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Interviste

Il Premio Tenco: cosa pensano i finalisti?

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Il Premio Tenco: un appuntamento musicale storico ed imperdibile. Categorie, artisti e riconoscimenti… ma cosa penseranno i finalisti?.

Parlare del Premio Tenco e degli artisti selezionati per le varie categorie in questa edizione 2020 è sicuramente emozionante e ha un sapore tutto particolare. Il passare del tempo, la musica oltre tanti ostacoli, la memoria di Luigi Tenco e di un pezzo di storia che è dentro e fuori i libri della vita. Il Coronavirus e le conseguenze disastrose della pandemia non hanno fermato la costanza e la voglia di rinnovare appuntamenti storici così ricchi di significato per tante generazioni. Le categorie sono sei e il Teatro Ariston di Sanremo sarà il luogo di consegna delle Targhe Tenco ai vincitori.

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Arancioni Meccanici – Zombie Jungle [download esclusivo]

D O W N L O A D   E S C L U S I V O


Articolo curato da Luci

Gli Arancioni Meccanici si formano nel 2005 a Milano. Il primo disco viene registrato nel 2008 e pubblicato nel 2010, il secondo risale al 2013. Partiti in totale amicizia da una semplice sala prova, negli anni lavorano con impegno crescente ad un progetto musicale grazie al quale intraprendono un percorso sia umano che artistico che li vede crescere e maturare. Sono un quartetto formato da: Gianfranco Fresi (voce), Andrea Mottadelli (chitarre, percussioni, tastiere, sintetizzatori, basso, programmazione), Massimo Di Marco (chitarre) e Stefano Penolazzi (basso). Vi presentiamo il nuovo singolo in download esclusivo.

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UAU, festival d’illustrazione e cose belle – edizione 2020

A N I M A Z I O N E – G R A P H I C  N O V E L


Articolo curato da Luci

Nel fine settimana che va dal 10 al 12 luglio, presso lo Spazio Giovani Edoné di Bergamo, ritorna UAU, il festival d’illustrazione e cose belle.
L’edizione 2020 prende le mosse dalle dichiarazioni di Jacques Derrida riguardanti il cosiddetto “effetto fantasma”, ossia il rapporto che unisce il visibile con l’invisibile, la luce con l’ombra, la presenza con l’assenza.
Per sviluppare questi concetti ai partecipanti saranno offerti, dietro pagamento di una quota di iscrizione (unici eventi non gratuiti) due intriganti workshop: il primo sarà curato da Francesca Zoboli, artista poliedrica capace di mescolare tecniche pittoriche e decorative, per l’occasione partendo dalle piante. A questo scopo verranno raccolti materiali vegetali della natura circostante da utilizzare insieme a immagini tratte da erbari. Attraverso il frottage, la monotipia e lo stencil, si arriverà così a trasfigurare le immagini di partenza ottenendo visioni inedite e poetiche della natura.

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Gianni Maroccolo Senatore a vita – intervista a Edda e Marok

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Il suono di Marok e le liriche di Edda: due imprinting molto riconoscibili, due talenti singolari che si sono uniti dando vita ad un album Noio; volevam suonar. Inarrestabile il fermento musicale di Gianni Maroccolo che anche questa volta sceglie l’amore per la condivisione. La sua sensibilità e genialità musicale è arte prolifica, che si snoda in percorsi musicali condivisi anche al di fuori del “disco perpetuo” Alone il cui quarto capitolo “Mente” è uscito da pochi giorni. Altrettanto inarrestabile il flusso compositivo di Edda, che emerge senza freni in totale libertà, un’esplosione senza alcun compromesso. Sempre emozionante nella voce, in alcune liriche particolarmente toccante. Gianni Maroccolo e Stefano Edda Rampoldi, in piena quarantena, creano uno spazio artistico completamente libero, preparano un disco e decidono di regalarlo. Un disco dove si spazia dai centri sociali, ai Matia Bazar, dai mantra a Claudio Rocchi, passando per Don Backy. Di questo loro dono parla questa intervista, buona lettura

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Cristiano Godano: Dimenticatevi del cliché Godano e Marlene e provate ad ascoltare buona musica!

I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

Cristiano Godano, artista poliedrico, è cantante, chitarrista, autore, attore e scrittore. Oltre a essere il cantante dei Marlene Kuntz, band che ha segnato la storia della musica italiana in 30 anni di carriera, è l’autore di tutti i testi (oltre 130) della band. Nel 2008 ha esordito come scrittore, con i sei racconti de I vivi (Rizzoli), dai quali ha tratto un reading che ha portato in tour in tutta Italia, nel 2019 ha pubblicato il racconto biografico in prima persona Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz (La Nave di Teseo). È docente all’Università Cattolica di Milano e tiene lezioni e workshop in ambito musicale e poetico. Lo abbiamo incontrato alla conferenza stampa (on line) per l’uscita del suo lavoro solista Mi ero perso il cuore. L’album si compone di 13 tracce curate nei testi e musica da Cristiano. È stato prodotto da Luca A. Rossi e Gianni Maroccolo con Cristiano Godano. Nell’album hanno suonato, oltre a Godano, Gianni Maroccolo, ed i due Üstmamò Luca A. Rossi e Simone Filippi. La versione in vinile contiene la bonus track “Per sempre mi avrai“.

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Qualunque: Tutto quello che mi fa stare bene – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Se la bolla dell’It Pop prima o poi esploderà, seguendo tutto sommato il destino di tutti i generi musicali che hanno raggiunto per varie circostanze e in vari momenti lo status di trend, di sicuro Qualunque non sarà tra le vittime di questa fine. Il suo percorso si è infatti svolto sempre in maniera differente rispetto agli artisti che vengono di solito raggruppati attorno ai soliti nomi di Calcutta, Gazzelle e decine di altri. Sin dall’esordio assoluto di Più simili ad Hannibal Lecter che a Gesù Cristo, passando per il primo album Mafalda, il Meteo e tutto il resto e al successivo Ep Il primo lunedì dell’anno, il suo percorso si è articolato maggiormente all’interno di un ambito che potremmo definire di “rock alternativo”, dove le inquietudini e le domande esistenziali erano espresse attraverso schitarrate potenti e melodie cantate con struggente intensità. Il ritorno, dopo quasi tre anni riempiti di concerti, silenzi e dall’interessante parentesi di Romboil pesce, avviene con Farmaci, un Ep di cinque pezzi che uscirà in autunno e di cui sono già stati anticipati due singoli, Mozzicone e Mafalda (quest’ultimo uscito proprio in questi giorni). Se sul fronte discografico continua il sodalizio con Costello’s, la novità sta nel team di produzione, composto dai sempre ottimi Fabio Grande e Pietro Paroletti, ormai veri e propri partner artistici dell’etichetta milanese. Ma attenzione a parlare di It Pop: l’impronta generale si è sicuramente modernizzata, gli arrangiamenti sono in qualche modo divenuti più leggeri, è entrata una maggiore componente elettronica; il songwriting però è rimasto sempre quello, intenso, qui anche maggiormente autoironico, ma ben lontano dalla superficialità esibita che si denota spesso in certe produzioni di quell’area. Cambia il vestito ma non la sostanza, insomma, per cui Farmaci rappresenta l’ennesima conferma di un artista in costante crescita, il cui talento è ancora fin troppo sottovalutato. Incontro Luca Milani nello stesso bar dove ci eravamo visti per la nostra precedente intervista. Siamo in un paesino della provincia di Milano, dove da qualche tempo è ritornato a vivere. Immerso nel verde, in una zona magari non bellissima ma tranquilla e serena, ideale per quattro chiacchiere in libertà, lontani dal caos cittadino e immersi in una vita che torna a rifiorire piano piano, dopo i mesi del lockdown.

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Studio Murena – Intervista

I N T E R V I S T A


Articolo di Cristiano Carenzi

Lo Studio Murena è un progetto nato da cinque ragazzi che dopo il conservatorio si sono messi a suonare jazz e ad un certo punto hanno deciso di coinvolgere anche Mc Carma, un rapper che potesse aggiungere delle parole sulle loro magiche note. Il gruppo ha avuto immediatamente ottimi riconoscimenti come la vittoria al Pending Lips Festival lo scorso anno. Negli ultimi mesi sono usciti due nuovi singoli Password e Arpa e Tamburo, entrambi caratterizzati da strumentali molto studiate e testi particolarmente conscious per questi tempi.

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Colapesce Dimartino: Quasi come una band

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini 

Facile dire che sia la Sicilia, il comune denominatore di questo progetto. Colapesce e Dimartino vengono da lì, sebbene originari di due province diverse (Siracusa il primo, Palermo il secondo), l’immaginario dei testi guarda tantissimo da quella parte, giocando con la geografia, il folklore e i personaggi celebri ad evocare un universo senza tempo, nonostante poi si parli anche parecchio di contemporaneità. E poi c’è Carmen Consoli, che dopo Battiato è probabilmente il volto più importante di una scena musicale vasta e importante, anche se spesso si tende a dimenticarlo.
Al di là di ogni connotazione geografica e culturale però, “I mortali” è soprattutto uno dei dischi più belli che siano usciti in Italia negli ultimi anni. E non poteva che essere altrimenti, visto che lo hanno scritto due artisti che, oggi come oggi, hanno ben pochi rivali quando si parla di rapporto tra cantautorato e dimensione Pop. Erano arrivati probabilmente all’apice del loro percorso: “Infedele” di Colapesce è stato un disco importante, che ne ha messo in mostra le doti in misura di gran lunga superiore a prima mentre “Afrodite”, grazie anche al sodalizio con Matteo Cantaluppi, ha alzato notevolmente le quotazioni di Dimartino. Adesso i due hanno unito le forze per realizzare un lavoro che non è solo la somma ideale delle rispettive proposte ma vuole proporsi come un vero e proprio terzo soggetto, quasi come se partecipassero alla Line up di una band che si è appena formata. Il tour nei teatri che aspettavamo con impazienza non c’è stato ma prima o poi ci ritroveremo di nuovo e allora cantare insieme questo canzoni sarà davvero bellissimo. Nel frattempo abbiamo raggiunto al telefono Antonio e Lorenzo che, disponibilissimi, ci hanno svelato diversi aspetti di questo lavoro a quattro mani.

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Associazione Ottavo Giorno: ovvero creare sintonia spontanea tra corpo e musica – intervista a Giorgio Gobbo

I N T E R V I S T A


Articolo curato da Luci

L’Associazione Ottavo Giorno nasce nel 1997 su iniziativa di Marina Giacometti ed altri artisti padovani. Il loro intento è di creare un luogo fuori dalle strutture canoniche dedicate alla disabilità dove sia possibile per tutti, indistintamente, incontrarsi e fare danza, fare teatro, insieme. Un posto speciale, in cui, “semplicemente”, considerare le persone come tali, invece di incasellarle nelle solite categorie prestabilite. Qui, grazie alla DanceAbility, una tecnica che, attraverso un percorso di ricerca sfrutta le abilità fisiche ed espressive individuali, è possibile danzare insieme, abili e disabili.
Con grande naturalezza, le cose si fanno insieme, ma senza il dovere di compierle in modo uguale agli altri. Ognuno partecipa per quello che è, e quindi la propria diversità diventa un valore aggiunto che arricchisce l’esperienza del gruppo. Alla musica, che nasce da improvvisazioni, coi movimenti di danza che ispirano la melodia e viceversa, è affidato un ruolo determinante.


Il cantante, chitarrista e compositore Giorgio Gobbo collabora con l’associazione da più di quindici anni. Lo abbiamo contattato per rivolgergli alcune domande a proposito di un’esperienza decisamente particolare…

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