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Interviste

Giulio Casale – Potevo realizzare un disco acustico, elegante, ineccepibile, e invece ho bisogno di contraddizione [intervista]

Intervista di E. Joshin Galani

Si apre bene questo 2019, l’11 Gennaio è in uscita Inexorable, da VRec Music Label, quarto album solista per l’ex frontman degli Estra. Viene alla luce nella sua interezza, integrando il lavoro iniziato con l’Ep Cinque Anni del 2017. L’album contiene undici brani nella versione CD e tredici nella versione LP.
Prima di questa nuova uscita discografica, ho visto Giulio offrirsi nelle sue diverse anime. Un anno fa circa sul palco con il “Libera-mente” Tour, concerto accompagnato da Lorenzo Corti. Un viaggio musicale libero, senza scaletta, senza vincoli al proprio repertorio, sia raconteur che chansonnier. Una forma di intrattenimento spontanea, di teatro canzone
L’ho poi visto in primavera, nella sua veste teatrale, alla mostra “La musica dell’inchiostro” presso la Biblioteca Nazionale Braidense. Una riunione di diverse culture intrecciate dallo stesso ritmo: la performance calligrafica del maestro calligrafo Silvio Ferragina, Giulio Casale in un recitato tratto dall’Hamlet Suite di Carmelo Bene, Michele Rabbia a fare da tappeto sonoro con le sue percussioni.
Sono felice di aver ascoltato in anteprima questo album, dove le sensibilità e l’occhio attento di Giulio, ci accompagnano in undici episodi il cui sguardo cade sulla bellezza, sul tempo, il disincanto, spazi ironici e la sicurezza che chiude, con il ritorno a se stessi.
Con Giulio ho chiacchierato per entrare meglio in questo curato lavoro d’autore. Ecco la mia intervista.

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Batti 5: 5 domande in 5 minuti – The Pier

Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

Intervista di E. Joshin Galani

Seconda uscita discografica per The Pier, Dead Reckoning per la Kallax Record. Il gruppo, composto da Gabriele Terlizzi, Davide Pasculli e Danilo De Candia ci fanno entrare in ritmi pulsanti che alzano la soglia d’attenzione, sono esplosivi, trascinanti e prorompenti.
Mi piace imbattermi in dischi che non assomigliano a nessuno, dove è difficile descriverli musicalmente perché la sapienza con cui sono accostati stili e ritmi, ne crea uno nuovo, che non ha ancora nome. Uno shaker di suoni sapientemente dosati e accostati, la bellezza é che questo ritmo internazionale sia in realtà tutto italiano.
5 domande per conoscerli meglio…

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Manuel Agnelli: “Un disco solista? Boh, perchè no? Ma gli After non si sciolgono”

Articolo di E. Joshin Galani

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Elasi: C’è del bello ovunque. (Forse) anche nel Reggaeton. [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Intervistare un’artista che abbia all’attivo un solo brano potrebbe sembrare un’operazione velleitaria, se non addirittura superflua. In questo caso, di ragioni per farlo ce ne sono invece parecchie: Elisa Massara si è affacciata nel mondo musicale italiano con classe e decisione: “Benessere”, il suo primo e al momento unico singolo, arrivato ad ottobre dopo una campagna promozionale sui Social ben studiata e accattivante, è stato come una boccata di aria fresca. Una base elettronica di spensierata tamarraggine, ritmi latini e melodie vocali irresistibili, il tutto impastato con una ricercatezza musicale che denota come dietro questo progetto ci sia molto di più di un canonico divertissement di stampo Pop.
Aggiungiamoci un video colorato e divertente, con l’invenzione di Ben Fatto, un simpatico personaggio che possiede anche un suo profilo Instagram e con cui è possibile interagire (per chi volesse scrivergli qualcosa l’account è ben_fatto), si capirà perché un progetto come Elasi, tra gli ultimi ingressi nella sempre prolifica scuderia Costello’s, vada tenuto d’occhio sin dall’inizio.
Siamo a Milano, zona Porta Venezia, Elisa abita poco distante. Ci siamo visti con l’idea di fare un aperitivo ma poi avevamo fame e ci siamo mangiati una pizza. Essendo entrambi fissati con la musica (e non sarebbe potuto essere altrimenti) si è parlato di tutto, dal Club to Club da poco trascorso, a Lorde, fino al nuovo disco di Salmo, che usciva proprio quel giorno lì. In mezzo, parecchie cose interessanti su di lei e sulla sua carriera appena cominciata e così promettente…

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Willie Peyote: Abbiamo bisogno di reimparare l’empatia [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Quest’estate ho visto parecchi concerti ma i due di Willie Peyote occupano un posto speciale nella mia personale classifica. Il rapper torinese, vero nome Guglielmo Bruno, è arrivato alla maturità artistica e alla consacrazione commerciale con “Sindrome di Toret”, uscito lo scorso autunno e delle mille e più voci all’interno del panorama Hip Pop nostrano, la sua è indubbiamente tra le più interessanti. Ricchissimo a livello musicale, con uno spettro di influenze che pesca molto dal Neo Soul e dalla Black Music in generale, profondo e mai banale nei testi, con argomenti importanti affrontati però sempre con una certa leggerezza; per finire, un tiro pazzesco dal vivo, grazie ad una band bravissima e rodata, che garantisce esibizioni frenetiche dove stare fermi è praticamente impossibile. Il 23 novembre è partita l’ultima serie di date che chiuderanno il ciclo di “Sindrome di Toret” per aprirne un altro, si spera ancora più fortunato. Qualche giorno prima ho raggiunto Guglielmo per telefono, in una pausa tra le prove e i lavori di allestimento scenico e mi sono fatto raccontare un po’ quello che è successo quest’estate, cosa succederà da qui a gennaio, oltre che qualche riflessione sull’attualità e il valore di certe sue canzoni. Nel frattempo guardatevi le date e scegliete quella più vicina a voi…

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Camilla Barbarito: musica e sentimenti popolari [intervista]

Articolo di Eleonora Montesanti

Ho incontrato Camilla in un caldo pomeriggio d’autunno in un parco di Milano, tra le Colonne di San Lorenzo e la Darsena. Nei giorni precedenti ho ascoltato molto il suo disco, Sentimento Popolare, e avevo la necessità di trasformare questo ascolto in un’esperienza totalizzante, entrando nell’universo di Camilla anche attraverso i suoi racconti.
Ne è uscita un’intervista densa e ricchissima di storie magnifiche e riflessioni importanti.
Da leggere tutta d’un fiato!

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dellacasa maldive: dalla mia cameretta ad un pontile di Genova [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Riccardo Dellacasa non è un nome nuovo, per chi bazzica da tempo l’ambiente dell’underground italiano. Già bassista dei Wemen e poi in forza alla live band di Verano (il progetto di Anna Viganò, ex Officina della camomilla), il polistrumentista varesino ha iniziato da diverso tempo a comporre canzoni da solo. È passato dall’inglese all’italiano, ha trovato i componenti giusti e ha creato dellacasa maldive, un monicker che unisce la suggestione semantica del suo cognome all’immaginario esotico di un luogo che ha da sempre rappresentato la fuga dal caos informe della realtà quotidiana.
Per il momento sono usciti solo due singoli, “Genova” e “Davide”, ma la freschezza retro del loro sound e la bellezza cristallina delle melodie sono state sufficienti a farmi innamorare di questo progetto. Così, qualche giorno prima di testarne la resa dal vivo all’Ohibò di Milano (occasione privilegiata per ascoltare qualche altro pezzo), ho raggiunto al telefono Riccardo che, in procinto di recarsi alle prove, mi ha raccontato qualche interessante retroscena degli inizi e mi ha svelato cosa succederà in futuro.

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Aspettando Que Bom – Intervista ad Antonietta Santacroce (Festival d’Autunno)

Intervista di Iolanda Raffaele

In occasione dell’ultimo evento del Festival d’Autunno che vedrà sul palco del Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro il giorno 8 novembre Stefano Bollani, Off Topic ha rivolto qualche domanda al direttore artistico Antonietta Santacroce.

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Giorgio Canali – Non morirò perché sono immortale… [intervista]

Intervista di Cinzia D’Agostino

Arriviamo in Latteria Molloy a Brescia in una serata umida con l’acqua appesa al cielo. Non scende una goccia da mesi, ci voleva Giorgio con le sue 11 canzoni di merda con la pioggia dentro per far piovere finalmente! E fanculo le scarpe nuove.
Ci accolgono i ragazzi della Latteria sempre disponibili e gentilissimi; uno di loro ci accompagna su ai camerini, ci chiede di attendere perché deve andare ad avvisare Giorgio che, dopo un attimo, sbuca di lato dalla porta e con il suo ghigno inconfondibile esordisce con un “ma quanto siete brutti?” (risata generale).
Eccolo qua in tutto il suo splendore, ci salutiamo e ci fa subito notare i capelli e la nuova tonalità di biondo. Sì, è davvero ringiovanito e trasmette una bella energia
. Intanto entriamo nel camerino-appartamento della Latteria, Marco e Stewie sono sul divano in relax, noi ci sediamo al tavolo con Giorgio che ci offre un buon bicchiere di Valpolicella. Introduco l’intervista con un confidenziale “Maledetto! Hai fatto un disco della Madonna” Lui: “lo so”.
Va beh, adesso partiamo con le domande “serie”…

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