmons è un romanzo universale, se per universale intendiamo quel tipo di narrazione che parla a tutti, nella quale tutti si riconoscono. E’ una definizione che può sembrare un tantino esagerata se mettiamo questo di Simmons al cospetto di titoli come Madame Bovary di Gustave Flaubert o Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald tanto per citarne due a caso, ma già leggendo l’esergo, che ce ne anticipa l’argomento, abbiamo la prima conferma: chi non ha avuto un primo amore? L’amore è un tema universale, il primo amore lo è per eccellenza.

“Era l’estate del 1963 mi innamorai e mio padre annegò”

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Pontescuro di Luca Ragagnin (Miraggi edizioni, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Enrica Bardetti 

«C’era il paese e altri che vivevano nel paese, non molti, qualche bambino, un po’ di vecchie, gli animali. Il paese si chiamava Pontescuro».
«Si chiamavano Gené, che non sapeva cosa sono i pensieri, e si chiamavano Emilio, detto il Zuntura, l’aggiustatutto, che tutto sapeva aggiustare tranne il suo cuore. Si chiamavano Làinfondo, perché il nome non gliel’avevano mai dato e allora indicava dove viveva, e si chiamavano Ciaccio, come il verso degli uccelli, don Andreino e don Antonio perché erano dei preti, e c’era Furàza, la vongola, una cosa che non si può aprire senza il prezzo di ucciderla». 
Siamo nella bassa padana, anno 1922. Gli avvenimenti storici che hanno interessato l’Italia in questo e negli anni a venire, fatti di camice nere di tentativi di resistenza e di passi che marciano sulla capitale, sono solo echi che non oltrepassano la cortina di nebbia che qui delinea il contorno delle cose e delle persone.

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Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri: i racconti delle nebbie – genesi e sviluppo

I N T E R V I S T A


Articolo di Cinzia D’agostino

Stanno portando in giro per l’Italia da circa un anno un meraviglioso spettacolo fatto di musica e narrazione, una rappresentazione teatrale e magica, ironica e onirica (ne abbiamo parlato qui). Paolo Benvegnù con la sua chitarra e la sua voce intensa accompagna le parole di Nicholas Ciuferri che danno un’anima ancora più profonda ai personaggi dei Racconti delle Nebbie. A Marzo questo progetto è stato pubblicato per Woodworm in formato cd audio, accompagnato da un libro di 44 pagine nelle quali i racconti di Nicholas si alternano ai suggestivi disegni di Alessio Avallone. In occasione dell’uscita di questo originale lavoro, abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda ai due artisti.

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