Recensioni

Courtney Barnett – Tell Me How You Really Feel (Milk! Records, 2018)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Tell Me How You Really Feel è il secondo album di Courtney Barnett, uscito a tre anni di distanza dal tanto acclamato Sometimes I Sit And Think, Sometimes I Just Sit, considerato dalla critica tra i migliori album di debutto dell’anno; tra il 2015 e oggi solo una collaborazione con Kurt Vile.

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James and the Butcher – Plastic Fantastic (Rnc Music, 2017)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Qualche giorno fa mi è passato sotto mano l’album di debutto dei James and the Butcher, Plastic Fantastic, uscito nel 2017 per la casa discografica Rnc Music.
Il trio italiano è composto da James Dini alla voce, Giorgio Corna alla batteria e al piano e synth il Macellaio (The Butcher, appunto), personaggio ignoto che compare in foto e nei video con il volto mascherato. Una band dal forte sapore internazionale, che vanta nel suo curriculum già diverse esibizioni all’estero, abilissimo nel combinare vari generi musicali, dall’elettrorock al rap, dal funk al hardcore; il disco va ascoltato con molta attenzione perché non si riesce mai a capire che piega prenderà ogni singola traccia, che inizia in un modo e finisce sorprendentemente in un altro.

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Moby – Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt (Little Idiot, 2018)

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Articolo di Ylenia Pepe

La musica di Moby è stata sicuramente una di quelle che più ci ha fatto sognare e viaggiare negli anni ’90 e agli inizi del nuovo millennio; basti pensare ai suoni sensuali e delicati di “Natural Blues”; la malinconia è sempre alle porte quando si riascoltano pezzi simili ma Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt ci riporta indietro in quegli anni e nella bellezza di quei ritmi che allettavano il nostro spirito e non lo ferivano così tanto come invece accade adesso nell’era di Trump: questo è il messaggio che l’artista ci lancia già dal titolo che è stato tratto da una frase di una novella di Kurt Vonnegut.

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Ash – Islands (Infectious Music, 2018)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Islands è l’ottavo album in studio del gruppo nord irlandese Ash, nato a tre anni di distanza da Kablammo! per l’etichetta Infectious Music e prodotto dallo stesso Tim Wheeler, cantante e chitarrista della band.
Dodici tracce, una più bella dell’altra, in cui il trio, composto oltre che da Tim anche da Mark Hamilton al basso e Rick McMurray alla batteria, riesce a combinare con grande maestria punk e britpop, suoni ruvidi e melodie leggere.

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Gli Scordati di Joe – Vol. 25

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

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Alberto Cantone – Breve danzò il Novecento (La Luna e i Falò, 2018)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Trevigiano, classe 1966, giunto al quarto disco della sua ormai trentennale carriera musicale il cui primo lavoro solista risale al 2005, Alberto Cantone non è solo un valido cantautore ma anche conduttore radiofonico, produttore di giovani talenti e operatore culturale. Breve danzò il Novecento è un concept album dedicato al secolo appena trascorso, il cosiddetto “secolo breve”, che secondo lo storico britannico Eric Hobsbawn iniziò nel 1914 con l’attentato di Sarajevo, evento scatenante della Prima Guerra Mondiale, e terminò nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino.

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Eloisa Atti – Edges (Cose Sonore / Alman Music, 2018)

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Articolo di Andrea Furlan

“Siamo fatti della stessa sostanza sogni e la nostra piccola vita è circondata dal sonno.” (William Shakespeare, La Tempesta, Atto IV)

L’immagine di copertina, tratta dal ciclo Le sognatrici della designer Paola Cassano, è la chiave d’accesso al mondo fantastico di Eloisa Atti, cantante e musicista bolognese, qui ritratta sullo sfondo di un cielo stellato, intenta a suonare con gli occhi chiusi la concertina, evocativa rappresentazione dell’universo sonoro suggestivo e intrigante che stiamo per scoprire. Il sogno è lo strappo nella tela del reale, il luogo delle infinite possibilità che la musica, arte impalpabile per sua natura, riesce a cogliere e tradurre nel variopinto intreccio di generi e sensibilità. Una sognatrice, come lei stessa si definisce, che ha realizzato il proprio sogno americano utilizzando i materiali offerti da country, jazz, blues e gli stilemi del pop più raffinato ed elegante secondo una prospettiva melodica tutta italiana.

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