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Interviste

Da Quagga – Kodak [anteprima video]

I N T E R V I S T A


Articolo di Giovanni Tamburino

Esce oggi in anteprima per Off Topic il videoclip di Kodak, il singolo della band veronese Da Quagga. Estratto da Bolla, ultimo disco del collettivo, il brano racconta la storia di un rullino ormai inutilizzato per l’avvento del digitale. Allo stesso modo, il tema della caducità, della perdita di una passione, di uno scopo, viene ripreso nel video dalla vicenda di un fotografo sommerso dalla routine.
Un altro passo avanti nella continua evoluzione e sperimentazione di questo collettivo, che per l’occasione ha risposto ad alcune nostre domande.

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Erica Mou – Nature: il ritorno alla musica con un album evocativo ed ispirato

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Il 10 settembre 2021 è uscito Nature e Off Topic ha scambiato qualche battuta con la cantante pugliese Erica Mou che ci ha raccontato del suo sesto lavoro in studio, dei progetti e della contagiosa voglia di futuro e di scoperta, sempre con sé nello zaino dell’essenziale.

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Michael Venturini – Il mondo degli adulti [anteprima + intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Claudia Losini

Michael Venturini è un cantautore influenzato dalle sonorità nostrane, americane e inglesi. Attivo da molti anni nella scena underground, si esibisce parecchio dal vivo sia in Italia con la sua prima band, The Albion, che soprattutto a Londra e in Australia, dove vive per 6 anni. Tornato a Roma poco prima della pandemia conosce Edoardo Elia e Luca Di Cataldo (Weird Bloom) che lo aiutano a produrre il suo debut-album Popolare fuori moda in uscita a novembre 2021. Lo abbiamo contattato per conoscere qualcosa in più della sua storia e di questo interessante esordio. Nel frattempo vi facciamo ascoltare in anteprima Il mondo degli adulti, il suo quarto singolo.

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Davide Rasetti: Non perdiamo la speranza

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Articolo di Luca Franceschini

Vent’anni appena e un’attività musicale lunga quasi tutta la vita, tra lo studio del pianoforte e la composizione, un’arte iniziata sin da bambino e alquanto inusuale per un musicista di formazione classica, soprattutto in Italia. Eppure, l’abruzzese Davide Rasetti è già al secondo disco, il primo interamente composto da brani autografi, dopo che l’esordio Zelmira, del 2019, conteneva anche rivisitazioni di lavori altrui. Dall’esterno, concepito e realizzato in pieno lockdown, come lui stesso ha raccontato, potrebbe già essere definito il disco della maturità, se non fosse per la giovane età del suo autore. Eppure, musica classica, Jazz, elettronica e suggestioni etniche si mischiano in un insieme sorprendentemente fluido, dove l’ampia solarità degli spazi e la notevole attenzione alle melodie rendono fruibile questo disco anche ad un pubblico meno preparato, che non frequenta abitualmente la musica “colta” o più semplicemente strumentale. Ed è dunque anche per questo che All’esterno potrebbe giocare un inatteso ruolo pedagogico, in un paese come il nostro dove i consumatori non si distinguono certo per l’ecclettismo dei loro ascolti.
Abbiamo raggiunto Davide in Olanda, dove si trova attualmente per completare i suoi studi, e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più su di lui e sulla sua ultima creatura.

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R.Y.F.: Tra chitarre acustiche e Drum Machine

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Articolo di Luca Franceschini

Francesca Morello arriva al terzo disco del progetto R.Y.F. operando un radicale cambio di pelle: la scarna semplicità acustica che caratterizzava l’esordio “Love Songs for Freaks & Dead Souls” e il successivo “Shameful Tomboy”, ha lasciato il posto ad un vestito più spesso, fatto di elettronica, Drum Machine, chitarre distorte ed una buona dose di oscurità Post Punk, sull’onda di artisti come Soft Moon e Peaches, ma anche un certo disagio danzereccio in stile Fever Ray.
“Everything Burns” è più o meno direttamente scaturito da “Tutto brucia”, l’opera teatrale dei Motus ispirata alla rilettura sartriana delle “Troiane” di Euripide, di cui Francesca ha curato gran parte della colonna sonora. “Cassandra” e “Pocket Full of Ashes”, due degli episodi più significativi del nuovo lavoro, sono nate da qui ma si sono poi trasformate, contribuendo a dare forma definitiva ad un lotto di canzoni che sono indubbiamente le cose migliori mai uscite sotto il monicker R.Y.F.
Quando la chiamo al telefono per farmi raccontare di più di questo disco, Francesca si trova a Roma, dove il cast di “Tutto brucia”, di cui anche lei fa parte, sta affrontando le prime rappresentazioni. Naturale dunque che il discorso prenda da qui il suo avvio.

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Barbarisms: Un italoamericano a Stoccolma

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Articolo di Luca Franceschini

I Barbarisms sono una band strana, almeno per quanto riguarda le loro origini: Nicholas Faraone, nipote di un immigrato italiano, è nato e ha vissuto a Brooklyn ma ha realizzato la sua vocazione musicale solo dopo essersi trasferito a Stoccolma, dove ha trovato in Robin af Ekenstam e in Tom Skantze dei partner perfetti per dare concretezza alla sua febbrile attività di songwriting. I Barbarisms hanno esordito nel 2014 con un disco omonimo che vantava una prestigiosa distribuzione Rough Trade e che pur mostrando un’impronta sonora fortemente debitrice dei Pavement, denotava già una scrittura matura e di alto livello, arricchita dalla spiccata personalità del loro uomo principale.
Ho avuto la fortuna di imbattermi in loro sin dagli inizi, quando grazie alla coraggiosa iniziativa dei ragazzi di Costello’s (non ricordo se all’epoca si chiamassero ancora Il cielo sotto Milano ma le persone coinvolte erano grosso modo quelle) vennero a fare un breve tour dalle nostre parti, esibendosi a Milano per la prima e unica volta nella loro carriera. Da allora è arrivato un deal con l’etichetta romana A Modest Proposal, per cui hanno pubblicato tre dischi, senza che mai l’asticella qualitativa si sia abbassata di un millimetro. L’ultimo di questi, Zugzwang, è uscito verso la fine dello scorso anno ed è il solito, bellissimo, disco dei Barbarisms: arrangiamenti scarni, melodie incisive, testi caratterizzati da immagini vivide e da un’ironia tagliente. Abbiamo raggiunto Nicholas Faraone per farci raccontare qualcosa di più di quest’ultimo lavoro e per capire se, pandemia permettendo, riusciranno finalmente a ripassare da noi…

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Cucineremo Ciambelle

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

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Articolo di E. Joshin Galani

Cucineremo Ciambelle è il gruppo che incontriamo nel batti 5 di oggi, quattro giovani musicisti con attitudini e  background musicali diversi da cui traggono la loro forza, formando un progetto molto strutturato. Hanno appena pubblicato il loro ultimo video, a presto il loro album autoprodotto, ecco 5 domande per conoscerli meglio…

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Sidi

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

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Articolo di E. Joshin Galani

Il protagonista di questo Batti 5 è Sidi: batterista, producer, fonde l’improvvisazione con patterns catturati da oggetti della quotidianità. La sua musica fonde sonorità elettroniche con le più autentiche riprese audio effettuate dalla natura e da strumenti di uso quotidiano, creando beat trip-hop e dark ambient con l’ausilio di sessioni ritmiche complesse montate su vari looper.

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Anna Arco – Una musica che ha a che fare con l’esperienza umana

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Articolo di Francesca Marchesini

Anna Berglund, in arte Anna Arco, è una produttrice, polistrumentista e cantante svedese che il 27 agosto ha rilasciato il suo secondo album all’interno di un progetto art pop cupo e intimo. In questa intervista, la Berglund racconta l’evoluzione della sua carriera musicale, cominciata per gioco all’età di appena sei anni per arrivare a studiare jazz al Royal College of Music di Stoccolma, e presenta la sua interpretazione di musica come di un riflesso dell’esperienza umana.

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