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CINEMA

Ezio Bosso. Le cose che restano – di Giorgio Verdelli (Italia 2021)

C I N E M A


Articolo di Silvia Folatti

Diavolo di un Bosso. Te lo ritrovi dove meno te lo aspetti e con l’energia decuplicata da quella fame di vita e musica che lo divorava e alimentava insieme, una curiosità insaziabile e multiforme. Tu lo amavi già senza saperlo, per esempio quando avevi visto “Io non ho paura” di Salvatores ed eri rimasta ammaliata dalle musiche originali che guarda caso erano proprio sue, lo sapevate? Sapevate che Ezio Bosso nasce come contrabbassista di grande talento e tecnica e solo dopo l’insorgere della malattia degenerativa, sapendo cosa lo aspetta, si reinventa direttore d’orchestra e pianista, conquistando pubblico, critica e colleghi del calibro di Geoff Westley, il quale ne parla in maniera entusiasta e con una stima incondizionata? Sapevate che Ezio ha collaborato con attori come Silvio Orlando e ha perfino prestato la sua arte a un pezzo rap sulla camorra, “Il cappotto di legno”, il cui video andato in onda su MTV quando uscì fece il pieno di visualizzazioni e che contava la partecipazione di Saviano? Una ne faceva e mille ne pensava, il dolce, vulcanico, poliedrico, eccentrico e autoironico musicista e compositore. Sì, perché anche e soprattutto questo era il nostro, un fine, originale compositore che addirittura “ricomponeva” le sinfonie dei grandi del passato suonandole in maniera assolutamente inedita e sorprendente, come “Al chiaro di luna” di Beethoven che interpretava con una lentezza mai sperimentata prima per farne gustare ogni minimo dettaglio e prolungarne l’emozione e l’incanto.

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XII edizione del Festival della Fotografia Etica – Lodi – dal 25.9 al 24.10.2021

F O T O G R A F I A


Articolo di Stefania D’Egidio

Il Festival della Fotografia Etica spegne quest’anno le dodici candeline, un traguardo importante, visti i tempi turbolenti che stiamo attraversando. Nell’ultimo decennio la manifestazione, nata da un’idea del visionario gruppo Progetto Immagine, è cresciuta sempre più, grazie all’aiuto di partners importanti, attirando l’attenzione non solo degli addetti ai lavori e degli appassionati di fotografia, ma anche di quel pubblico che crede nel potere della cultura di veicolare messaggi importanti. Se all’inizio era un tipo di fotografia commissionato dalle ONG per documentare la loro attività, nel tempo è diventata un modo per raccontare le distopie di questo mondo marcio e, nello stesso tempo, dare un briciolo di speranza attraverso la bella realtà delle tante associazioni di volontariato. Il Festival è un’occasione per fare un viaggio spazio-temporale, non solo in senso figurato, perchè le oltre venti mostre sono dislocate negli edifici storici, nelle chiese sconsacrate e nei giardini della bellissima cittadina di Lodi e, quest’anno, anche nella vicina Montanaso Lombardo, dove troverete i vincitori della call Freedom, la open call promossa dall’associazione Roma Fotografia in collaborazione con la rivista Il Fotografo. Una macchina organizzativa perfetta resa possibile dagli Amici del Festival, gli oltre 350 volontari che si mettono a disposizione del pubblico. La manifestazione partirà il 25 settembre, con le mostre aperte dalle 09.30 alle 21.00, visitabili solo con Green Pass, come da normativa vigente, per concludersi il 24 ottobre: i biglietti vanno acquistati rigorosamente on line, per evitare assembramenti, con uno sconto speciale per il primo weekend e la possibilità di fare abbonamenti. Sono previsti inoltre incontri, workshop e visite guidate con gli autori , che vi sveleranno i segreti dietro ogni foto e, novità assoluta, una Book Weekend dedicata al mondo dell’editoria.

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Oasis Knebworth 1996 – di Jake Scott (Gran Bretagna, 2021)

C I N E M A


Articolo di Silvia Folatti

Non è un film sugli Oasis e sulle vicende turbolente dei fratelli Gallagher. È un docufilm su quel grande rito collettivo che noi tutti ricordiamo bene e che ci manca da morire: il concerto, non in teatro o all’aperto seduti col distanziamento ma quello col bagno di folla, il sudore, gli spintoni, la fatica ma insieme la magia, l’adrenalina, la passione, il piacere puro e la gioia assoluta di condividere all’unisono un’emozione, un sogno, un’armonia fugace e proprio per questo perfetta. Sul palco ragazzi o ex ragazzi come noi che per scommessa, cocciutaggine, ribellione e un pizzico di fortuna ce l’hanno fatta ma che senza il vero talento, coltivato con coraggio e convinzione suonerebbero ancora in qualche club indie rock di Manchester e dintorni.
Ma loro no, negli anni ’90 in pochissimo tempo sono assurti da band promettente a gruppo cult più acclamato del Regno Unito e non solo, polverizzando il successo e oscurando il prestigio di altre band consolidate e adorate da schiere di adolescenti e giovani amanti del Brit-pop.

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Per Lucio – di Pietro Marcello (Italia, 2021)

C I N E M A


Articolo di Silvia Folatti

– Se non avessi fatto il musicista cosa avresti fatto?
– Non lo so, un lavoro qualunque… L’imbianchino.
– Perché?
– Perché amo i colori. Soprattutto il bianco.
Lucio è così (i due amici che lo ricordano nel film ne parlano al presente perché è come se lui fosse ancora lì con loro: una volta Gianni Morandi disse che si aspettava di vederlo rispuntare da un momento all’altro dicendo di essere stato in Sud America): quando pensi che dica la verità ti spiazza e non sai se ti ha svelato un segreto o ti ha preso bonariamente in giro fin dall’inizio. Il film di Pietro Marcello è un viaggio a ritroso nel tempo che narra la vicenda umana e artistica di Lucio Dalla e un pezzo di Storia del nostro paese, con le trasformazioni fisiche, sociali e culturali dal dopoguerra in poi che si snodano sotto i nostri occhi grazie a un prezioso lavoro di ricostruzione di materiali di archivio, anche inediti, sapientemente modulati in accordo con le canzoni di Lucio e la sua storia personale e pubblica.

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Extraliscio – Punk da balera – di Elisabetta Sgarbi (Italia, 2021)‎

C I N E M A


Articolo di Silvia Folatti

Ma che strano film è questo, che in due ore sfata un pregiudizio lungo una vita e ti fa immergere in un mondo che non avresti mai pensato neanche di sfiorare, che eri convinta avessi rifiutato con cognizione di causa e a cui, ammettiamolo, guardavi con un certo snobismo e tanta presunzione… Un film che ti spiazza fin dalla prima scena, perché sembra l’inizio di un film di Kusturica dal ritmo già trascinante e l’atmosfera un po’ gitana e poi prosegue con citazioni di Kubrick (il bancone del bar in cui si alternano vari fantasmi a cui la voce narrante Ermanno Cavazzoni comincia a chiedere l’immancabile e misterioso cocktail), Wes Anderson, nei colori accesi soprattutto quando i componenti della band si raccontano, Fellini (le nebbie, le atmosfere oniriche), Jarmusch (i fantasmi, le allucinazioni, i contorni sfumati, la poesia), Kaurismaki e i suoi personaggi improbabili e stralunati.

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Downfalls High – di Machine Gun Kelly & Mod Sun (USA, 2021)

C I N E M A


Articolo di Giovanni Tamburino

C’è Fenix, un giovane punk. Un adolescente decisamente outsider. In sedia a rotella in ospedale. Con una benda sull’orecchio.
O meglio, dove avrebbe dovuto esserci, visto che Fenix l’orecchio se l’è tagliato. A scuola. Sul palco dell’auditorium. Il giorno della consegna dei diplomi.
Perché Fenix, giovane punk e adolescente outsider, è in ospedale, su una sedia a rotelle, con una benda dove prima c’era l’orecchio, visto che se lo è tagliato a scuola, sul palco dell’auditorium il giorno della consegna?
Questa è la storia di Fenix. E Scarlett.
Alla Downfall’s High.

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Maria Devigili – Superstiti [anteprima video]

I N T E R V I S T A


Articolo di Angela Todaro 

Maria Devigili, trentina di nascita, per molto tempo bolognese di adozione, a cinque anni già suonava pezzi suoi su una pianola e a nove circa ha iniziato a comporre canzoni con la chitarra classica, imparando a suonarla da sola. La musica è quindi una passione che l’accompagna da sempre e l’ha portata, negli anni, ad esibirsi in lungo e in largo sia in Italia che all’estero. Laureata in filosofia, idealista, convinta che un artista abbia un ruolo sociale importante, propone un genere essenzialmente pop rock che si caratterizza per una vibrante, contagiosa energia sonora. Dopo il suo ultimo lavoro Io, tu e le cose, la cantautrice torna con uno splendido video girato negli USA tra febbraio e marzo, durante il periodo in cui era rimasta bloccata a Las Vegas. Superstiti, questo è il titolo del brano, a proposito del quale abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Maria, facendoci anche anticipare qualcosa dei suoi progetti futuri… 

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L’incredibile storia dell’isola delle rose – di Sydney Sibilia (Italia, 2020)‎

C I N E M A


Articolo di Francesca Marchesini

«C’era una volta un ingegnere bolognese che non riusciva a sottostare alle costrizioni della vita. Un giorno, il nostro eroe, decise che voleva essere libero; chiese in prestito una barca al suo amico, figlio di un costruttore navale, e salpò navigando lontano dalle coste romagnole per fondare un suo mondo senza regole in mezzo al mare.»
Raccontando la trama dell’ultimo film scritto e diretto da Sidney Sibilia, risulta istintivo adottare la formula della fiaba. La storia di un uomo che in nome della libertà e dell’amore decide di costituire una nazione indipendente assume i toni del racconto incantato… e poco importa se la storia narrata sul grande  – o meglio piccolo (la distribuzione del film è un’esclusiva Netflix) – schermo non rispecchia del tutto la realtà dei fatti. Il buon esito di questo quarto lungometraggio del regista salernitano, reduce dalla trilogia Smetto quando voglio, sta proprio nell’essere riuscito a ricordare cosa significa sognare e lottare per i propri desideri.

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il peso del corpo – meccanica celeste [anteprima video]

I N T E R V I S T A


Articolo di James CookLucia Dallabona 

Il cantautore Andrea Arnoldi, a distanza di poco più di un anno dall’uscita de “Le metamorfosi” e di soli pochi mesi da “DIECI|VENTI”, album pubblicato per celebrare una carriera decennale, torna con un nuovo singolo realizzato insieme alla formazione che lo accompagna negli ultimi anni, il peso del corpo. “Meccanica celeste”, questo è il titolo di un brano tanto affascinante quanto enigmatico da decifrare. Ci siamo quindi rivolti direttamente all’autore per approfondire…

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