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Voci fuori dal coro

Alexander Hawkins – Togetherness Music (Intakt Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Se dovessi collocare Alexander Hawkins in un ambito musicale avrei serie difficoltà. Non avrei invece nessuna difficoltà se dovessi collocare un suo cd in uno scaffale, non per il fatto di avere una nutrita discoteca (non solo), bensì per il fatto che saprei perfettamente dove mettere i lavori dei poeti della musica e non importa di quale musica, quel che importa è che si tratti di quella che il mio amico Riccardo Bertoncelli battezzò “musica da non consumare”. Quello sarà l’immaginario scaffale per “Togetherness Music for Sixsteen Musicians Feat” di Alexander Hawkins, Evan Parker e del Riot Ensemble. Per la cronaca (ma anche per la storia della musica), i sedici musicisti sono: Alexander Hawkins (Piano e composizione), Evan Parker (sax soprano), Aaron Holloway-Nahum (direzione), Rachel Musson (flauto e sax tenore), Percy Pursglove (tromba), James Arben (flauto e clarinetto basso), Neil Charles (contrabbasso), Mark Sanders (batteria e percussioni), Matthew Wright (elettronica), Benedict Taylor (viola), Hannah Marshall (violoncello) e ancora il “The Riot Ensemble” con Mandhira de Saram e Marie Schreer (violini), Stephen Upshaw (viola), Louise McMonagle (violoncello), Marianne Schofield (contrabbasso). 

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Francesco Bearzatti Tinissima 4et – Zorro (Cam Jazz, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Chi ha più o meno la mia giurassica età non potrà non ricordarsi di Zorro, il romantico giustiziere mascherato protagonista di una serie televisiva che negli anni ’60 veniva trasmessa ogni domenica pomeriggio in uno spazio apposito dedicato ai ragazzi. Prototipo di quei personaggi dalla doppia identità che popoleranno la letteratura fantastica moderna, da Superman a Batman fino ai personaggi di quei fumetti “neri” che conosceranno proprio in Italia una loro dorata stagione, Zorro nasce da un’invenzione dello scrittore Johnston Mc Culley negli anni ’20 e conoscerà fama e fortune cinematografiche che perdureranno fino ai giorni nostri. Come non ricordare la sigla di quei cortometraggi, originariamente lanciata dai Mellomen e ripresa e tradotta in italiano dai dimenticatissimi  – ma spiritosi – Zig Zag Ensemble? E come scordare il fascino emulativo di quel mantello nero, autentico feticcio e oggetto di desiderio di tutti noi maschietti durante il periodo di Carnevale?

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Lou Mornero – Grilli (Cabezon Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Nel frattempo scriverò parole che mi portino in giro senza fine ne dove,
trasformerò i suoni in rumori e i rumori in amici che non abbiano odori

(Lou Mornero, Caro Mio, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

Nel 2017, usciva per Cabezon Records l’EP di debutto di Lou Mornero; a distanza di quattro anni il cantautore milanese ritorna con un album full lenght dal respiro internazionale prodotto dal polistrumentista italiano, ma di stanza in Inghilterra, Andrea Mottadelli. La loro conoscenza risale ai tempi della formazione I Paradisi (che nel 2016 fecero uscire l’album Dove andrai) e consolidano il loro legame creativo proprio lavorando a Grilli; questa opera d’esordio è una commistione dell’impegno creativo di entrambi gli artisti che operano in simbiosi, anche se lontani nello spazio (l’album si sviluppa fra i rispettivi home studio di Milano e Londra).

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Comatose – A Way Back (Transcending Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

L’unità Comatose è un interessante progetto nato nel Minnesota l’inverno 2019. Un collettivo di musicisti provenienti da diverse esperienze passate, in progetti che portano avanti il genere grungegaze, con tinte alternative ambient. Ritagliano una fetta importante sulla scena indipendente underground, nella zona più psichedelica dell’America.
Il nome della band è un grido estremo alle problematiche quotidiane del mondo, alle continue sofferenze, crisi economiche, terrorismo e infine la grande pandemia mondiale, che sta bloccando il sistema in maniera decisa. Loro rappresentano la nuova generazione perduta, che nonostante tutto dimostra di non arrendersi mai. In questo album di debutto A Way Back prodotto per l’etichetta Transcending Records, troviamo il sound diretto e incendiario di un intera generazione, avvolta in questo caos con una buona dose di riff energici anni 90 e i continui richiami al passato, per un risultato sorprendente.

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Fumettibrutti – Anestesia (Feltrinelli Comics, 2020)

L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Non è facile scrivere di Anestesia di Fumettibrutti al secolo Josephine Yole Signorelli, come non lo sarebbe stato di una delle sue storie precedenti. Non lo è per la storia (molto facile ferire sensibilità diverse), poiché racconta una vicenda dolorosa ma anche liberatoria, l’intervento chirurgico che porta la protagonista Yole a “rientrare” nel suo vero sesso, quello femminile. Insomma una storia vissuta di transessualità e allo stesso tempo una tenera storia d’amore etero e omosessuale tra la protagonista e un uomo prima e una donna dopo. Ma paradossalmente non è questa la vera la difficoltà. La vera difficoltà consiste nel cercare di spiegare a chi legge, perché Fumettibrutti sia una delle più grandi fumettiste italiane e non solo. Il segno grafico di Yole è, per sua stessa ammissione (e anche con un po’ di compiacimento), apparentemente “brutto”. Le tavole, tutte in bicromia, più che essenziali sono scarne con una spiccata tendenza alla ricerca dell’effetto-squallore e non si tratta di un risultato facile da ottenere. 

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Playboi Carti – Whole Lotta Red (AWGE/Interscope Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Dopo 859 giorni dal primo annuncio mancato, dopo numerosi leak subiti e dopo un problema contrattuale con l’etichetta precedente il giorno di Natale è uscito Whole Lotta Red, il nuovo disco di Playboi Carti.
Ci sarebbero migliaia di cose da dire e rischia di diventare una recensione troppo lunga, non concentrata sulla musica, dunque concedetemi un’unica premessa: come ogni disco di Carti, non si sa bene perché, migliora ad ogni singolo ascolto. Era stato così per il self titled album d’esordio, è successo con “Die Lit”, ed è stato così per Wlr.
Anche la sua fan-base statunitense ha vissuto ciò reagendo malissimo al primo ascolto, sfogandosi sui social dell’artista con commenti e insulti nemmeno troppo vari. Col passare delle ore però il giudizio si è tranquillizzato ed è stato definito da molti un disco “overhated” (che è stato attaccato troppo e ingiustamente). Sul fatto che hanno attaccato Carti ad un’ora dall’uscita del progetto – chiaro segnale che la musica rischia di diventare sempre più da “fast food” – ci sarebbe da scrivere un eventuale articolo a parte.

 

 

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Francesca Remigi Archipélagos – Il labirinto dei topi (Emme Produzioni Musicali, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Ci troviamo di fronte ad un progetto veramente ambizioso. Si cerca di tradurre in un unico linguaggio musicale le ansie, i limiti, i sotterfugi e le dolorose speranze di quei topi che a rigor di metafora rappresentano noi tutti, chiusi in un labirinto organizzato dal potere e dal profitto. Corroborati dal pensiero della filosofia e della sociologia contemporanea ci rendiamo forse conto di quanto la nostra società sia stata resa liquida, cioè instabile e che il nostro destino sia quello di adattarci continuamente – oggi è di moda la parola “resilienza” – al ritmo predeterminato e guidato dalle direttive del Capitale. Come in un Labirinto dei topi, appunto, ci si muove a tentativi, attratti dal cibo strategicamente posizionato in modo da ostacolarci, sviati dall’ansia del consumo, nel trovare una via d’uscita alternativa. L’arte racconta, l’arte denuncia, l’arte quindi preconizza. Ma come trasformare, in questa contingenza, il turbamento socio-psicologico in note musicali? La strada seguita da Francesca Remigi e dai suoi cinque compagni di viaggio dell’Archipélagos non è certo delle più semplici. 

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Bad Uok – Lateless (Trouble In The East Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Raramente una jazz band si raduna attorno ad un batterista, ma Andrea Grillini è molto di più che un batterista, è un compositore ed un catalizzatore di suoni e Lateless è la prova provata che Andrea sia più un “calamitatore” di suoni che un mero batterista. Lateless è il secondo disco dei Bad Uok, ovvero Andrea Grillini (Drums), Leonardo Rizzo (Fender rodhes), Andrea Calì (piano) e Federico Pierantoni (Trombone).

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Nils Frahm – Tripping With Nils Frahm (Erased Tapes/Audioglobe, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

Non occorre affrettarsi a preparare le valigie, in questo viaggio è sufficiente portare solo sé stessi, consapevoli di intraprendere percorsi mai esplorati.
Tripping with Nils Frahm è l’ultimo lavoro del poliedrico pianista, compositore e produttore tedesco Nils Frahm in cui l’autore raccoglie le registrazioni tratte da quattro esibizioni tenute al Funkhaus di Berlino nel 2018, un luogo magico nonché una delle tappe del suo lungo tour mondiale in cui ha presentato l’album All Melody. Il Funkhaus, noto per la sua acustica eccezionale, è stato anche sede dello studio di registrazione di All Melody ed è riuscito a catturare in maniera ineccepibile i virtuosismi tecnici e l’intensità emotiva di questa ipnotizzante esibizione dal vivo.

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