Recensioni

One Dimensional Man @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – 20 aprile 2017

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Andrea Caristo

Pierpaolo Capovilla ha deciso di ridare vita ai suoi One Dimensional Man, la sua prima creatura musicale, col suo monicker particolare ispirato agli scritti di Herbert Marcuse, sei anni dopo l’ultimo disco “A better man”. Il gruppo aveva vissuto il suo momento di grazia nella seconda metà degli anni Novanta ma era poi stato inizialmente accantonato alla luce del successo ottenuto dal Teatro degli Orrori.
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Le Luci della Centrale Elettrica – Terra (La Tempesta, 2017)

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Articolo di Giovanni Tamburino

«Possiamo crescere ma ricordare per sempre
La tua piccola cicatrice a forma di fulmine
Poi continuare a vivere e non avere niente da perdere»

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Colombre @ Ohibò, Milano – 15 aprile 2017

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Articolo di Luca Franceschini

Nei suoi scritti Buzzati ha parlato sempre e solo della stessa cosa: il senso della vita, se anche c’è, è precluso agli uomini. La felicità esiste, certo; esiste quella circostanza fortuita, quel volto amico, quell’oggetto, quel luogo nascosto, che te la potrebbe garantire. Ma l’uomo, qualunque uomo, non lo scoprirà mai. Troppo distratto, troppo perso nelle sue sterili preoccupazioni quotidiane, eccessivamente noncurante. E così spreca la vita, parafrasando il finale di “Uno ti aspetta”, uno dei suoi scritti più affascinanti.

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Gli Scordati di Joe – Vol. 7

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

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Steve Jansen – The extinct suite (Steve Jansen productions, 2017)

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Articolo di Savino Di Muro

A distanza di un anno  da “Tender Extinction”,  esce  “The Extinct Suite”, terzo album solista di Steve Jansen.The Extinct Suite” non è un remix ma un rifacimento, in chiave decisamente ambient, in un’unica suite, del disco precedente. Steve Jansen  reinterpreta gli elementi più ambientali e orchestrali di “Tender Extinction”, tessendoli insieme con pezzi aggiuntivi per creare una suite  strumentale della durata di oltre 55 minuti.

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Il Diluvio – Il diluvio (Autoproduzione, 2017)

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Articolo di Giovanni Carfì

Lavoro d’esordio per la band bresciana, composta da Omar Khrisat (chitarra folk), Simone Bettinzoli (chitarra elettrica e voce), Alessandro Serioli (tastiera e voce) e in ultimo dietro le pelli, Pier Bassini.

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Umberto Maria Giardini – Futuro proximo (La Tempesta Dischi, 2017)

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Articolo di Eleonora Montesanti

Quando mi capita di cercare un esempio per parlare di un artista dall’identità solida mi viene sempre in mente Umberto Maria Giardini. Fin dai tempi in cui era Moltheni, il cantautore toscano non ha mai avuto nessun dubbio nel mostrare il proprio stile. La certezza della propria identità artistica, infatti, è il punto più forte ed evidente della poetica di Umberto Maria Giardini, ma il suo potere evocativo, il suo Talento con la T maiuscola, è quello di circumnavigarla, renderla elastica e mai uguale a se stessa.
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