L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin, immagini sonore © Alessandra Isalberti

È primavera e tutti dobbiamo crederci e impegnarci, una nuova linfa vitale scorre e l’associazione mantovana 4′33″ di Matteo Gabutti riparte come ogni anno con la rassegna You must believe in Spring. Una primavera fatta di concerti con il meglio della scena jazz e impro internazionale nelle location più affascinanti della città di Mantova.
Si parte con il contrabbassista/bassista Matteo Bortone, pugliese ma ormai da diversi anni residente in Francia che si presenta con il suo quartetto composto da Julien Pontvianne al sassofono tenore, Yannick Lestra alle tastiere e Ariel Tessier alla batteria.

La serata ripercorre l’ultimo album A Tree in the Mist, uscito nel febbraio 2025, un progetto che unisce con sapiente fattura ambient, riflessi rock, fusion in un mix indovinato e particolarmente felice.
Si parte con due brani inediti, il primo ci si offre con lentezza, l’introduzione è affidata alle tastiere e al sassofono per poi aprirsi e arricchirsi con continue idee ed evoluzioni. Nel secondo le suggestioni timbriche di Lestra sono sostenute dal drumming esuberante di Tessier: la vivacità del processo e le continue stratificazioni sonore si concretizzano in una forza centrifuga primordiale che ha come base la pulsione ritmica, in cui la centralità del basso di Bortone è evidente.

Vitalità, energia, sonorità timbriche delle tastiere che guardano al passato, tutto questo è il punto di forza del progetto, a ciò si unisce la notevole capacità di interplay dei protagonisti che si osservano, si scrutano: è come se le varie identità dei componenti si incrociassero e si sovrapponessero in un continuo processo musicale.

La traccia Jukurrpa si sviluppa con stratificazioni continue di suoni che migrano, si arrampicano, sfuggono quasi al controllo, diventano a loro volta generativi, il timbro è compatto e vigoroso. I quattro musicisti sono una moltitudine che però si esprime con un suono unico, convergono su se stessi, rivelando un afflato quasi mistico. Il basso di Bortone diventa centrale, a volte si occupa di far risaltare la cadenza ritmica a volte, con un timbro quasi rock, offre varietà timbriche e sfumature inattese.

Una serata da favola, tutto scorre con semplicità e immediatezza, attendiamo il nuovo progetto del musicista pugliese.

immagini sonore © Alessandra Isalberti

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