LIBRI

Carlo Alianello – L’alfiere (Einaudi, 1942)

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Articolo di Sabrina Tolve

«Il progresso c’è, e io ci credo. Che cristiano sarei se non ci credessi? Solo che d’una cosa sono sicuro: che il progresso non ci viene da fuori. Da dentro ha da venire. […] Non esistono buone leggi per un popolo corrotto e sono gli uomini che fanno le leggi, non le leggi gli uomini. Tu il progresso vuoi? Sissignore: anche io. Sii onesto, se l’onestà ti mancava, e questo è certamente un bel progredire. E se già eri un galantuomo, cerca di diventare migliore. Ma a quel progresso che ti porge la politica, tu non ci credere, ch’è roba sporca.»[1] 

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Tommaso Landolfi – Racconto d’autunno (Vallecchi, 1947)

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Articolo di Sabrina Tolve

«E, in seguito, rividi quei luoghi nel crepuscolo lagrimoso, come la prima sera che vi ero giunto, o spesso e violaceo, come la prima volta che la avevo trovata, o colla pioggia diritta e insistente, come quella notte, colla tempesta, col vento urlante come una creatura incatenata, colla nebbia sbrindellata sulle cime; in una delle mille figure di quella inebriante e malinconica stagione, che erano altrettante figure della mia anima.»[1]

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Simone de Beauvoir – Una donna spezzata (Einaudi, 1969)

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Simone de Beauvoir

Articolo di Sabrina Tolve

«L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo. […] Lei è soltanto ciò che l’uomo decide che sia; così viene qualificata “il sesso”, intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio come un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all’uomo, non l’uomo in relazione a lei; è l’inessenziale di fronte all’essenziale.»[1]

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Salvatore Satta – Il giorno del giudizio (Cedam, 1977 – Adelphi, 1979)

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Articolo di Sabrina Tolve

Il giorno del giudizio ha tutta una sua storia.
Salvatore Satta (Nuoro, 1902 – Roma, 1975) era conosciuto soprattutto nell’ambito degli studi legali, autore di un immenso Commentario al Codice di Procedura Civile. A 25 anni scrisse il romanzo La Veranda, ma all’epoca il testo non vide la luce perché ritenuto troppo complicato per il pubblico.
Non c’è da sorprendersi, quindi, se il dattiloscritto de Il giorno del giudizio fu trovato in uno dei cassetti della sua scrivania, alla morte dell’autore, nel 1975.

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Italo Calvino – Prima che tu dica «Pronto» (Mondadori, 1993)

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Articolo di Sabrina Tolve

Prima che tu dica «Pronto» raccoglie racconti, dialoghi, apologhi e articoli di Italo Calvino, dal 1943 al 1984.
Ritornato in voga grazie alla capillare diffusione di stralci di due racconti, L’amore lontano da casa e Prima che tu dica «Pronto», appunto, tramite i social network (se non mi credete, date un’occhiata a tumblr), di fatto questo testo è una sorta di documento d’identità di Calvino, visto che raccoglie testi che si estendono dalla sua giovinezza all’anno precedente la sua morte.

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Le calze di Marisa e altre storie – Vittoria Speltoni

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Articolo di Giuseppe Spanò Greco

Il 4 giugno di quest’anno ho ricevuto l’invito a partecipare alla presentazione del libro dell’amica Vittoria. Non ci conosciamo da molto, ma condividiamo un’esperienza che ha reso in qualche modo palpabile una simpatia, un feeling particolare verso il sociale. E’ stato più che sufficiente per rispondere favorevolmente senza chiedermi e chiederle nulla. Si presentava un libro che poneva l’accento sulle persone che per varie ragioni scivolano nel labirinto dei disturbi psichici o psicotoci. Dopo l’intervento delle persone coinvolte nel progetto editoriale e di altre presenti ho sentito il bisogno di ringraziare Vittoria per avermi invitato e per avermi permesso di ricordare, a me stesso innanzitutto, quanta fortuna abbiamo noi “normali” rispetto alle tante, tantissime, persone che noi non riusciamo a far sentire altrettanto “normali”.

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Piccola come una pillola verde

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Racconto breve di Marina Iossi

Lo incontrai per caso. Era brutto, tànghero, un tipaccio. Capelli corti, pancia pronunciata in avanti e cosce tarchiate, tenute incollate nei suoi jeans da mercato cinese. Lo guardai il tempo necessario per accorgermi che era, in generale, abbastanza robusto. Leggi il seguito di questo post »