Recensioni

Gli Scordati di Joe – Vol. 11

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì 

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Les Enfants – Isole (UMA Records, 2017)

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Articolo di Giovanni Carfì

Scegliete quattro colori, uno a testa; ora usateli per esprimere voi stessi, ma usando la stessa tela. Loro sono i Les Enfants, in una visione astratta, ma neanche così lontana dalla realtà.
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Gli Scordati di Joe – Vol. 10

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì 

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Slowtide – Alaska (Prismopaco Records, 2017)

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Articolo di Luca Franceschini

Se mai in futuro mi capiterà di intervistare questi Slowtide, non mancherò certo di chiedere loro come mai, in un mondo zeppo di band emergenti fino alla saturazione, abbiano avuto la bella pensata di scegliersi un nome semanticamente e foneticamente così vicino a quello di uno dei più grandi act della scena indipendente internazionale. Immagino che sia stato perché la parola in sé evocava suggestioni che i cinque avevano voglia di trasmettere. E poi, diciamolo, non è lo Shoegaze il genere che i nostri vogliono esplorare, quindi direi che non c’è il rischio di fare confusione, a patto ovviamente che si stia attenti.
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Mark Lanegan – Gargoyle (Heavenly Recordings, 2017)

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Articolo di Luca Franceschini.

Recensire oggi un disco di Mark Lanegan è impresa da una parte difficilissima e dall’altra oltremodo semplice. Difficilissima perché c’è tutto il peso del suo passato, dapprima con gli Screaming Trees, poi con i primi capolavori da solista, ancora con i dischi assieme ad Isobel Campbell, a Duke Garwood e a tutte le altre collaborazioni che ha realizzato in tutti questi anni; Mark Lanegan come monumento vivente, insomma.
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Gli Scordati di Joe – Vol. 9

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì 

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Ryuichi Sakamoto – Async (Milan Records, 2017)

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Articolo di Savino Di Muro

A otto anni di  distanza da “Out Of Noise (2009), suo ultimo album solista, esce per l’etichetta Milan RecordsAsynch”, del compositore giapponese Ryuichi Sakamoto. E’ il primo lavoro in studio da “Three” del 2012, scritto assieme a Jacques Morelenbaum e Judy Kang, senza dimenticare la colonna sonora del film “The Revenant” di Alejandro González Inarritu, composto con l’aiuto di Alva Noto e Bryce Dessner dei The National.

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