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Arianna Mancini

Nell & The Flaming Lips – Where the Viaduct Looms (Bella Union, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Inusuali allineamenti planetari nel cielo musicale. Alla voce: Nell Smith, una ragazza di 14 anni, alla sonorizzazione: The Flaming Lips; sul set siderale: nove brani di Nick Cave. L’inconsueto e  particolare lavoro scaturito da questa collisione, uscito lo scorso 26 novembre per Bella Union, prende il nome di Where the Viaduct Looms.

Come può compiersi una simile sinergia astrale? Questa è un’ulteriore conferma delle magiche coincidenze della musica, di come un semplice concerto possa sancire l’inizio di qualcosa di straordinario ed inaspettato. Il punto d’incontro si palesò allo Sled Island Music and Arts Festival di Calgary nel 2018, nel cui programma presenziavano anche The Flaming Lips. Nell Smith, originaria di Leeds (Regno Unito), dopo essersi trasferita in Canada con la famiglia, partecipò al concerto dei Lips proprio in quell’occasione. Non era una novizia dei loro spettacoli, a cui aveva più volte partecipato con i suoi genitori, fra le prime file e sempre vestita con lo stesso costume da pappagallo. È qui doveroso fare una precisazione, per chi non fosse familiare con i live di Wayne Coyne e soci. Le esibizioni dal vivo dei ragazzi psichedelici di Oklahoma City sono un piccolo viaggio nel Wonderland. I seguaci spesso si travestono con costumi da animali o con altri tipi di maschere, i settaggi delle luci sono sempre surreali e corredati da video sullo sfondo, coriandoli e palloncini si librano nell’aria… e, non ultimo, l’immancabile bolla di plastica a grandezza d’uomo dentro la quale Coyne attraversa il pubblico.

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Andrea Chimenti – Mi stupisce, ogni volta, il fatto di esistere e continuo sempre a stupirmi. È uno stupore costante

I N T E R V I S T A


Articolo di Arianna Mancini immagini sonore di Andrea Furlan

Quello che si dice essere un percorso di esplorazione. Dal vinile che non riesci a togliere dal piatto alla prima data del tour. Nel mezzo però, c’è ancora spazio per un angolo di meraviglia, per andare a fondo, per esplorare gli abissi. In questa fenditura da sondare, Andrea Chimenti ci ha aperto le porte della sua disponibilità e lo abbiamo incontrato, il 26 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano, prima del suo concerto, per entrare un po’ più nei dettagli del suo ultimo lavoro e del suo mondo. Buon viaggio!  

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Andrea Chimenti @ Arci Bellezza, Milano – 26 novembre 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Arianna Mancini, immagini sonore di Andrea Furlan

Le sincronie della vita… non poteva che chiamarsi Bellezza, il luogo in cui si è tenuto il primo concerto ufficiale del nuovo lavoro di Andrea Chimenti, uscito lo scorso 5 novembre. Il Deserto La Notte Il Mare (qui la recensione), ha concepito questo titolo visionario il suo carismatico creatore, e l’opera è uno di quei manufatti che una volta posto nel giradischi a fatica lo si riesce a togliere dal piatto.

Prima dell’esibizione incontriamo Andrea per un’intervista, che ci accoglie con la sua umile gentilezza di sempre, tipica delle anime elette. Ci sarà a breve l’occasione per un successivo articolo di approfondimento dedicato a questo, ora è tempo di partecipare al concerto e sentire questo disco assumere nuova vita.

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Andrea Chimenti – Il Deserto La Notte Il Mare (Vrec Music Label, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Il 5 novembre, in pieno autunno che esplode in tutto il suo splendore, esce il nuovo lavoro di Andrea Chimenti: Il Deserto La Notte Il Mare. Un titolo che evoca uno scrigno denso di visioni. Ci si avvicina sempre in punta di piedi e con timore reverenziale ad artisti di tale calibro e ad un’opera così intensa, per apprensione di usurparne la bellezza ed il valore.

Il percorso creativo di Andrea Chimenti è scolpito di devota coerenza artistica, spessore e ricerca. Non ha mai cercato di seguire le tendenze, mantenendo intatta la sua autenticità ed espandendo la sua arte ben oltre la musica, cimentandosi in più discipline. Gli albori musicali si collocano nella Firenze degli anni Ottanta con i Moda, formazione che ha rappresentato la colonna della new wave italiana, con cui pubblicò tre dischi. Gli anni Novanta lo vedono abbracciare la carriera solista che lo ha condotto fino ai nostri giorni con nove album in studio, una raccolta ed un live. Ha collaborato con svariati artisti come David Sylvian, Mick Karn, Mick Ronson, Steve Jansen, Gianni Maroccolo, Federico Fiumani, Piero Pelù, Sycamore Age, Nosound, Moongarden, Patrizia Laquidara, Rita Marcotulli, Anita Laurenzi, Corde Oblique, Stefano Panunzi, Nicola Alesini, Giancarlo Onorato, Yo Yo Mundi. Andrea oltrepassa i confini del cantautorato d’autore, espandendo la sua creatività ad altre espressioni artistiche. Ha lavorato nel teatro e nel cinema come attore e scrittore di colonne sonore, da progetti sperimentali con Fernando Maraghini a Carlo Verdone e Riccardo Sottili, per citarne alcuni. Si dedica inoltre alla direzione artistica come curatore di installazioni e sonorizzazioni di mostre e filmati d’arte. Il suo amore per la letteratura lo vede esprimersi in una duplice incarnazione, sia come creatore di musica che come autore. Adorna di ulteriore melodia i testi di Ungaretti, Pessoa, estratti della Bibbia del Qoèlet e del Cantico dei Cantici. Nel 2005 esce il suo racconto Il Fiume Perduto, parte della raccolta Voci di Fiumi; nel 2014 il suo primo romanzo Yuri che si è poi sviluppato l’anno successivo nel disco omonimo. Nel 2020 vede la luce L’organista di Mainz, raccolta di cinque racconti. Un’edizione preziosa a tiratura limitata, accompagnata da una scatoletta di metallo in cui sono riposti piccoli oggetti simbolici, che profumano di ricordi d’infanzia, fra cui una chiavetta usb che contiene la lettura di due racconti. Il 2 ottobre al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, poco prima dell’uscita del suo ultimo lavoro, riceve il premio alla carriera.

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C.Gibbs – Tales from the Terramar (Eastern Spurs Recordings, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

“Racconti dal Terramar/ Svegliato con i corvi che si nutrono dal palmo della mano nella mia veranda/ Indosso il mio abito nero e navigo lungo la punta delle dita di Dio”. È l’incipit della title track che apre il nuovo album di Christian Gibbs, aka C.Gibbs, per questa sua nuova pubblicazione. Sin dalle prime righe di testo si ha già il sentore di aver a che fare con del materiale istrionico dotato di un certo spessore e con un personaggio che non può passare inosservato.
Il nostro “cantastorie” del Terramar nasce a San Diego, al momento di intraprendere una formazione accademica segue un percorso inverso a quello di innumerevoli musicisti europei, che si trasferiscono negli Stati Uniti, e studia musica all’Imperial College di Londra. Versatile polistrumentista e compositore, il suo curriculum musicale lo vede impegnato su più fronti con varie formazioni appartenenti a generi diversi, dagli albori new wave londinesi al suo trasferimento a New York dove fonda ad inizio anni ‘90 il trio post-punk Morning Glories. I primi anni duemila lo vedono come autore e alla guida dei Lucinda Black Bear, band folk rock con venature psichedeliche dal songwriting accurato e dagli arrangiamenti raffinati, che nella formazione include anche un duetto d’archi. Motherwell Johnston, dalle tinte graffianti rock-blues, He Arrived by Helicopter,con spazi sonori più strumentali tesi alla sperimentazione con ampio impiego di synth, e gli album pubblicati a suo nome, sono altre espressioni del suo spirito vulcanico. Si esibisce anche come musicista di sessione collaborando, fra i tanti, con la realtà dell’industrial rock d’avanguardia di Foetus e in tour con  Dave Vanian and the Phantom Chords. Inoltre, dopo il suo battesimo nel mondo delle major con Atlantic Records, fonda la sua casa discografica, la Eastern Spurs Recordings, che tutt’ora dirige.

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Low – Hey What (Sub Pop Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Un’immagine minimale che richiama modelli d’interferenza, si presenta così la copertina del tredicesimo lavoro dei Low uscito lo scorso 10 settembre per Sub Pop Records. L’artwork, opera di Peter Liversidge, artista multidisciplinare britannico, funge da anticipazione ed autentica visione sonora dei dieci brani che compongono l’album, inni che scorrono su tappeti elettronici susseguendosi nella costante matrice di riverberi e distorsioni in cui echi e ritornelli si ripetono in loop come dei mantra.
In questo loro terzo disco prodotto da BJ Burton, Alan Sparhawk e Mimi Parker, un lavoro in duo senza il bassista Steve Garrington, proseguono e danno compimento definitivo a quella metamorfosi già evidente in Double Negative del 2018. Il cambiamento si condensa acquisendo un cromatismo più netto e senza compromessi, volti ad ottenere il plauso dei fan e della critica, com’è sempre stato nel loro stile. Siamo ormai lontani anni luce dalle melodie tenui e crepuscolari di I Could Live in Hope (1994), ma Alan e Mimi hanno sempre guardato avanti, trasformando e reinventando il loro approccio al sound e restando fuori dalle tendenze maggiormente in voga del periodo.

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Nosound @ 2Days Prog+1 Festival, Revislate (No) – 5 settembre 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Arianna Mancini

Some Warmth into this Chill, un po’ di calore in questo freddo, per dirla con le parole dell’omonimo brano dei Nosound. Il freddo che ha bloccato un po’ tutti negli ultimi due anni, in maniera particolare gli artisti, i musicisti e tutto ciò che gravita intorno a questo fatato e taumaturgico mondo. Assenza di eventi live è assenza di vita, di energia e di vibrazioni che smuovono l’anima. Il calore è finalmente tornato a sciogliere il gelo con gli eventi live e con i festival, così le “mancanze” degli appassionati sono state prontamente colmate, come nel caso del 2Days Prog+1 Festival giunto alla sua tredicesima edizione. L’evento, considerato il festival italiano più importante a livello internazionale, che usualmente si tiene nella Piazzetta della Musica di Veruno, in provincia di Novara, quest’anno ha avuto un cambio di location ed è stato ospitato nel campo sportivo della vicina Revislate. Tre giorni, ricchi di contaminazioni fra passato e presente, in cui si sono alternate sul palco dodici band, sia gruppi che hanno scritto la storia del progressive rock italiano che progetti considerati di nicchia in Italia, anche se più noti all’estero come nel caso dei Nosound.

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Giancarlo Erra – La magia è la combinazione che avviene quando un artista fa qualcosa che arriva a qualcun altro.

I N T E R V I S T A


Articolo di Arianna Mancini

Departure Tapes è la seconda opera solista di Giancarlo Erra, polistrumentista, produttore, artista visivo e fondatore della band capitolina Nosound. I “Nastri” si snodano in un percorso onirico, sei brani strumentali intessuti di una disarmante intensità tale da solcare l’anima, anche quella più vitrea, e confermano la duttilità di Erra nell’esplorazione, sondando i sentieri del suono.
L’album riflette un periodo oscuro e complicato dell’artista che ora vive nel Norfolk. Un viaggio iniziatico e di riconciliazione attraverso i suoi spostamenti fra il Regno Unito e l’Italia, dopo aver appreso della malattia terminale del padre, con cui aveva perso la quotidianità ed i rapporti da quando era un adolescente. La malattia è stata un nuovo punto d’incontro e di riavvicinamento per entrambi, quasi ormai sconosciuti l’uno all’altro; per portare bagliori di luce sulle macerie del passato. Abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrarlo virtualmente e di parlare con lui, ripercorrendo come in un insieme di scatti su pellicola, momenti di vita, di creazione e di progetti futuri.

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Alessandro Cortini – Scuro Chiaro (Mute Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

La storia di Alessandro Cortini potrebbe essere descritta come la fiaba di un “cervello in fuga” baciata dal giusto tocco di serendipità, e quando si hanno audacia, dinamismo e un’indole nerd come stelle guida ed il campo d’azione è la musica, ne nascono quasi sempre risultati non convenzionali e non prevedibili.
Classe 1976 bolognese di nascita, cresciuto a Forlì da giovane ventenne lascia il Bel Paese alla volta degli U.S.A. per studiare chitarra al Musicians Institute di Los Angeles, finiti gli studi si dedica all’insegnamento e all’esplorazione del mondo dei synth e tastiere che con il tempo diventeranno il suo campo di creazione e sperimentazione. Come prima esperienza suona con i Mayfield Four di Myles Kennedy, futuro leader e fondatore degli Alter Bridge, successivamente fonda il gruppo Modwheellmood ma la svolta arriva come spesso accade, per caso. Anno 2005, un volantino appeso al Musicians Institute annuncia che “un certo” Trent Reznor sta cercando un chitarrista e tastierista per l’imminente tour di With Teeth. L’occasione è data, l’opportunità colta e all’audizione segue il suo ingresso nei Nine Inch Nail (qui da non dimenticare il recente fiore all’occhiello in piena pandemia quando nel 2020 è stato il primo musicista italiano ad essere introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame in quanto membro della band). Alla collaborazione con i NIИ,affianca quella con i How To Destroy Angels, altro progetto parallelo dell’irrequieto perfezionista Trent creato con la moglie Mariqueen Maandig e Atticus Ross. Si apre poi un nuovo percorso in cui si dedica ai propri progetti solisti e varie collaborazioni, anche se non abbandonerà mai i Nails definitivamente e tornerà con loro nella line-up di Hesitation Marks nel 2013. Fra le altre collaborazioni si annoverano quella con i Puscifer, i Ladytron, Jovanotti, M83, Muse e Daniel Avery. Estende il campo d’azione alla creazione e mixaggio di colonne sonore per videogiochi e film indipendenti. Pubblica svariati album solisti con diversi moniker: SONOIO, Blindoldfreak, Skarn e Slumberman fino alle sue ultime uscite in cui appare con il suo nome di battesimo. Da Los Angeles vira a Berlino, capitale europea della musica elettronica, qui entra in contatto con Daniel Miller della Mute Records, con cui pubblica Volume Massimo nel 2019 e SCURO CHIARO uscito lo scorso 11 giugno, il tutto mentre prende la volta del Portogallo per trasferirsi vicino Lisbona.    

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