Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Categoria

Recensioni

Kings of Leon – When You See Yourself (RCA Records/Sony Music, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Il ritorno in grande stile per il progetto Kings of Leon con il loro attesissimo ottavo album, i fan si aspettano un ennesimo capolavoro dopo il grande successo del precedente Walls nel 2016. A distanza di quattro lunghi anni, dove oltre alla pandemia mondiale, la band ha ampliato il suo sound per composizioni più personali e mature. Il nuovo When You See Yourself per l’etichetta RCA Records è il capitolo più importante che segna la loro evoluzione interiore, l’attenzione viene rivolta su una tematica importante come la condizione dei lavoratori nel mondo dello spettacolo. Infatti i ragazzi di Franklin hanno messo su una campagna crowfounding per dare l’anteprima del disco solo a pochi fortunati e ricavare una raccolta fondi, per aiutare questo settore colpito duramente. Caleb Followill cantante e frontman del gruppo, ha espresso il suo pensiero sul grande lavoro che c’è stato sotto le 11 tracce che compongono questa perla. Il risultato è qualcosa di sicuro e preciso, con un grande studio fatto di piccoli dettagli per un sound energico e molto analogico. Le loro influenze maggiori si sposano con band storiche del calibro di Pink Floyd e Beatles, infatti la strumentazione rispecchia quel periodo e sembra proprio suonare come un album anni 70. Nei testi c’è una buona dose d’intimità e molti riferimenti alla vita personale. Con i primi due singoli ascoltiamo subito il marchio di fabbrica unico a tinte indie rock del progetto, che ha catturato l’attenzione del pubblico di tutto il mondo. 

Continua a leggere “Kings of Leon – When You See Yourself (RCA Records/Sony Music, 2021)”

False Heads – It’s All There But You’re Dreaming (Lovers Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Trentaquattromila followers sono un bel biglietto da visita per una band che sforna il suo album di debutto in un periodo in cui è impossibile andare in tour per promuoverlo e, d’altro canto, forse è anche il momento migliore per essere artisti emergenti: ormai gli album si possono produrre in casa senza troppi problemi, lo fa anche Sir Paul, basta avere gli strumenti musicali, un amplificatore e un software di quelli accessibili a tutti, e per la distribuzione si può anche fare a meno delle major, si pubblica il pezzo sui social e sulle piattaforme di streaming ed il gioco è fatto. Non a caso Instagram si sta rivelando un ottimo alleato nella ricerca di nuova musica da ascoltare, non devo neanche sforzarmi più tanto, merito degli algoritmi che ti entrano nel cervello e già sanno che roba ti piace… Così è stato per i False Heads, trio punkrock londinese composto da Luke Griffiths alla chitarra e voce, Jake Elliott al basso e Barney Nash alla batteria.

Continua a leggere “False Heads – It’s All There But You’re Dreaming (Lovers Music, 2020)”

Steven Wilson – The Future Bites (Caroline International/Universal, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Narcisismo, social network, shopping compulsivo, ego, consumismo, tecnologia sono le parole chiave di The Future Bites, sesto album solista del polistrumentista britannico Steven Wilson uscito lo scorso 29 Gennaio.
Chi conosce il percorso creativo di Steven può restarne destabilizzato o incantato. Questa sua nuova incarnazione lo vede spogliarsi totalmente dagli abiti natii sonori prog per vestire un sound più pop elettronico. È però inconfutabile che, per chi ha avuto modo di seguirlo, eclettismo, versatilità e metamorfosi siano i tratti distintivi del suo DNA in continua mutazione e ricerca. Membro e fondatore dei Porcupine Tree, gruppo rock-progressive nato inizialmente come one-man band sul finire degli anni Ottanta e attivo fino al 2010 con 10 “signori” album studio, ha preso anche parte in diversi side-project come i No-Man, i Blackfield, gli Storm Corrosion, i Bass Communion, gli I.E.M. in cui ha fluttuato fra krautrock sperimentale, art rock, psychedelic folk, drone-ambient, e dream pop. Come se non bastasse ha parallelamente eseguito la rimasterizzazione di pietre miliari dei King Crimson, Jethro Tull e Yes, iniziando nel 2008 la sua carriera da solista che ci conduce oggi a The Future Bites.

Continua a leggere “Steven Wilson – The Future Bites (Caroline International/Universal, 2021)”

Hitra – Transparence (AMP Music & Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Una curiosa manipolazione narrativa è alla base di questo disco in cui il gruppo in questione, Hitra, prende il nome dall’omonima isola situata nella parte centro-occidentale della Norvegia. Potremmo affermare che l’intera opera sonora – Transparenceè un’eterotopia focalizzata sulle città, non solo quelle esistenti ma anche in tutte le altre frutto di ideazioni fantastiche, utopistiche e letterarie. Si tratta di architetture nate dai racconti delle Mille e una notte come Lebtit e Labtayt o a progetti abitativi parigini come La città dei poeti (che è pure il titolo di un romanzo fantastico di Daniel Abraham). Anche quando gli agglomerati urbani sono realmente esistenti ci si riferisce a luoghi esotici, indonesiani come Sêtu o a villaggi semi-sperduti come Sandstadt, situato nella stessa Hitra. Si tratta quindi di non-luoghi, o meglio di luoghi dove il presente si riassorbe e si collega ad un’interiorità nascosta, una dimensione sacra e privilegiata in cui il Tempo abituale rallenta e si dissolve. Gli autori di tutta questa creazione musicale sono un quartetto italo-nordico in cui, accanto al nostro pianista Alessandro Sgobbio, suonano il chitarrista islandese Hilmar Jensson, il bassista Jo berger Myhre e il batterista Øyvind Skarbø, questi ultimi entrambi norvegesi.

Continua a leggere “Hitra – Transparence (AMP Music & Records, 2021)”

Ruben Minuto – The Larsen’s Session – Live in studio (Delta Promotion, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Ruben Minuto, poliedrico Artista milanese, classe 1970, dopo la bella prova di Think Of Paradise, che purtroppo la recente e infausta pandemia gli ha impedito di presentare in tour, ha pensato di dare alla luce un album live realizzato in studio in presa diretta senza sovraincisioni, composto da dieci brani tre dei quali sono cover e sette provengono dai precedenti tre album editi a suo nome. Lavoro di bellezza ed eleganza rare in cui Ruben, come un fine cesellatore, sfoggia estrema accuratezza dei particolari, aiutato in questo anche dall’amico Luca Andrea Crippa con cui ha instaurato un sodalizio artistico duraturo e dai risultati eccellenti.

Continua a leggere “Ruben Minuto – The Larsen’s Session – Live in studio (Delta Promotion, 2021)”

L’Ultimo concerto? evento live, sabato 27 febbraio 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Stefania D’Egidio

Ci sarà un ultimo concerto o c’è già stato? è il dubbio che attanaglia gli operatori del settore da un anno a questa parte, lasciati dalla nostra classe politica in balia della cattiva sorte, tra promesse disattese di aiuti economici e false speranze di riapertura: l’ennesima dimostrazione che, in Italia, il settore cultura e spettacolo, pur dando da mangiare a migliaia di persone, tra musicisti, tecnici e maestranze varie, sia l’ultima ruota del carro, non una risorsa da cullare e proteggere, bensì un problema da ignorare.
Dopo mesi passati a cercare termometri a infrarossi e dispenser per igienizzanti, sanificazioni selvagge che manco dopo Chernobyl, dopo settimane a scervellarsi su come distanziare le persone, ecco arrivare in autunno il coprifuoco, che costringe gli artisti a esibirsi in orario di aperitivo; giusto il tempo di vedere iniziare il JazzMi e subito un nuovo stop forzato. Cartellino rosso per tutti, buoni e cattivi, live club, cinema, teatri e musei.

Continua a leggere “L’Ultimo concerto? evento live, sabato 27 febbraio 2021”

Richard Barbieri – Under A Spell (Kscope, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

È passato molto tempo dalla fine dell’avventura dei Japan, all’incirca una quarantina d’anni. Tutti gli elementi del gruppo, da allora, hanno avuto un’evoluzione musicale interessante, primo fra tutti l’eclettico David Sylvian. Purtroppo la morte prematura del bassista Mick Karn ha impedito a quest’ultimo di continuare la propria carriera artistica. Richard Barbieri invece, arrivato al sessantaquattresimo anno di età, è passato attraverso molteplici esperienze culminate sia come solista e sia come membro dei Porcupine Tree, una delle rock band più affascinanti e sperimentali di questi ultimi decenni. La matrice di base di Barbieri è rimasta in qualche modo legata tanto all’impronta elettronica quanto a quella particolare chimica sonora che aveva segnato l’esperienza Japan, cioè un tappeto armonico-ritmico su cui voci e strumenti solisti si connettono intimamente realizzando un amalgama rarefatto e sognante, omogeneo nella forma, senza brusche sterzate verso dissonanze inaspettate. Proprio questa uniformità d’intenti è ciò che caratterizza il quarto lavoro solista di Barbieri, Under A Spell.

Continua a leggere “Richard Barbieri – Under A Spell (Kscope, 2021)”

Balthazar – Sand (Play It Again Sam, 2021)

R E C E N S I O N E


You were patient, while in the water I hid,
Until I started drowning in it

(Balthazar, You Won’t Come Around, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

Attesa ed irrequietezza, ecco cosa rappresenta l’Humunculus Loxodontus (scultura di Margriet Van Breevort) ritratto sulla copertina di Sand, nuovo album dei Balthazar in cui proprio l’incapacità di vivere il momento vuole essere il tema centrale. Si tratta del quinto lavoro in studio della band belga e il secondo LP pubblicato dopo la “pausa creativa” che il gruppo si prese fra il 2015 e il 2018. Con Sand viene riconfermato quel sound alt-pop contaminato da disco e R&B che si era incontrato nell’album precedente Fever; come per l’LP uscito nel 2019, i progetti paralleli di Marteen Devoldere (Warhaus) e Jinte Deprez (J. Bernardt), entrambi voce e testi per la band, risultano particolarmente influenti e Sand si allontana sempre più dal clima indie-rock dei primi lavori.

Continua a leggere “Balthazar – Sand (Play It Again Sam, 2021)”

Glitterer – Life Is Not a Lesson (Anti Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Sotto le vesti geniali del progetto Glitterer c’è il carismatico Ned Russin, artista eccellente dal grande gusto sonoro che va sopra le righe. Questa creatura nasce a New York, il nucleo centrale americano nel 2018. Dopo una grande parentesi dei Title Fight, progetto molto interessante alternative/emo rock dove Ned era bassista e cantante, i viaggi sperimentali prendono forma con il primo mini ep Not Glitterer, seguiti dal primo full lenght Looking Through The Shades del 2019. Accumulando un discreto successo, su un pubblico attento al genere. In questa nuova opera Life Is Not a Lesson per l’etichetta Anti-Records, il musicista dal punto di vista dei testi, inserisce tematiche molto più precise e delicate. Nelle strutture dei brani il sound è corposo, con una batteria più spaziosa e di larghe vedute, le chitarre risultano più aggressive e tendono al punk melodico stile Guided By Voices, altra band storica americana.
Il tema principale del disco è il desiderio, alla ricerca di una forma più naturale, per rassicurare una grande certezza interiore.

Continua a leggere “Glitterer – Life Is Not a Lesson (Anti Records, 2021)”

WordPress.com.

Su ↑