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Pollio @ Ride – Milano, 18 settembre 2020 [opening act Nove]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Gran bel posto il Ride. Ampio, accogliente, situato nella zona dell’ex mercato di Milano, oggi nel pieno centro della rinnovata vita notturna portata dalla riqualificazione dei Navigli. Se togliamo la difficoltà di raggiungerlo in macchina, alla fine è perfetto: palco e luci notevoli, area verde spaziosa che garantisce tutto il distanziamento di cui c’è bisogno per poter tornare ad organizzare qualcosa di decente.
Già, la musica sta lentamente ripartendo e anche se le limitazioni di cui sono oggetto i grandi eventi rimarranno presumibilmente a tempo indeterminato (tant’è che un futuro incentrato unicamente sui concerti in streaming sembra molto meno un incubo distopico rispetto a qualche mese fa), la scena del nostro paese, quella che non ha mai macinato grandi numeri, potrebbe utilizzare questo momento (si spera) di transizione per tornare a farsi vedere e fare quello che più ama fare.
Non è un caso, in effetti, che proprio quello di Fabrizio Pollio sia stato il mio primo live post lockdown. Era inizio luglio, al Parco Tittoni di Desio e non sembrava vero di essere di nuovo fuori casa a sentire musica dal vivo. Due mesi e diversi concerti dopo (tanti ma ovviamente non quanti avrei voluto) l’appuntamento è ancora con l’ex Io?Drama, in questa ottima cornice milanese.

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Gigi Giancursi e Carlo Pinchetti @ Ink – Bergamo, 5 settembre 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Normalmente ti viene da fare un disco se ti escono fuori le canzoni. Negli ultimi anni però la vita del musicista mi stava stretta, nel senso che mi sembrava si perdesse più tempo a propagandare se stessi piuttosto che a scrivere canzoni. Mi sono dato un po’ dello scemo da solo e Antonio Bardi dei Virginiana Miller una volta mi ha detto: “Ma tu sei un talebano!” che pensandoci è la definizione migliore per me!”. Di Gigi Giancursi non si avevano più notizie da qualche tempo. Nel 2017, a più di un anno dallo split coi Perturbazione aveva fatto uscire “Cronache dell’abbandono”, il primo vero lavoro da solista se si esclude il materiale pubblicato sotto il monicker di Linda & the Greenman. Come lui stesso ha detto, è stato pubblicato in sordina, “senza farlo troppo sapere in giro”, per usare le sue parole. Chi segue Offtopic e il sottoscritto probabilmente si ricorderà la recensione che avevo fatto all’epoca (potete rileggerla qui), e in effetti in quell’occasione era stato proprio lui a mandarcelo in anteprima, nel caso avessimo avuto voglia di recensirlo.
Era un bel disco ma non se ne fece molto: qualche data in giro (venne a Milano ma purtroppo non riuscii ad andarci) e poi più nulla, obbedendo alla regola secondo cui si parla quando se ne sente davvero l’urgenza, quando si ha davvero qualcosa di valido da dire. Dall’anno scorso, comunque, lo si può trovare anche in streaming: “L’ho pubblicato su Spotify e sulle varie piattaforme perché mi sarebbe sembrato un suicidio non farlo! Ma non rinnego nulla di quel che ho fatto: avevo bisogno di seguire il mio percorso, a prescindere dal fatto che fosse una cosa giusta o sbagliata, serviva a me, per una volta volevo che fosse solo la musica a parlare e non tutto quello che le sta attorno. Questa cosa ha avuto anche dei lati positivi perché mi ha obbligato a scrivere a tutti quelli che io pensavo sarebbero stati interessati al disco e quindi per un volta ho utilizzato i social in maniera utile.
Da qualche tempo Gigi è tornato a suonare ed è in fondo il motivo per cui vi stiamo raccontando queste cose: questa sera si sarebbe esibito a Bergamo e, complice la presenza di Carlo Pinchetti, che gli avrebbe aperto il concerto, mi sono trovato con loro due, seduti ad uno dei tavoli all’aperto dell’Ink, il locale che, assieme a Druso ed Edoné, è uno dei centri propulsori dell’attività live della città. Non è stata una vera e propria intervista perché il clima era conviviale e si è chiacchierato liberamente del più e del meno spaziando per vari argomenti.

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Sara Jane Ceccarelli @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 8 agosto 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Ormai il jazz è come una cometa, contiene ghiaccio, gas, polveri e materiali vari. Non so se questo sia un bene o un male, almeno non lo so come “principio”. Certo che quando si ascoltano i risultati di questa contaminazione, come è successo questa sera al Castello di Novara con Sara Jane Ceccarelli, non si può che esserne felici. Una intro un po’ celtica e un po’ folk, d’altri tempi, accompagna l’entrata in scena di una voce votata alle atmosfere intense che sembrano subito Be human. Difficile collocare la musica di Sara Jane, difficile, ma bello cercare al suo interno tutte le influenze di cui è pregna. Colors primo brano scritto da Sara Jane Ceccarelli, riassume e racconta  piuttosto bene di un mondo multiforme, un po’ Jonathan Sweet un po’ Tim Burton, e non solo nella forma musicale.

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Perturbazione @ Porte Aperte Festival, Cremona – 22 agosto 2020

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Articolo di Luca Franceschini

Stiamo lentamente tornando ai concerti ma non è la normalità. La pandemia potrà anche essere sotto controllo (per lo meno dalle nostre parti) ma non è finita e il presente che stiamo vivendo in questi mesi è difficile da definire. Non si tratta di una nuova normalità (perché è improbabile che, a livello di spettacoli dal vivo, saremo per sempre messi così) ma neppure di un periodo di transizione (perché non si possono fare previsioni su un’eventuale sconfitta del virus). Occorre rassegnarci: stiamo vivendo un qualcosa che non conosciamo ancora, all’interno di uno scenario complesso e per molti versi impossibile da interpretare. Viviamo quello che c’è e viviamolo alla grande, perché comunque quello che c’è è tanto e bisogna trattarlo come un dono.
È anche e soprattutto in quest’ottica che il ritorno sul palco dei Perturbazione, sabato scorso a Cremona, è stato qualcosa di meraviglioso. Ce li ricordiamo tutti aver posticipato più di una volta il loro nuovo disco, quello del ritorno in pista dopo quattro anni di hiatus, quello della nuova avventura con Ala Bianca, quello del (possiamo definirlo così) “ritorno alle origini” dopo le esplorazioni sonore dei due lavori precedenti. Un gran bel disco, abbiamo scoperto quando l’hanno finalmente pubblicato, un lavoro lungo e complesso ma allo stesso tempo anche leggero e ispirato, forse come non erano mai stati da tanti anni a questa parte. La cancellazione del tour è stato un brutto colpo perché sarebbe stato giusto che, dopo così tanta lontananza dai palchi, tornassero nella loro dimensione migliore (dal vivo sono tra le migliori realtà italiane, secondo me) con un progetto solido e credibile.

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Lucio Corsi @ Auditorium Horszowski, Monforte D’Alba (Cn), 01 agosto 2020

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Articolo di Claudia Losini, immagini sonore di Flavio Amelotti

Quando per la prima volta ho sentito Frecciabianca di Lucio Corsi, con quel riff di chitarra psichedelica ad aprire la canzone, ho pensato “Finalmente non il solito cantautore”. Lucio Corsi, classe 1993, che ancora si domanda cosa farà da grande, e ancora non sa che grande lo sta già diventando.
Nella cornice suggestiva dell’anfiteatro Horszowski di Monforte d’Alba, Lucio si presenta sul palco seguito dalla sua band. Lui, come sempre, dall’elegante presenza d’altri tempi, indossando una camicia con volant e scarpe silver glitterate, i capelli lunghi sciolti. In effetti a primo acchito potrebbe sembrare un modello (e ricordiamo che ha anche sfilato sulla passerella di Gucci), o un glam rocker degli anni 70. E in effetti l’attitudine glam rock c’è, e si sente fin dal primo attacco.

Francesco Chiapperini – On the bare rocks and glaciers @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 6 agosto 2020

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Articolo di Mario Grella

Chi fosse stato presente al concerto di Francesco Chiapperini e del suo “Extemporary Vision Ensemble”, nell’ambito di NovaraJazz del lontano 2015, un progetto sulle marce funebri che si suonano a Molfetta in occasione del venerdì Santo, non si sarebbe stupito più di tanto nell’ascoltare questa sera, nel cortile del Castello di Novara, “On the bare rocks and the glaciers” (eseguito per la prima volta in pubblico per NovaraJazz Summer). Con un po’ di attenzione, e una certa capacità di “intelligere”, è facile riconoscere nel titolo del nuovo progetto di Francesco Chiapperini il primo verso della famosa e celebrata “Preghiera dell’Alpino”. Cosa può legare due ambiti apparentemente distanti, se non proprio contrapposti, come il mondo degli alpini e il jazz? Io credo che il trait-d’union possa essere uno e uno solo: l’intelligenza. 

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Paolo Benvegnù e Marco Parente // Lettere al mondo @ Villa Angaran San Giuseppe, Bassano del Grappa (Vi) – 18 luglio 2020

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Articolo di Luca Franceschini

Bello finalmente tornare ai concerti. Certo, ci sono le limitazioni, gli artisti che suonano sono esclusivamente italiani e di cosiddetti “grandi eventi” non ce ne saranno per chissà quanto. Al netto del pur comprensibile ottimismo dei promoter, che continuano ad annunciare date per il 2021 quando di evidenze che si tornerà alla normalità non ce ne sono, le poche e piccole cose a cui stiamo assistendo in queste settimane sono l’unico dato di realtà che al momento abbiamo recuperato. È poco? È tanto? È quello che c’è. Prendiamolo e cerchiamo di godercelo. 
Marco Parente e Paolo Benvegnù avrebbero dovuto suonare a Bassano del Grappa a maggio nell’ambito del loro Lettere dal mondo ma sappiamo purtroppo com’è andata. Lo recuperano ora, mentre nelle singole carriere dei due artisti sono sopraggiunte alcune novità: per Benvegnù l’uscita del nuovo Dell’odio dell’innocenza, che sta iniziando timidamente a portare in giro in queste settimane, per Parente il progetto Poe3 Is Not Dead, una trilogia sotto lo pseudonimo di Buly Pank, inaugurata proprio in questi giorni con l’uscita del disco-metraggio American Buffet

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Simone Quatrana e NovaraJazz Collective @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 18 luglio 2020

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Articolo di Mario Grella

C’è chi dice che anche lo spazio può determinare la qualità della musica, in questo senso il cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara è sicuramente adatto ad esibizioni come quella di questo sabato sera, nell’ambito delle manifestazioni della rassegna Estate novarese 2020, in collaborazione con NovaraJazz Festival. Conoscendo però la tempra e le grandi qualità di questo giovane pianista, fosse qui o altrove, l’effetto sarebbe stato identico. Ma non guasta certo dire che, sotto questo cielo stranamente blu, circondati da questo maestoso edificio,  le funamboliche improvvisazioni al piano di Simone, sia che si tratti di scorribande coloristiche sulla tastiera, sia che dalla tavola armonica del piano escano quei rabbrividenti tuoni sordi che riempiono la grande corte fino a saturarla hanno lo stesso effetto dirompente.

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Aparticle @ Piccolo Coccia, Novara – 22 febbraio 2020

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Articolo di Mario Grella

Non ho una grande passione per l’elettronica nel jazz, ma mi accorgo che ogni volta che lo scrivo, lo faccio per poi precisare che ci sono delle eccezioni. Di queste eccezioni fa parte la bella band in scena questa sera al Piccolo Coccia di Novara per NovaraJazz Winter, con Michele Bonifati alla chitarra elettrica, Cristiano Arcelli ai sax, Giulio Stermieri al piano Rodhes, Ermanno Baron alla batteria. Si ha sempre la tendenza ad etichettare i gruppi, le forme musicali, gli stili e spesso l’operazione risulta essere un po’ stucchevole e anche un po’ inutile, ma certo è, che quando risulta difficile etichettare una forma musicale, significa che siamo sulla strada giusta. Anzi, vuol dire che sulla strada giusta è chi suona.

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