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LIBRI

Sascha Lange & Dennis Burmeister – Oltre il muro di Berlino (Goodfellas, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Stefania D’Egidio

Se avete voglia di riavvolgere il nastro della vostra vita, vi consiglio di leggere questo libro di Sascha Lange e Dennis Burmeister, in particolare se siete stati fans dei Depeche Mode o avete seguito con passione gli anni del post punk e della new wave. La macchina del tempo vi riporterà nella Germania dei primi anni ’80, nella Berlino divisa dal muro: da un lato la Repubblica Federale, dove la vita scorreva normalmente, come nel resto dell’Occidente, dall’altra la Repubblica Democratica, dove anche le cose più banali sembravano montagne da scalare, per via del pesante apparato burocratico e dei rigidi controlli della Stasi. Sembra quasi impossibile nell’epoca in cui tutto si può ottenere con un semplice click, ma allora reperire un disco dei propri idoli era difficile quasi quanto costruire una bomba atomica in casa, vuoi perché gli artisti internazionali erano guardati con diffidenza dal regime, vuoi per i costi proibitivi. Per acquistare un vinile bisognava recarsi in Ungheria e sborsare una somma equivalente a quella spesa per il viaggio e per tre giorni di vitto e alloggio in albergo, così ognuno si arrangiava come poteva, dal reclutare i parenti che vivevano dall’altra parte del muro, alle copie pirata che circolavano nelle scuole.

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Fumettibrutti – Anestesia (Feltrinelli Comics, 2020)

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Articolo di Mario Grella

Non è facile scrivere di Anestesia di Fumettibrutti al secolo Josephine Yole Signorelli, come non lo sarebbe stato di una delle sue storie precedenti. Non lo è per la storia (molto facile ferire sensibilità diverse), poiché racconta una vicenda dolorosa ma anche liberatoria, l’intervento chirurgico che porta la protagonista Yole a “rientrare” nel suo vero sesso, quello femminile. Insomma una storia vissuta di transessualità e allo stesso tempo una tenera storia d’amore etero e omosessuale tra la protagonista e un uomo prima e una donna dopo. Ma paradossalmente non è questa la vera la difficoltà. La vera difficoltà consiste nel cercare di spiegare a chi legge, perché Fumettibrutti sia una delle più grandi fumettiste italiane e non solo. Il segno grafico di Yole è, per sua stessa ammissione (e anche con un po’ di compiacimento), apparentemente “brutto”. Le tavole, tutte in bicromia, più che essenziali sono scarne con una spiccata tendenza alla ricerca dell’effetto-squallore e non si tratta di un risultato facile da ottenere. 

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Ezio Guaitamacchi – Amore, morte & Rock’n’Roll (Hoepli, 2020)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Un pomeriggio di novembre mi è capitato di partecipare su facebook alla presentazione del nuovo libro di Ezio Guaitamacchi, Amore, morte & Rock’n’Roll – le ultime ore di 50 rockstar retroscena e misteri- pubblicato il 6 novembre da Hoepli. Per l’occasione il moderatore era Enrico Ruggeri, che si è occupato anche della prefazione insieme a Pamela Des Barres, la groupie più famosa della storia della musica: un’oretta passata a scambiare chiacchiere e ricordi tra amici, con la bella sensazione di stare seduti nella poltrona di casa propria a parlare con altri appassionati, prima ancora che professionisti del settore. Per chi non lo conoscesse Ezio è soprannominato lo Scherlock Holmes del giornalismo musicale, proprio perchè nei lunghi anni di carriera, tra tv, radio e riviste, ci ha raccontato di tutte quelle storie avvolte da un alone di mistero che hanno riguardato le icone non solo del rock, ma anche di altri generi.

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Matteo Ceschi – Note per salvare il pianeta (Vololibero Edizioni, 2020)

 

L E T T U R E


Articolo di Aldo Pedron

Matteo Ceschi, l’autore di questo prezioso libro è uno storico, giornalista, saggista e fotografo milanese che in questo lavoro racconta il rapporto tra la canzone di protesta, il mondo della musica e il movimento ambientalista. Una storia di artisti che dal 1947 hanno trasformato in musica la loro sensibilità nei confronti dell’ambiente. Per realizzarlo ha coinvolto amici, conoscenti e colleghi giornalisti che gli hanno posto delle domande sul tema e perciò il risultato è una sorta di dialogo a distanza che ripercorre più di settant’anni di relazioni tra musicisti e attivisti nel mondo dal secondo dopoguerra fino alle più recenti battaglie di Extinction Rebellion.

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Marco M. Colombo “Di ferro e cuoio” – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Marco M. Colombo era l’anima dei Motel 20099, che per chi seguiva la scena italiana quando parlare di “Indie” non era ancora così assurdo, sono stati un gruppo di una certa importanza, autori di un disco, Romanticismo dalla periferia per giovani teppisti, che ha compiuto da poco dieci anni e che all’epoca fece parlare di sé e ricevette molte recensioni positive; un piccolo classico di nicchia, che non ridefinì nessuna coordinata stilistica ma che rimane lo stesso nel cuore di chi l’ha amato ai tempi. Oggi Marco si sta dedicando ad un’altra sua passione, la scrittura, il cui talento per essa si poteva già intuire leggendo i testi del disco. Di ferro e cuoio, il suo romanzo d’esordio, è uscito a fine ottobre per Ego Valeo Edizioni. È una storia intensa e vorticosa, che rimanda un po’ a Bukowski, un po’ al Meyer di Eravamo dei grandissimi, un po’ al Welsh di Trainspotting. Una sorta di (ipotetica) autobiografia esistenziale, un gruppo di bambini, poi di adolescenti, poi di giovani adulti, che si muovono in una realtà di periferia (non ci sono indicazioni geografiche ma l’autore è cresciuto a Sesto San Giovanni, dove tuttora vive, e alcuni riferimenti sono palesi), portando avanti una ricerca indolente di uno spazio in cui esistere, in cui divenire qualcuno, prima che il nulla cosmico divori tutto e tutti.
È una voce nuova, quella di Marco, ma è una voce già sorprendentemente matura, con una padronanza tecnico-stilistica notevole (parafrasando, scrive molto meglio di tanti colleghi idolatrati a più riprese dai mezzi d’informazione mainstream) ma soprattutto con qualcosa di interessante da dire. E se n’è accorto anche Matteo Cantaluppi, che ha deciso di realizzarne una colonna sonora esclusiva perfetta, ideale da sparare in cuffia per immergersi al meglio nella lettura. Avremmo dovuto vederci per un aperitivo il giorno della prima delle due presentazioni che si sarebbero dovute svolgere a Milano, in Santeria Palladini (entrambe sold out, tra l’altro) e che sono state ovviamente annullate dall’ennesimo Dpcm di queste settimane. Ci siamo visti così in videochiamata, situazione ormai fin troppo familiare, di questi tempi ma come avrete modo di leggere, quel che è venuto fuori è stato comunque interessante.

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Simone Fattori – Suoni nell’etere – 100 anni di musica e radio (Vololibero Edizioni, 2020)

 

L E T T U R E


Articolo di Aldo Pedron

Suoni nell’etere, 100 anni di musica e radio è il bel libro di Simone Fattori dedicato alla radio, il mezzo comunicativo più popolare al mondo che veste da sempre un ruolo fondamentale nella vita delle persone.

Un libro ben strutturato che parte con la storia e gli albori della radio (1912) e racconta l’evoluzione comunicativa e culturale e l’utilizzo di un mezzo di comunicazione di massa rimasto ancor oggi attuale e coinvolgente.  I capitoli successivi alla nascita della radio passano attraverso il periodo dalla seconda mondiale al rock and roll, gli anni 60’ e i disc jockey, gli anni ’70 con la disco music, la politica e le radio libere gli anni 80 (una radio in ogni città) fino agli anni ‘90 con la nuova giovinezza della radio e i nuovi vestiti della radio stessa.

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Fast Animals and Slow Kids – Come reagire al presente (BeccoGiallo, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Giovanni Tamburino

È una giornata come tante nella campagna umbra, una giornata come tante per i quattro amici che portano fuori dal casolare e caricano sul furgone gli strumenti per una serata come tante altre. I Fast Animals and Slow Kids si preparano al concerto parlando, ridendo e cazzeggiando in quello che nell’ultimo decennio è diventato un rituale preparatorio per loro.
Una giornata come tante altre, un concerto come tanti altri, eppure qualcosa inizia a stonare. Qualcosa aleggia dentro e fuori dalle teste dei musicisti più perugini del vecchio stivale, sconvolgendo un equilibrio che si rivela più precario di quanto i fan da sotto il palco possano immaginare. Cosa può salvare dal collasso l’esperienza FASK?

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Egidio Romualdo Duni e l’Europa della cultura e delle arti – parte 2

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Articolo di Simone Santi

INTRODUZIONE

Nella prima parte di questo articolo “a puntate” abbiamo iniziato col dare un primo sguardo al concetto di Europa, formatosi come concetto culturale dalla sensibilità e dall’opera di alcune generazioni di artisti che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Settecento hanno dato forma ad un linguaggio fatto di valori estetici condivisi. Da queste premesse abbiamo visto come grazie a un italiano, il cardinale Mazzarino, e ad un balletto di corte concepito secondo i canoni dell’incipiente Barocco che si stava preparando nella nostra penisola, in Francia nasce l’immaginario che dominerà la corte di Luigi XIV e plasmerà l’assolutismo monarchico del giovane Re Sole – che sarà modello di ogni corte europea, informata sul Barocco trasversale italiano.     

Se la nascita del melodramma viene generalmente fatta risalire alle opere di Claudio Monteverdi, il suo concepimento lo dobbiamo anticipare di qualche anno, nell’anno 1600, nella Firenze medicea. Qui un gruppo di umanisti, poeti e compositori stavano creando i canoni di una musica nuova: una musica in grado di dare risalto ai valori espressivi ed emotivi del testo poetico, un nuovo stile che, attingendo alla freschezza delle forme del canto popolare, sancisse l’abbandono della polifonia cinquecentesca in favore del canto a una sola voce, accompagnata da pochi strumenti. E’ proprio qui, a Firenze, in occasione del matrimonio di Maria de’ Medici col re di Francia Enrico IV, davanti allo sguardo della più alta aristocrazia europea, che per la prima volta va in scena il recitar cantando.

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Paolo Bontempo, Gianluca Dario Rota – Giugno (Sperling & Kupfer, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Giovanni Tamburino

Il periodo dell’anno tra giugno e settembre ha un tempo tutto suo, un valore tutto suo. Qualunque ostacolo impedisca il suo forsennato svolgimento ha il peso del peccato più efferato contro natura, è un furto imperdonabile di secondi che non torneranno. Deve correre, pazzo e implacabile.

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