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Asher Gamedze – Dialectic Soul (On The Corner, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Apparentemente è difficile scrivere di un lavoro musicale realizzato da un batterista, soprattutto perché non è molto consueto che un batterista realizzi un disco, anziché mettersi a rimorchio di pianisti, saxofonisti, trombonisti e chitarristi. In realtà scrivere di Asher Gamedze e del suo Dialectic Soul, non è affatto difficile semplicemente perché si tratta di un gran bel disco, dove la batteria non ha  un ruolo preponderante (ma si sa i batteristi soffrono di egocentrismo in misura molto minore degli altri strumentisti), poi perché alla batteria è dato il ruolo del controcanto (quello della libertà dell’anima africana) e per una volta la parte del cattivo la fa proprio il sax, strumento venerato e venerabile nel jazz, che qui riveste il ruolo simbolico delle interferenze colonialiste.

Ph. Elijah Ndoumbè

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The Pretenders – Hate For Sale (BMG, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Correva l’anno 1978 quando si formò il gruppo anglo-statunitense The Pretenders. Chrissie Hynde, allora giornalista per la rivista musicale NME, aveva già tentato l’avventura con altri due gruppi che avevano avuto vita breve. Il successo arriva per la nuova formazione già nel ’79 con il primo album omonimo e si consolida nel ’82 con il secondo, poi la cattiva sorte si abbatte su di loro e perdono due membri per overdose; la Hynde non si dà per vinta, recupera un altro chitarrista, un bassista e va avanti per la sua strada, sfornando prima Learning to Crawl, nel ’84, poi un paio di singoli di successo, frutto della collaborazione con il gruppo reggae UB40. Nel ’86 la svolta pop con Get Close, non molto apprezzata dai fans storici, nonostante la bellissima Don’t Get me Wrong, il singolo che mi fece innamorare del gruppo quando ero appena una ragazzina che passava i pomeriggi davanti a una piccola radio Grunding, in attesa dei suoi idoli. Che ne possono sapere i Millennials di quando cercavamo disperatamente di registrare su nastro le canzoni, sperando che gli speakers non ci parlassero sopra? Altri tempi…

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Mulatu Astatke & Black Jesus Experience – To Know Without Knowing (Agogo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

L’ethio jazz è vero jazz? Potrebbe essere, forse sì, forse no, forse ma poco importa, meglio ascoltare, come sarebbe meglio bere un bicchiere di vino prima di curarsi di cosa ci sia scritto sull’etichetta. Certo se poi si vuole fare una bella figura, bisogna ricordare che l’ethio jazz mette insieme al jazz anche groove, rock, rap, hip-hop, funk, musica tradizionale africana e magari anche dell’altro. Ma ora che lo sappiamo, sembra persino inutile saperlo, poiché è sempre l’atto dell’ascolto a decretare se la musica valga o valga poco. Qualcuno dice che si tratti delle emozioni che trasmette; sono d’accordo solo se ci si intende sul termine di “emozioni”, che non possono essere solo quelle istintuali, ma piuttosto quel complesso di input, formati da echi della memoria, evocazioni, pensieri strutturati e anche ragionamenti, se vogliamo.

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DMA’S – The Glow (Infectious Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

E se potessimo trasportare un genere musicale da un continente all’altro e per un momento sognare? Poter prendere per mano il britpop e fare il giro del mondo (e un discreto salto in avanti nel tempo) per arrivare in Australia e scoprire che le origini possono rivivere pur non rimanendo entro i confini. Succede che James Cook (esploratore inglese) ci aveva visto giusto nel navigare fino a vedere le terre del continente oceanico in tutto il suo splendore e, centinaia di anni dopo, la storia si ripete a livello musicale.

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77a Mostra del Cinema di Venezia – 02/12 settembre 2020

C I N E M A

 

Articolo di Stefania D’Egidio


Sarà per forza di cose un’edizione diversa dal solito la 77a  Mostra del Cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre.
Le misure di prevenzione della diffusione del Sars-Cov-2 hanno reso necessaria una riduzione del numero complessivo dei film della selezione ufficiale, benché siano state confermate le sezioni Venezia 77, Orizzonti, Fuori Concorso e Biennale Collage Cinema.

Cate Blanchett Presidente di Giuria

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Marco Manzella – Le mie cose (LaPOP/Freecom, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

Il disordine delle cose si sono affacciati per pochi anni nel panorama musicale italiano, ma gli hanno dato un contributo importante, con tre dischi bellissimi tra 2009 e 2014, che hanno provato ad operare una sintesi tra la tradizione italiana ed il più ampio contesto internazionale, cosa abbastanza inusuale ai tempi, con un album registrato in Islanda, un altro in Scozia e collaborazioni con svariati nomi importanti tra cui i Belle And Sebastian. Non hanno mai goduto di grande visibilità, osannati più dalla critica che dal pubblico, ma a modo loro un ruolo lo hanno avuto, all’interno di una intensa stagione creativa dove il cosiddetto Indie italiano recitava ancora la parte dell’outsider.

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Giulia Damico – Spherical perceptions (Play & Oracle Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non credo che Giulia Damico abbia scelto a caso di aprire il suo album d’esordio, Spherical Perceptions (sottotitolo “Homage to Thelonius S. Monk”), con Monk’s Dream. Innanzitutto perché il lavoro è strutturato su brani del grande pianista e compositore statunitense, ma soprattutto perché Monk’s Dream, se non è un manifesto artistico della poetica musicale del grande jazzista, è certamente una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara: “I dreamed of a life that was pure and true/I dreamed of a job only I could do./ One man beside me, we’d be a team,/Man, that was a dream./I knew it was music I had to play/I dreamed when I played, I would play my way…”

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Pop Smoke – Shoot For The Stars Aim For The Moon (Victor Victor Worldwide, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Venerdì 3 Giugno è uscito il disco postumo del rapper new yorkese Pop Smoke. Giunto alle orecchie di tutti con le hit Dior e Welcome to the party e poi sempre più al centro della scena per via dell’amicizia con Travis Scott dalla quale è nata Gatti, il 7 febbraio 2020 esce il suo secondo album Meet the Woo 2 che lo conferma il simbolo della nuova scena drill. Solo una settimana dopo, mentre si sta godendo il successo in una villa di Beverly Hills viene ammazzato a colpi di pistola da un gruppo di 4 ragazzi mascherati (che sono stati trovati e imprigionati giusto pochi giorni fa) a soli 20 anni.

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Samuele Strufaldi, Tommaso Rosati – Profondo (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Il tema del viaggio è certamente uno dei più utilizzati dalla musica di tutte le epoche, di tutte le latitudini e di tutti i generi. Spesso però il problema non è tanto il tema o la destinazione, ma il modo di trattarlo. Quello del compositore e pianista Samuele Strufaldi con Tommaso Rosati all’elettronica, è un viaggio nell’abisso. Devo ammettere che, per chi come me si impigrisce anche solo ad andare alla spiaggia, un viaggio negli abissi sarebbe non solo scarsamente desiderabile, ma del tutto inimmaginabile. Ma è per questo che ci sono gli artisti. E così sprofondato nel mio divano Frau, mi preparo all’immersione.

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