Recensioni

Robert Plant – Carry fire (Nonesuch records, 2017)

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Articolo di Giovanni Tamburino
1968: l’alba di una band destinata a cambiare definitivamente il corso della musica. Esorditi come rapida sostituzione degli Yardbirds, i Led Zeppelin hanno preso in mano il destino del rock, per poi modellarlo e accompagnarlo oltre le decadi e persino oltre loro stessi (onore e gloria a te, John Bonham).

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Caparezza – Prisoner 709 (Universal, 2017)

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Articolo di Iolanda Raffaele

Dopo Museica e le canzoni intessute d’arte dall’entrata all’uscita, Michele Salvemini alias Caparezza torna sulla scena musicale con tutta la sua genialità.

In questi tre anni di assenza ci siamo spesso chiesti dove fosse finito il re delle verità supposte, del sogno eretico e delle saghe mentali, se avesse subito davvero un’esecuzione pubblica o se fosse riuscito a dare un senso o una misura a quelle inconsce dimensioni del suo caos.

Oggi sappiamo che in quel distacco e in quell’apparente lontananza si annidava qualcosa di importante, di forte, per la quale forse ci vuole molto coraggio, ma di cui sicuramente è valsa l’attesa e la trepidazione.

La risposta è Prisoner 709, settimo album in studio dell’artista pugliese registrato tra Molfetta e Los Angeles che ha visto la luce il 15 settembre per la Universal Music Italia, dopo un lavoro scrupoloso e impegnativo di produzione, di missaggio, di mastering e di registrazione.

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Gli Scordati di Joe – Vol. 16

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì 

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Marilyn Manson – Heaven upside down (Loma Vista/Caroline, 2017)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Il Reverendo ha parlato e lo ha fatto a modo suo: aveva promesso un nuovo album pieno di “violente sorprese” ed ecco che prima cade dal palco, riportando una distorsione alla caviglia, poi viene travolto durante il concerto da due pistole giganti.

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Cheap Wine – Dreams (Cheap Wine Records/IRD, 2017)

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Articolo di Luca Franceschini.

Bisogna solo ringraziare di avere tra le mani un altro disco dei Cheap Wine. Coi tempi che corrono, col mercato discografico sempre più affossato, il pubblico sempre più disinteressato, soprattutto nei confronti di certe sonorità, il mainstream radiofonico e i mega eventi come unica realtà che possa ritagliarsi dello spazio sui mezzi di comunicazione, che un gruppo come il loro sia sempre qui, ogni due anni o giù di lì, ad offrirci qualcosa da ascoltare, è una notizia al limite del commovente.
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The Darkness – Pinewood smile (Cooking Vinyl, 2017)

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Articolo di Stefania D’Egidio

In uscita il prossimo 6 ottobre l’ultima fatica in studio dei The Darkness, Pinewood Smile, per l’etichetta Cooking Vinyl, interamente registrato presso gli studi casalinghi di Dan Hawkins, nella città natale di Lowestoft, e anticipato dall’uscita dei singoli All the Pretty Girls e Solid Gold con relativi video disponibili su youtube.

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Giovanni Falzone “solo project” – Migrante (Maccalube, 2017)

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Articolo di ElleBi 

Trombettista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, band-leader, come pure insegnante di strumento e musica d’insieme per orchestra jazz, Giovanni Falzone è un musicista il cui talento poliedrico lo ha portato ad ottenere importanti  riconoscimenti non solo a livello italiano, ma anche europeo.
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