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Gli Scordati di Joe – Vol. 41

R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

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M¥ss Keta – Paprika (Island/Universal, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Venerdì 29 Marzo è uscito Paprika, il nuovo disco di M¥ss Keta. Prima di parlare del disco in sè ci tengo a sottolineare che per lei e tutto il suo progetto stra vedo. Mi ha conquistato inizialmente con In gabbia (anche grazie alla citazione alla mia Busto Arsizio) per poi riconfermarsi in tutti i progetti successivi, che alla fine la hanno portata a Una Vita In Capslock, ovvero la ciliegina sulla torta. Ammetto che le aspettative riguardanti questo disco non erano altissime, dopo quello precedente era veramente difficile riconfermarsi. Inoltre quando ho visto la tracklist, con moltissimi featuring, i quali potevano fate felici un po’ tutti (Guè Pequeno, Gabry Ponte, Mahmood…) non ero convintissimo.

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Bruno Belissimo – Stargate (Vulcano produzioni, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Belissimo, con una “l” sola. Proprio così, pronunciato all’americana. Bruno Belissimo, producer italo-canadese di base a Bologna, ha rilanciato l’italodisco con un album omonimo, riportando in auge i suoni che hanno reso grande l’Italia negli anni 80, ma adottando uno stile personale, fatto di linee di basso potenti e influenze da film sci-fi.

E proprio queste sono la base del nuovo album Stargate, titolo che per me ricorderà sempre quel film che ha segnato la mia infanzia dopo Jurassic Park.

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Unkle – The Road: Part II/Lost Highway (Songs for the Def, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

La lunga autostrada artistica degli Unkle passa dalle sponde del fiume Avon, fra le contee di Gloucestershire e Somerset, un percorso che parte da Bristol e arriva fino a Londra. È proprio su quest’asse geografica che nasce nella metà degli anni 90 il fenomeno TRIP HOP, la creazione di un genere che rappresenta il viaggio oltre la mente di chi ascolta. I padri fondatori furono i leggendari Massive Attack, il controverso Tricky e gli struggenti Portishead. Le influenze a cui ha portato questo movimento sono state molteplici, come gli artisti che ne hanno tratto spunto e uno di questi è stato sicuramente Dj Shadow. È da qui che parte la nostra “Lost Highway”.

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Beth Gibbons – Henryk Górecki – Symphony No. 3 “Symphony Of Sorrowful Songs”

R E C E N S I O N E


Articolo di Simone Santi

La stesura di questo articolo è stata preceduta e introdotta da un tempo discreto di riflessione, dalla preliminare considerazione di come avrei potuto approcciare, io che non sono musicista né musicologo in senso accademico, l’impegnativo lavoro e la responsabilità derivante dalla coraggiosa proposta pervenutami da questa rivista di recensire un’opera sinfonica che offre molteplici ragioni ed elementi di pregio. Dopo varie oscillazioni e un paio di settimane di studio, il mio orientamento è andato a recuperare una chiave di lettura che avevo indicato nella prefazione da me scritta per la silloge poetica di Moka (Monica Zanon) Nella mia selva sgomenta la tigre (Le Mezzelane Casa Editrice, 2018); in quella breve introduzione proponevo di privilegiare, nell’accostarsi in quel caso specifico ad un testo letterario, una domanda fondamentale per orientare la lettura in modo fecondo: ‹‹A quale livello si colloca il “dove” del poeta? In quale punto egli […] si trova rispetto alla vita […] e al proprio personale cammino di compimento scrittorio, così come nei riguardi del tempo nel quale vive?››.

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Ex – Bumaye (Smav Factory, 2018)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il primo disco degli Ex è uscito a settembre e si intitola Bumaye, un disco di nove tracce (tra cui una strumentale) per un totale di mezz’ora scarsa. Il risultato è esattamente ciò che ci potevamo immaginare dopo aver ascoltato il primo singolo (Muta, che abbiamo avuto la possibilità di presentare in anteprima).

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Glen Hansard – This Wild Willing (Anti, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Giacomo Starace

Glen Hansard non si ferma mai, torna sulla scena con This Wild Willing, quarto album in studio, registrato nei France’s Black Box Studios. Come racconta in un video presente sul suo sito, l’album prende forma nell’intimità di una stanza dell’Irish Cultural Centre a Parigi. Un mese di tempo per trasformare idee in canzoni, una scrivania e un letto singolo.

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Mike Sponza – Made In The Sixties (Epops Music, 2018)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Di Mike Sponza, bluesman triestino di nascita ma di animo europeista, ho due ricordi ben nitidi: lo splendido concerto del 30 agosto 2013 alla rassegna Blues to Bop di Lugano, dove si presentò con uno xilofonista e un sassofonista contaminando così il suo blues con le sonorità balcaniche e il proclama, alcuni anni fa, al raduno nazionale di Cerea del Blues Made in Italy, in cui esortava le giovani leve a non aver paura a sperimentare nuove vie al blues.

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Sick Tamburo – Paura e l’amore (La Tempesta Dischi, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Sicuramente non è un caso che i gruppi più interessanti ed originali della scena italiana vengano da Pordenone e indossino una maschera. Dopo i Tarm, sempre sotto l’etichetta La Tempesta, arriva Paura e l’amore dei Sick Tamburo a ricordarci come si fa ad andare in controtendenza rispetto ai canoni contemporanei. Solo dopo due anni da Un giorno nuovo, Gian Maria Accusani, Elisabetta Imelio e la loro band hanno di nuovo la voglia di trasmetterci emozioni forti, stavolta due sentimenti importanti, la paura e l’amore.

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