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Interviste

Giancarlo Erra – La magia è la combinazione che avviene quando un artista fa qualcosa che arriva a qualcun altro.

I N T E R V I S T A


Articolo di Arianna Mancini

Departure Tapes è la seconda opera solista di Giancarlo Erra, polistrumentista, produttore, artista visivo e fondatore della band capitolina Nosound. I “Nastri” si snodano in un percorso onirico, sei brani strumentali intessuti di una disarmante intensità tale da solcare l’anima, anche quella più vitrea, e confermano la duttilità di Erra nell’esplorazione, sondando i sentieri del suono.
L’album riflette un periodo oscuro e complicato dell’artista che ora vive nel Norfolk. Un viaggio iniziatico e di riconciliazione attraverso i suoi spostamenti fra il Regno Unito e l’Italia, dopo aver appreso della malattia terminale del padre, con cui aveva perso la quotidianità ed i rapporti da quando era un adolescente. La malattia è stata un nuovo punto d’incontro e di riavvicinamento per entrambi, quasi ormai sconosciuti l’uno all’altro; per portare bagliori di luce sulle macerie del passato. Abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrarlo virtualmente e di parlare con lui, ripercorrendo come in un insieme di scatti su pellicola, momenti di vita, di creazione e di progetti futuri.

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Claudia Buzzetti and the Hootenanny: Bergamo Country Rock

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

C’è un filone americano anche in Italia, sebbene la “roots music” di oltreoceano da noi sia poco frequentata e poco conosciuta, al di fuori dei soliti nomi giganteschi tipo Dylan, Springsteen, se va bene Neil Young, i quali vengono fruiti da un pubblico vasto ma che normalmente contestualizza e approfondisce poco.
La conseguenza è che quegli artisti che hanno fatto della cosiddetta “Americana” il territorio della loro vocazione, viaggiano su numeri bassi e suonano davanti ad un pubblico mediamente attempato.
Claudia Buzzetti è nata a Bergamo ma ha da sempre nel cuore gli ampi spazi del nuovo continente. Dopo aver deciso che non avrebbe fatto l’attrice, si è buttata anima e corpo nella musica e dopo una lunga gavetta è arrivata all’indispensabile traguardo del debutto discografico. 7 Years Crying, uscito a giugno per Edonè Dischi, la piccola etichetta legata all’omonimo locale bergamasco, è un Ep che parla il linguaggio del Country ma che incorpora al suo interno anche una discreta matrice rock. Lo ha registrato assieme agli Hootenanny, un gruppo di amici che da tempo gravitano attorno a lei, il cui membro più conosciuto è senza dubbio Luca Ferrari, batterista dei Verdena nonché del progetto Animatronic. Sarebbe però un errore accostarsi a questo lavoro solo per la presenza di un nome così importante: 7 Years Crying brilla di luce propria, merito di una scrittura di ottimo livello, ossequiosa al modello ma niente affatto di maniera, di una vocalità profonda ed espressiva e di arrangiamenti semplici ma funzionali a far risaltare le belle melodie di questi brani. Difficilmente se ne accorgeranno in molti, vista la situazione qui sopra delineata, ma ciò non toglie che Claudia sia un talento degno di essere scoperto.
L’abbiamo sentita al telefono per conoscerla meglio, farci raccontare qualcosa dei suoi inizi ed entrare maggiormente in queste sue prime composizioni.

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Guarda che musica. Dieci anni di RicPic tra foto, palchi e bellezza

I N T E R V I S T A


Articolo di Nadia Merlo Fiorillo

Riccardo Piccirillo sognava di diventare un chitarrista blues, però la vita aveva in serbo per lui ben altri traguardi. E infatti sul palco c’è salito centinaia di volte, ma per fotografarla la musica, non per suonarla. Il libro che ha appena pubblicato – Il silenzio che c’è fuori – celebra i primi dieci anni del fotografo di musica RicPic. Lo fa attraverso una selezione delle foto e dei ritratti più significativi scattati agli artisti di stanza a Napoli, chi passato in città per suonarci live, chi per mettersi in posa nello studio di Riccardo in via Costantinopoli.
Un libro – Il silenzio che c’è fuori – che non a caso ha forma e dimensioni di un vinile 33 giri, quasi a voler chiudere il cerchio con le intenzioni di quel ragazzo che, pur non diventando un chitarrista blues, è rimasto comunque nel solco della musica. E c’è rimasto con la sua presenza garbata, lo sguardo attento a catturare bellezza e una macchina fotografica sempre in mano. Qui la nostra chiacchierata.

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Bobo Rondelli: Il mio Cuore libero, tormentato e “topaina” dipendente

I N T E R V I S T A


Articolo di Marco “Barattistuta” Baratti

Sono ormai 28 anni che seguo Bobo Rondelli da quando nel ’93 ascoltai per la prima volta “Ho picchiato la testa”, un brano che mi ricordava a tratti gli hit di una band inglese anni ’80 che adoravo: gli Housemartins.
Ho consumato quel primo splendido album degli Ottavo Padiglione, che diventarono uno dei miei gruppi preferiti di sempre dopo averli visti dal vivo nel livornese durante le ferie estive, che restano da 50 anni un punto fermo dalle parti dello splendido golfo a me omonimo di Baratti.
In questi anni però non mi era mai capitato di intervistarlo per cui ho accolto con piacere l’invito di Off Topic Magazine e lunedì scorso ho fatto una simpatica chiacchierata telefonica con Bobo che stava rientrando in treno da Roma a Livorno dopo il live a Radio2 Social club. 22 telefonate interrotte ad ogni ingresso del treno in galleria.

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Venerus: Il mio tributo alla musica

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Che sia stato lanciato in orbita a fine 2018 da “Senza di me” di Gemitaiz, con il suo featuring che è indubbiamente la cosa migliore del brano, è abbastanza ininfluente, se non per un oggettivo discorso di numeri. Sin dai suoi primi singoli, confluiti poi nell’Ep “A che punto è la notte”, Venerus si è imposto nel panorama italiano come un’eccellenza assoluta. Si è formato musicalmente a Londra ma è poi tornato in patria, prima a Roma e adesso a Milano, città nella quale è cresciuto e dove attualmente vive. “Magica musica” arriva quasi contemporaneamente a “OBE”, il disco del suo produttore Mace, al quale ha dato un apporto più che consistente ed è, nella sua ora complessiva di durata, un disco che già vale una carriera. Neo Soul infarcito da una produzione moderna e da una scrittura personale e fortemente immaginifica, impreziosita da una serie eterogenea ed efficace di interventi, dai Calibro 35 a Gemitaiz, da Rkomi a Frah Quintale, solo per nominarne alcuni. Un disco così in Italia non ce l’avevamo ancora e potrebbe davvero rivelarsi decisivo nel spostare gli equilibri di una scena che, per quanto in questi ultimi anni abbia espresso grandi cose, sta rimanendo un po’ troppo uguale a se stessa.
Abbiamo raggiunto Venerus per telefono, alla vigilia della partenza del suo nuovo tour, 21 date che toccheranno in lungo e in largo la penisola e che in gran parte sono già sold out, a testimonianza dell’affetto che il suo pubblico nutre per lui, che oltretutto ha già dimostrato che cosa può combinare dal vivo. Qui di seguito il resoconto della nostra chiacchierata, breve ma non priva di spunti interessanti.

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Diletta

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

I Diletta sono un duo nato nel 2019 da un’idea di Jonathan Tupputi (voce e chitarra) e Andrea Rossini (tastiere e arrangiamenti), con  la collaborazione di Desirée Bargna ai cori e al violoncello. Il loro esordio è con l’ep Sacro Disordine prodotto da Luca Urbani (ex Soerba, con all’attivo collaborazioni fra cui Bluvertigo, Alice, Garbo e tanti altri). La loro musica è a metà tra l’indie-pop elettronico e il cantautorato più introspettivo.
Il loro ultimo singolo e video è Povera Città. Abbiamo fatto quattro chiacchere per saperne di più.

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Gian Maria Accusani – Il punto dove arriva la canzone è la riga dopo del racconto

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Articolo di Cinzia D’Agostino

Intervistare Gian Maria Accusani, fondatore degli indimenticabili Prozac+ e degli energici Sick Tamburo, gruppi che sono oramai un’icona della scena italiana più alternativa e punk, mi ha suscitato non poca emozione, quasi un turbamento per la spiazzante intimità che si è creata, un tenero e crudele ritorno al passato, un viaggio commovente e sinceramente pulito che mi ha trasmesso più di qualsiasi concerto visto nella vita. Credo che lo spettacolo che porterà in giro per l’Italia quest’estate “da grande farò il musicista”, vi susciterà emozioni molto simili e forse ancora più forti perché i racconti saranno accompagnati dalla sua splendida musica, interpretata in acustico con la chitarra e la voce, nulla più. Un raccoglimento intenso, catartico che forse la versione uscita il 4 Giugno de Il fiore per te credo incarni perfettamente.

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UAU il festival ~ le città visibili 2021

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Articolo di Lucia Dallabona

UAU ~ il festival d’illustrazione & cose belle sta per inaugurare la sesta edizione.
Abbiamo contattato il direttore artistico Andrea Arnoldi per farci anticipare gli aspetti più accattivanti dell’evento che avrà luogo il 25 26 27 Giugno presso il Parco Ermanno Olmi di Bergamo.

Intanto ci racconti come è ripresa la collaborazione col Baleno festival?
Ciao Lucia ~ è un piacere rispondere alla tue domande. Con i ragazzi di Baleno in realtà il rapporto non si è mai interrotto ~ loro infatti gestiscono le Officine Tantemani, un luogo di sperimentazione & creatività con cui durante l’anno UAU ha collaborato sia proponendo due workshop di illustrazione fuori festival (ideati & condotti da Elisa Macellari e Sarah Mazzetti) sia portando l’anteprima della mostra delle undici tavole originali che fanno da copertina all’ultimo album de il peso del corpo, che per l’occasione si è anche esibito in un concerto. Semplicemente nell’estate 2020 gli organizzatori di Baleno hanno preferito evitare il festival per questioni legate alla pandemia mentre UAU ha deciso di realizzarlo comunque, quindi l’anno scorso non abbiamo organizzato insieme l’evento. Ma nel 2021 torniamo alla carica con un’edizione ancora più ricca & meravigliosa!

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – Queen Of Saba

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Incontriamo i Queen of Saba (Lorenzo Battistel e Sara Santi), duo elettronico, di Venezia.
La loro musica si muove libera e creativa tra le influenze più disparate: alternative R&B, Reggae, Hip-Hop e Funky. Il loro è un sound soft elettronico crivellato di beat penetranti, accompagnati da una calda voce soul femminile.
Sono tra i fondatori della neonata etichetta indipendente La Colletta Dischi.

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