Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Categoria

Recensioni

Thundercat – It Is What It Is (Brainfeeder, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Letizia Grassi

Copertina minimal, con la firma gialla in evidenza ed il profilo di Bruner avvolto nella penombra. Così si presenta Thundercat, con il nuovo album It Is What It Is. Tre anni dopo Drunk, il cantante torna con un progetto carico delle sue sonorità tipiche.
Gli amanti del genere, infatti, si troveranno catapultati in un mondo in cui jazz, soul e folk diventano una cosa sola con fusion e musica elettronica. Quindici brani dal ritmo velocissimo guideranno l’ascolto verso la dichiarazione del cantante: It Is What It Is è l’ultima traccia dell’album.
Molte le collaborazioni, così come le sonorità, gli arrangiamenti e gli argomenti. Come lo stesso Thundercat afferma, l’obiettivo del cantante è stato quello di comporre dei brani che parlassero di amore, di perdita e degli alti e bassi della vita. Argomenti piuttosto seri raccontati con una certa dose di ironia che li rendono estremamente divertenti, sia musicalmente, sia poeticamente. 

Continua a leggere “Thundercat – It Is What It Is (Brainfeeder, 2020)”

Rareş – Curriculum Vitae (Needn’t, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

“Mandi pure il suo Curriculum Vitae, le faremo sapere…”
È la frase che potrebbe pronunciare chiunque abbia voglia di scoprire un giovane artista come Rareş che, con la freschezza e la baldanza del primo approccio, si mette in gioco col suo album Curriculum Vitae che conta 11 tracce.
Si tratta di una presentazione che fa breccia e che punta dritto all’obiettivo, senza giri di parole. Con le idee ben chiare ambisce all’essenziale, nonostante la sua giovane età.
L’artista rumeno, cresciuto a Marghera e trasferitosi a Bologna per studiare al Conservatorio, è armato di una voce intensa, calda, malinconica, dal sapore pop ma con una radice soul che, insieme ad un assetto di chitarre pulite dell’indie rock, dona una ventata di freschezza e verità in un mix di moderno r&b, spunti funky e ballad simil-swing.

Continua a leggere “Rareş – Curriculum Vitae (Needn’t, 2020)”

Irreversible Entanglements – Who Sent You? (International Anthem/Don Giovanni, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Camae Ayewa con i suoi “messaggi” un po’ sconclusionati, ma suggestivi, Keir Neuringer al sax e alle percussioni, Aquiles Navarro alla tromba e percussioni, Luke Stewart al contrabbasso e percussioni, Tcheser Holmes alla batteria e alle congas, sembrano essere molto convinti del loro jazz-punk-rock ed effettivamente il suono è molto ben amalgamato, piuttosto originale, anche godibile, soprattutto per quel sottofondo continuo, ma mai invasivo di percussioni coniugate in mille maniere. Bella, cristallina e ficcante la tromba di Aquiles Navarro, un contrabbasso pieno di personalità quello di Luke Stewart che sa far vibrare anche il silenzio, atonale e rumoristico quanto basta il sax di Keir Neuringer, insomma gran bella musica. 

Continua a leggere “Irreversible Entanglements – Who Sent You? (International Anthem/Don Giovanni, 2020)”

Claver Gold & Murubutu – Infernvm (Glory Hole Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Giovanni Tamburino

Da una selva sonora di scratch e basi strumentali sinistre iniziano a riecheggiare alcune tra le terzine più celebri del viaggio che stiamo per intraprendere in maniera ben diversa dai tempi dei banchi di scuola.
Il 31 marzo, in occasione della ricorrenza della fine della prima parte del viaggio di Dante Alighieri, con Selva Oscura si apre INFERNVM, il joint album di Claver Gold e Murubutu, maestri e protagonisti assoluti dello storytelling all’italiana, che non fanno mistero della passione per la penna del Sommo Poeta e ci fanno incontrare con uno sguardo nuovo la celebre cantica della Divina Commedia.

Continua a leggere “Claver Gold & Murubutu – Infernvm (Glory Hole Records, 2020)”

Pearl Jam – Gigaton (Monkeywrench Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

A sentire Josh Evans, che lavora col gruppo dal 2008 e che ha co-prodotto il disco assieme alla band, la regola che i cinque si sono dati per queste nuove canzoni è stata “nessuna regola”: sperimentare tutte le idee che potessero venire fuori, sovraincidere, assemblare le varie parti, far sembrare elettronica una batteria che invece è suonata totalmente in modo tradizionale (è il caso di “Dance of the Clairvoyants”), inserire piccoli loop elettronici e chitarre a dodici corde suonate da Matt Cameron (“Alright”). Tutto questo lo ha raccontato al sempre ottimo Claudio Todesco, un’autorità quando si parla di Pearl Jam e le parole di colui che per la prima volta dopo diverso tempo ha sostituito in studio Brendan O’ Brien (anche questa una novità, in effetti) ci riportano uno scenario quasi idilliaco, dove la band ha lavorato in tutta calma (ci hanno messo quasi tre anni, tra una cosa e l’altra), quasi mai assieme (ma gli anni passano e non si può certo pretendere da degli over 50 lo stesso atteggiamento cameratesco ed entusiasta che avevano agli esordi) e con la seria intenzione di realizzare qualcosa di memorabile.

Continua a leggere “Pearl Jam – Gigaton (Monkeywrench Records, 2020)”

Gli Scordati di Joe – Vol. 52

R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Continua a leggere “Gli Scordati di Joe – Vol. 52”

Boomtown Rats – Citizens Of Boomtown (BMG, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Ad esser sincera, a parte I Don’t like Monday, credo di non conoscere nessuna passata canzone dei The Boomtown Rats. Non tra i gruppi più blasonati dell’era postpunk e new wave, nonostante sia stato il primo gruppo irlandese a raggiungere la vetta delle classifiche in Gran Bretagna, ne ho sempre sentito parlare più per le vicende umane e professionali del suo leader, il cantante Bob Geldof, che per la loro produzione.
Un artista poliedrico, che si è sempre diviso tra musica, cinema ed attivismo politico, con una vita costellata di gravi lutti familiari. Artefice del più grande evento musicale del secolo scorso, quel Live Aid che nel 1985 portò sul palco i migliori musicisti del mondo per raccogliere fondi a favore dell’Africa, aveva già capito l’anno precedente con Do They Know The Christmas? che l’arte non dev’essere fine a se stessa e che può dare un grande contributo ad importanti battaglie sociali.

Continua a leggere “Boomtown Rats – Citizens Of Boomtown (BMG, 2020)”

Paolo Bacchetta Yerkir – The Storytellers (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Ho sempre un po’ di timore ad ascoltare un lavoro discografico, dove la chitarra elettrica la fa da padrone. È un pregiudizio, lo so. Purtroppo per chi è cresciuto a Jimi Hendrix, Carlos Santana, Eric Clapton, Pat Metheny, Paul Motian e Leo Kottke, tanto per buttare lì (a casaccio), un po’ di nomi che siano congruenti con la mia età, tutto il resto tende a sembrare una vana rincorsa a qualcuno di irraggiungibile. Discorso stupido? No, profonda ed inconscia verità, depositata e sedimentata nel cuore. Mi ci vogliono sempre due o tre brani prima che io riesca davvero a concentrarmi sulle sonorità di una chitarra.

Continua a leggere “Paolo Bacchetta Yerkir – The Storytellers (Auand, 2020)”

Teardo oltre Teardo. Ellipses dans l’harmonie – Lumi al buio (Specula Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Nadia Merlo Fiorillo

L’intenzione era di ispirarsi a Thomas More e alla sua Utopìa, ma l’occasione ha propiziato l’incontro fortuito con l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, conservata nella sua edizione originale nell’archivio della Fondazione Feltrinelli. Nasce così – come suggestione della silloge illuministica del sapere scientifico, artistico e pratico – Ellipses dans l’harmonie – Lumi al buio, il nuovo album di Teho Teardo.
A dire il vero, che da Moro si sia passati a Diderot e d’Alembert poco cambia. Pur nel salto di due secoli, infatti, resta intatto lo spirito del disco: il suo richiamo alla razionalità e al sapere critico come solo baluardo contro superstizioni e dogmatismi, che tradotti all’oggi fanno rima con l’idiozia dei sovranismi. E degli oscurantismi.

Continua a leggere “Teardo oltre Teardo. Ellipses dans l’harmonie – Lumi al buio (Specula Records, 2020)”

WordPress.com.

Su ↑