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Voci fuori dal coro

Fabio Marza Band – Strange Door (Autoprodotto, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

40 minuti suddivisi in dieci brani originali compongono Strange Door, il nuovo album della Fabio Marza Band, giunta al quinto capitolo in dodici anni circa di attività caratterizzata da un’intensa attività live e da continue e innumerevoli collaborazioni con i migliori chitarristi quali Paolo Bonfanti, Maurizio Gnola, Alex Gariazzo, il compianto Rudy Riotta, Maurizio Pugno, Steve Burns e ultimo, solo in ordine di apparizione, Roberto Morbioli. La Fabio Marza Band è composta da Fabio Marzaroli alle chitarre e alla voce, Fabio Mellerio al basso e alla voce, Max Ferraro alla batteria e da Greta Bragoni alla voce. Il lavoro, prodotto dalla stessa band e registrato negli studi Busker Studio di Rubiera (RE), vanta la collaborazione di Matteo Boldini alle tastiere e di Anais Drago al violino.

Fabio Marzaroli - Foto di Andrea Furlan

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Jake Clemons @ Libritudine – Lissone (Mb), 20 giugno 2019 [opening Bocephus King]

L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Quando di cognome fai Clemons la musica ce l’hai nel sangue e non puoi che essere un predestinato. Nipote del mitico Clarence, il gigante buono per anni al fianco di Bruce Springsteen con il suo sax, Jake ne ha ereditato non solo la stazza (impossibile non notarne la presenza sul palco), ma soprattutto il talento, tanto da esserne il legittimo erede all’interno della E Street Band dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2011.

 

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The Dream Syndicate @ Magnolia, Segrate (Mi) – 19 giugno 2019

L I V E  R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Alessandro Pedale

Quando nel 2012 Steve Wynn ha riunito per la prima volta i Dream Syndicate, non erano in molti a pensare che sarebbe durata. Avrebbe dovuto esserci una data sola, poi le cose sono andate bene, ci sono state altre date, poi un vero e proprio tour, poi un disco, un tour e infine ancora un altro disco.
These Times è uscito ad aprile ed è un molto diverso da How Did I Find Myself Here, che ne aveva sancito il ritorno in studio dopo 29 anni di assenza. È molto più psichedelico e nonostante alcuni episodi molto tirati e classicamente rock, appare nel complesso più contemplativo, ricercato. Qua e là, come nel primo singolo “Black Light” o nella conclusiva “Treading Water Underneath the Stars”, l’impressione è proprio quella che si siano volute esplorare sonorità nuove, andando a giocare più con le suggestioni e con le atmosfere, piuttosto che con la durezza dei suoni e le cavalcate elettriche.

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Suoni Mobili – al via la decima edizione (dal 28 giugno: 67 concerti in 38 giorni)

N E W S


Articolo curato da Luci

Suoni Mobili, il festival estivo itinerante di musica (nato dalla sinergia fra Musicamorfosi e il Consorzio Villa Greppi, con la direzione creativa di Saul Beretta) torna dal 28 giugno al 4 agosto. Si tratta di una decima edizione che presenta numeri da record: 38 giorni, 67 concerti dal jazz alla world music, folk, blues, classica, 50 artisti provenienti da 25 paesi del mondo, tra cui Svezia, Spagna, Austria, Senegal, Capo Verde, Angola, (soluzioni sempre previste anche in caso di pioggia) 29 diversi enti delle province di Monza Brianza, Lecco e Milano coinvolti.
L’evento si conferma sempre più dal respiro internazionale ma nel contempo mantiene intatta la peculiarità sia di saper esaltare i luoghi che lo ospitano che la capacità di mettere insieme paesi, città, piazze, parchi attraendo un pubblico sempre più numeroso.

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The Zen Circus @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – 14 giugno 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Giovanni Tamburino, immagini sonore di Alessandro Pedale

Sono da poco passate le 20 quando varchiamo i cancelli del Circolo Magnolia, con l’aria umida dell’idroscalo e un cielo denso di nuvole dall’aspetto per nulla rassicurante. Poco male, i “veterani” di centinaia di concerti sembrano quasi sperare che qualche goccia cada a rinfrescare nel corso di una serata che già adesso inizia a sembrare una festa vera e propria. La gente gira tra il palco e la zona dei bar e fast food con un panino o una birra in mano, parla, scherza, offre una sigaretta ai compagni di fila ai bagni chimici. Si aspettano solo i festeggiati, gli ospiti d’onore.
Perché il motivo per cui siamo qui oggi non è semplicemente quello di fare casino. O meglio, ovviamente sì, ma abbiamo un paio di ragioni extra: il Canta che ti passa tour non è semplicemente il classico giro estivo su e giù per lo Stivale, ma il ritorno alla propria tribù dopo l’incursione al festival di Sanremo e soprattutto il riverbero della gloriosa serata di aprile a Bologna in cui gli Zen Circus hanno celebrato vent’anni dall’uscita del primo disco accompagnandola con la pubblicazione della raccolta Vivi si muore (1999 – 2019).

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Clever Square: Quando l’Indie Rock parla italiano

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Per chi non fosse famigliare con loro, il ritorno dei Clever Square apparirà come una delle tante notizie che infarciscono ogni giorno il mercato musicale. Importa fino ad un certo punto, però. La band di Ravenna è ritornata a quattro anni di distanza da Nude Cavalcade, con una formazione totalmente rinnovata ma con la certezza di Giacomo D’Attorre ad occuparsi ancora una volta di voce, chitarra e scrittura dei brani. Un disco, il quinto del loro percorso, il primo per la Bronson Recordings, che simbolicamente non porta titolo, quasi a significare un nuovo inizio, un nuovo punto di partenza per continuare a raccontare le proprie storie. Ne abbiamo parlato al telefono con Giacomo, ad un paio di mesi dall’uscita, per fare il punto della situazione e cercare di capire qualche retroscena in più di questo meraviglioso come back…

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Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow (Jagjaguwar, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Alessandro Berni

Che Sharon Van Etten fosse già un nome percepito da molti in questi anni come esempio di alta qualità a livello musicale nel cantautorato contemporaneo, è vicenda nota. Non più di cinque anni fa una tappa cruciale, un album di pregevole fattura come “Are We There” riscuote consensi pressoché unanimi quale ulteriore tassello alla lunga stagione del folk-rock revival rivisto in codice millennial. Melodie grondanti musicalità e malinconia, ora pulite ora squarciate di elettricità. Liriche che ne assecondano il mood tra sofferenza e rivisitazione esistenzialista, mix smagliante di arrangiamenti pronunciati e produzione forbita.
Il ritorno agognato e meditato a lungo, sorprende una Van Etten riveduta e ridefinita nel suo sistema di pensiero dagli studi di psicologia e dalla nascita del figlio, evento incisivo e non casuale nella stesura della trama del disco e delle visioni che lo accompagnano sin dall’immagine di copertina. “Remind Me Tomorrow”. Cos’è questo domani evocato e rappresentato dal titolo? Il pretesto, come suggerito dall’autrice, è l’uso scherzoso dell’avviso di aggiornamento del software “ricordamelo in seguito”, ma la Van Etten lo rigioca nel suo lato profondo ovvero “dare la priorità a quello che è veramente importante per te”.

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Fantastic Negrito – @ Circolo Magnolia – Milano, 12 giugno 2019, [opening Superdownhome]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Manuel Gala, immagini sonore di Mairo Cinquetti

Brillano le stelle in questa notte carica di energia e spensieratezza al Circolo Magnolia di Milano. Le prime ad apparire sono Arturo, una delle stelle più luminose del cielo, una gigante arancione che, proseguendo lungo il timone del carro, arriva fino all’Orsa Maggiore, facendo da contorno ad una luna speciale, grande e luminosa come l’attesa che pervade le vene delle persone presenti. È la serata della rinascita blues, del live atteso come aria pura da respirare in una città piena di smog. È la serata di Fantastic Negrito e del suo viaggio nel mondo della black music in tutte le sue sfaccettature. Nato nel 1968 in Massachusetts, Xavier Amin Dphrepaulezz (aka Fantastic Negrito) è l’ottavo di 15 figli cresciuti da un padre molto severo e profondamente religioso. La musica lo ha salvato dalla strada, dalle droghe e dallo spaccio, dalle pistole e dalla rivalità fra gang. Ha imparato a vivere da solo e a cavarsela senza aiuti, studiando musica di nascosto. E credetemi, sul palco sembra tutto fuorché un autodidatta. Ma andiamo con ordine.

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Francesco Corni al Castello Visconteo Sforzesco di Novara – fino al 30 giugno

A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

Prendiamola alla lontana. Se c’è un indumento femminile che fa impazzire gli uomini, questo è certamente il reggicalze. Perché? Perché il reggicalze è l’impalcatura dell’intimità. Vederlo o intravederlo è emozionante perché é come curiosare dentro una casa (o un teatro, una chiesa, magari una stazione). Ho sempre amato gli “spaccati” che, col loro disegno, mi facevano vedere “dentro” gli edifici. Per affinità, mi sono sempre piaciute anche le visioni “ a volo d’uccello”, soprattutto quelli di spazi urbani, con la possibilità di sbirciare in modo simultaneo nelle vie, nelle piazze, sulle terrazze degli edifici, sui ponti, magari anche sotto i ponti. Negli anni Novanta, Jaca Book pubblicò una collana di libri illustrati, da disegni realizzati proprio con la vista a volo d’uccello, dedicata a città immaginarie del Nord Europa, del Mediterraneo e dell’Africa del Nord. Li acquistai tutti.

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Articolo di Mario Grella

Prendiamola alla lontana. Se c’è un indumento femminile che fa impazzire gli uomini, questo è certamente il reggicalze. Perché? Perché il reggicalze è l’impalcatura dell’intimità. Vederlo o intravederlo è emozionante perché é come curiosare dentro una casa (o un teatro, una chiesa, magari una stazione). Ho sempre amato gli “spaccati” che, col loro disegno, mi facevano vedere “dentro” gli edifici. Per affinità, mi sono sempre piaciute anche le visioni “ a volo d’uccello”, soprattutto quelli di spazi urbani, con la possibilità di sbirciare in modo simultaneo nelle vie, nelle piazze, sulle terrazze degli edifici, sui ponti, magari anche sotto i ponti. Negli anni Novanta, Jaca Book pubblicò una collana di libri illustrati, da disegni realizzati proprio con la vista a volo d’uccello, dedicata a città immaginarie del Nord Europa, del Mediterraneo e dell’Africa del Nord. Li acquistai tutti.

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