R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

S’intitola Terra Vergine, il primo disco di inediti del poeta, filosofo e cantautore Alessandro Serra (Salerno, classe 1986), artista e cantautore poliedrico, dal 2013 professore di filosofia e storia nei licei, nonché poeta. Figlio di un musicista di origine sarde e di una dirigente scolastica, Serra unisce nella propria esperienza umana e artistica le dimensioni della filosofia, della poesia e della musica, portando avanti da sempre una vocazione espressiva coltivata fin dall’adolescenza, tra scrittura poetica e cantautorato. Nel 2014 ha pubblicato sulla RIFL (Rivista Italiana di Filosofia del Linguaggio) l’articolo “Linguaggio, poesia e realtà”. “Linguaggio ordinario e linguaggio poetico in Roman Jakobson”, una testimonianza di una profonda ricerca sul rapporto tra parola, pensiero e realtà. Il 2026 vede l’esordio per l’Airone Dischi di Lucio Auciello, di Terra Vergine, un progetto ibrido in compact-disc (CD) e in contemporanea il libro Terra Vergine – Cento Poesie per cuori a Maggese (Abra Books, Vicenza, 164 pagine, euro 16.00).  Un libro di cento poesie e dieci tappe di un unico viaggio della coscienza. Un libro di poesie, un disco di dieci canzoni.

Il titolo del CD Terra Vergine evoca uno spazio di apertura e riconfigurazione costante.  Ognuno di noi ha “una confort zone”, una terra battuta e conosciuta con cui ci identifichiamo facilmente, poi l’incontro con l’inatteso che ci suggerisce un’altra parte di noi sempre nuova ed esordiente come costante possibilità d ritornare terreno fertile. Dobbiamo quindi riconfigurare, nuove prospettive, altri punti di vista con cui guardare sé stessi e la vita che ci circonda; tutto ciò significa e vuol dire Terra Vergine.

Terra Vergine, il brano d’apertura, è stato scritto dall’autore in una stazione ferroviaria mentre stava lasciando la nativa Campania per andare a lavorare in un’altra regione come tanti professori (prof) precari.  C’era l’entusiasmo del nuovo e la nostalgia di lasciare la terra di origine. Un bel giro di accordi al pianoforte ci riconcilia con il quotidiano, non sempre roseo ma anche auspicabile. Parodia è la società a cui ci adattiamo e dove noi chiamiamo normalità solo ciò che incrementa la produttività. Parodia ricorda certe canzoni di Federico Fiumani, i Diaframma e molta scuola fiorentina. Scacco Matto, di cui c’è un video ed è il primo singolo uscito, immagina e ricorda di come ogni lunedì giochiamo una partita a scacchi con noi stessi. Sotto mentite spoglie, è il quarto singolo tratto dall’album e con il relativo video. Considerazioni filosofiche, riflessioni, pensieri come “ogni persona è una maschera”. Usiamo le nostre maschere per far sentire la nostra voce interiore o finiamo per nasconderci dietro di esse? Matrioska è una storia d’amore, e come una matrioska chi ama davvero contiene la felicità altrui nella sua e così ad libitum. Benvenuta Ironia, dove l’ironia per fortuna è l’ingrediente segreto per disinnescare ogni tipo di tensione che si accumula come tossina nelle relazioni. Treno 8017, è dedicata a Pietro, il figlio di una vittima della tragedia del disastro ferroviario di Balvano in provincia di Potenza in Basilicata del 3 marzo 1944 e dove Pietro voleva semplicemente avere una targa in ricordo di suo padre, morto nell’intento di trovare cibo per la famiglia in tempo di guerra. Tie Break, è un richiamo ed avvertimento a chi entra nel tunnel della droga dove, come in un labirinto il rischio è di non uscirne più. Affronta l’argomento senza moralismi e luoghi comuni il tema delle dipendenze. Gli Angeli non hanno sesso, la sessualità non è la tendenza a soddisfare un bisogno, ma una forza che ci spinge all’espressione di sé oltre ogni etichetta. Un brano dall’arrangiamento barocco. Astronauti, il brano di chiusura dell’album è anche un video ufficiale e il secondo singolo già pubblicato. L’astronauta è colui che si è emancipato così tanto dal mondo da averlo in custodia.  

Idee, riflessioni, considerazioni, Alessandro Serra è profondo nei suoi pensieri, nelle sue meditazioni, nelle sue diatribe e nelle sue conclusioni. È accompagnato in questo percorso per l’occasione da Fabrizio D’Amato, colui che colora le canzoni al pianoforte e tastiere, Nicola Natella (chitarre elettriche), Lucio Auciello (chitarre acustiche), Giovanni Iannaccone al basso e Luca Elia alla batteria e kazoo.

Alessandro Serra è una bella scoperta, una bella novità, uno spazio di poesia e di leggerezza, un insieme dove la musica non prevale sulle parole, né accade il contrario. Terra Vergine, tra folk e cantautorato, dove canta di bellezza e contraddizioni di una terra di desolazione o stanchezza e allegria. Al contempo, i temi della poetica di Serra sono in primo luogo la terra, il legame che uno ha con le proprie radici.  Alessandro Serra è poeta e cantautore allo stesso tempo e i risultati sono più che soddisfacenti.

Tracklist:

  1. Terra Vergine
  2. Parodia
  3. Scacco Matto
  4. Sotto Mentite Spoglie
  5. Matrioska
  6. Benvenuta Ironia
  7. Treno 8017
  8. Tie Break
  9. Gli Angeli non hanno sesso
  10. Astronauti

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