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Maestro Pellegrini – Fragile (Blackcandy Produzioni, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Come molti di voi, ho visto negli anni l’evoluzione di questo artista che si è guadagnato, un po’ per mano di Appino e un po’ per la sua attitudine polistrumentista e la sua formazione al conservatorio, l’appellativo di Maestro, oramai divenuto meritatamente un vero e proprio nome d’arte. Lo ricordo una sera d’estate del 2013 a suonare nei suoi Criminal Jokers che, nonostante la preponderante presenza del carismatico frontman batterista Francesco Motta, si faceva comunque notare nella penombra. Ho ancora in mente la sua esile figura sul grande palco di Nada a suonare chitarra e fagotto e la sua squisita educazione nel dopo concerto salutando i fan. Rammento lo stupore nel vederlo all’Ariston durante l’esibizione degli Zen Circus, gruppo del quale ormai fa parte in pianta stabile dal 2016. E poi, come forse era naturale, eccolo eseguire da solo le sue canzoni una manciata di mesi fa alla Latteria Molloy a Brescia, la sua semplicità che incanta, il suo inchino grato quando gli abbiamo detto che in Siamo noi ci ricordava un po’ Brunori.
Ed ecco che finalmente questa sua espressione intima e solitaria trova la sua realizzazione e forma in Fragile in uscita il 30 ottobre per Blackcandy Produzioni, diviso inizialmente in due ep, Vol 1 e vol 2. 

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The Vad Vuc @ Teatro Sociale di Bellinzona (Ch) – Presentazione in anteprima del nuovo album “Vadavialcovid”, 26 settembre 2020

L I V E  R E P O R T  /  R E C E N S IO N E


Articolo e immagini sonore di Antonio Spanò Greco

Per celebrare il ventennale della loro avventura musicale, i The Vad Vuc, ensemble ticinese contaminato da musicisti italiani, un quasi tedesco e un portoghese, hanno pensato di mettersi metaforicamente in frac esibendosi in due serate consecutive nella austera e storica cornice del Teatro Sociale di Bellinzona. L’occasione è ghiotta anche perché, oltre a festeggiare l’anniversario, il gruppo presenta in anteprima la sua ultima creazione artistica dal titolo Vadavialcovid, in uscita il prossimo 6 novembre: undici brani freschi o quasi, alcuni già in rete, il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza.

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C’mon Tigre + Toccafondo @ Triennale Milano Teatro – 24 ottobre 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

C’è aria di desolazione o forse me la immagino io. All’entrata del Teatro della Triennale, sede di gran parte degli eventi del JazzMi, tutti sorridono contenti, lo staff si rivolge al pubblico con cortesia e disponibilità, e i movimenti sono lenti e pacati. Persino all’interno, quando il concerto è in pieno svolgimento, il clima appare più teso e concentrato del solito: quasi nessuno fa commenti tra un pezzo e l’altro, pochissimi parlano sopra i pezzi e, se proprio lo fanno, gli interventi sono brevi e quasi sussurrati. Le misure di sicurezza sono rispettate al millesimo: dalle mascherine rigorosamente indossate anche da seduti, al distanziamento, all’igienizzazione delle mani, tutto funziona perfettamente.
Eppure, non so come e non so perché, si avverte quest’aria da fine del mondo, quasi da ultimo giorno, come fossimo sulla soglia di una dimensione in procinto di svanire. In effetti mentre entriamo in sala siamo tutti tecnicamente appesi a un filo, anche se in realtà sappiamo già benissimo che cosa accadrà. Il nuovo Dpcm non è ancora ufficiale ma ormai le anticipazioni dei giornali contano più della realtà dei fatti, per una volta possiamo fidarci: locali e teatri dovranno chiudere dalle 18, per i concerti ormai è finita.

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James Senese – Napoli Centrale – JazzMi @ Teatro Dal Verme Milano, 24 Ottobre 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Stefania D’Egidio

Per festeggiare i cinquantanni di carriera James Senese avrebbe meritato un Teatro Dal Verme stracolmo, ma si sa, mala tempora currunt, la pandemia ha reso necessario il distanziamento del pubblico e così ci si deve accontentare anche di una sala piena a metà. “Pochi ma buoni”, come si suol dire, ci sono i fedelissimi, quelli di una certa età, eppure anche tanti giovani in questa serata insolita, che offre per cena un bel concerto dal sapore agrodolce: da un lato la consapevolezza di essere di fronte a un mostro sacro della musica italiana, dall’altro la tristezza di sapere che probabilmente sarà l’ultimo spettacolo a cui si assisterà in questo sciagurato 2020. Il nuovo DPCM incombe infatti sulle nostre teste come una spada di Damocle: sono necessari sacrifici, dicono… peccato che a pagare sia sempre il settore della cultura, nonostante una macchina organizzativa perfetta del JazzMi; misurazione della temperatura all’ingresso? fatta, igienizzazione delle mani? anche, i posti sono distanziati, le mascherine le abbiamo, mancano solo gli attori principali, che arrivano sul palco poco dopo le 20.00.

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We Kids Quintet – We Kids Quintet (Abeat Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Certo che un disco che si apre con una Epigrafe potrebbe far pensare a qualcosa di vagamente funereo, nell’ipotesi peggiore, o che i musicisti abbiano una troppo alta opinione di loro stessi, nell’ipotesi migliore. Voglio fugarvi ogni dubbio: nessuna delle due è quella valida, anche se la seconda ipotesi potrebbe essere simpatica e vicina alla realtà. Avrebbero tutte le ragioni a nutrire la propria autostima i We Kids Quintet: Giuseppe Bagnoli al pianoforte, Stefano Zambon al contrabbasso, Giovanni e Matteo Cutello al sax e alla tromba e Stefano Bagnoli, Maestro delle arti percussive, come ama definirsi.

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RAB4 – Breakneck Ballads (Audiar, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Aldo Pedron

Seba Pezzani è un illustre giornalista, conduttore, promoter, organizzatore di eventi, scrittore e traduttore di libri ed artisti di grande calibro della letteratura americana e non solo. È inoltre il leader dei RAB4, formazione in auge da alcuni anni in cui oltre ad essere la voce solista, suona la chitarra acustica ed elettrica ed è autore di ogni loro canzone. Una band folk-rock e rock-blues fidentina (di Fidenza e dintorni) di sicuro valore.

Hugo Race and The True Spirit – Star Birth : Star Death (Gusstaff Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Difficile al giorno d’oggi, per qualsiasi artista non lasciarsi coinvolgere dal rapido susseguirsi degli eventi. Nemmeno Hugo Race, con oltre trent’anni di attività alle spalle e quindici album, può rimanere indifferente alla contemporaneità.
Nasce così Star Birth : Star Death, un doppio album dove vengono svelate due facce della stessa medaglia, l’ombra della caduta e lo slancio della rinascita. Due antitesi costrette a vivere insieme.
Registrato a cavallo tra gli incendi che hanno devastato l’Australia e la pandemia globale, questo è un album che necessariamente riflette la realtà del momento. Race spiega che quando le stelle si allineano, tutto acquista un senso, anche questo susseguirsi di catastrofi apparentemente sadiche che si accavallano tra loro.

Bruce Springsteen – Letter To You (Columbia Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Sebastianelli

“E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi, Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego. Non andartene docile in quella buona notte. Infuriati, infuriati contro il morire della luce.” Dylan Thomas

C’è un momento, nello splendido spettacolo teatrale/concerto Springsteen On Broadway, in cui Bruce con voce rotta dalla commozione parla di suo padre. Un irlandese, forte bevitore, gran lavoratore che ha fatto da vera e propria fonte di ispirazione per storie e personaggi che popolano i quasi cinquant’anni di musica del Boss. Poco dopo la morte, nel 1998, il padre sarebbe venuto a visitarlo in sogno, a un concerto, in mezzo alla folla di migliaia di persone venute ad ascoltarlo. Bruce si sarebbe diretto sino a lui inginocchiandosi al suo fianco e “… per un momento guardiamo entrambi l’uomo su di giri sul palco e gli dico guarda papà, quel tipo sul palco… è così che ti vedo.

Gianluca De Rubertis – L’esigenza del sogno è giovane per natura

I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

In uscita il 23 ottobre La Violenza della Luce ultimo lavoro discografico di Gianluca De Rubertis. Un bellissimo disco che offre un pop leggero e parallelamente molto raffinato ed elegante nei testi e negli arrangiamenti. Il risultato ripaga l’attesa di questi cinque anni, dopo l’ ultimo album L’universo elegante. Esce in autunno ma pare proprio una fioritura primaverile! Per Off Topic ecco la chiaccherata su questo bellissimo album. Buona lettura!

 

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