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TEATRO

TOdays festival 2021 – torna con un’interessante line up e qualche novità dal 26 al 29 agosto

C O N F E R E N Z E


Articolo di Claudia Losini

Dopo un anno di silenzio, l’estate dello Spazio 211 torna a suonare con la musica di TOdays festival, dal 26 al 29 agosto. Chi conosce la storia del festival e del suo direttore artistico sa bene che la sua forza sta nel non fermarsi mai, nonostante tutto. E nonostante l’edizione 2020 sia saltata, lo spirito di TOdays ha continuato a resistere con Tourdays, un percorso fatto di idee e persone legate al mondo della cultura e della musica per ripensare alle modalità di ripartenza e immaginare un futuro del mondo dello spettacolo insieme.
Il 2021 è un anno molto particolare, ormai possiamo dirlo con certezza, un anno dove ogni scelta di fare porta con sé un messaggio di forza e visione. E la sesta edizione di TOdays Festival è una celebrazione del presente, con uno sguardo puntato verso il futuro: la scelta stessa del cartellone rappresenta tutte le ultime tendenze della musica, in un gioco a volte anche di contrapposizione sonora che, come sempre, ti porta a dire stupito “Non me lo aspettavo”.

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Presentata la prossima Stagione al Teatro La Fenice di Venezia, ancora una volta esemplare di una grande rinascita.

C O N F E R E N Z E


Articolo di Annalisa Fortin

Oggi più che mai, quando ci si trova a Venezia, si ha la sensazione di essere in un piccolo centro del mondo. In quel luogo unico dove storia millenaria e visioni futuristiche si incontrano. È difficile parlare di Venezia senza cadere in luoghi comuni e stereotipi del bene e del male, ma la realtà è che questa città, che ha dovuto inventarsi e reinventarsi molte volte, tra mille difficoltà, continua a farlo con un’apertura mentale che la affianca alle città culturalmente più importanti d’Europa. E forse anche del mondo. Fucina di ricerca e sperimentazioni, ma nel contempo intima, verace e popolare, Venezia è sempre stata una perfetta equilibrista tra acqua e terra, tra Oriente e Occidente, tra aperture e chiusure, una continua fonte d’ispirazione per intellettuali e artisti, ma anche per imprenditori capaci di cogliere gli stimoli del bello, credendo in questa città e nei suoi tesori. Tra questi, uno dei più preziosi è indubbiamente il Teatro La Fenice, emblema rappresentativo di rinascita, più e più volte. E ogni volta sempre più straordinaria. Questo grazie anche alla lungimiranza imprenditoriale di cui si parlava poc’anzi, sostenimento principale della Fondazione su cui si basa il famoso teatro veneziano e che il sovraintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, non si è risparmiato di ringraziare durante la conferenza stampa del 6 luglio scorso. La motivazione ufficiale del convegno è stata la presentazione della prossima Stagione Lirica, di Balletto e Sinfonica, pur essendo ancora attiva la stagione attuale con eventi assolutamente da non perdere come il dramma vivaldiano Farnace (10 Luglio), il concerto dell’Orchestra Giovanile di Luigi Cherubini diretto niente meno che da Riccardo Muti (12 Luglio), il Rinaldo di Händel (31 Agosto – 4 Settembre), il Rigoletto (29 Settembre – 10 Ottobre) e concerti meravigliosi interpretati dall’Orchestra e dal Coro del Teatro La Fenice, diretti da maestri di fama internazionale.

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Charlie e la Fabbrica di Cioccolato @ La Fabbrica del Vapore, Milano fino al 31 gennaio 2020

T E A T R O


Articolo di Eleonora Montesanti 

Con molta curiosità ed entusiasmo abbiamo assistito alla Prima Assoluta del musical Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, in scena per la prima volta in Italia alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano, dove rimarrà per tutta la stagione teatrale 2019/2020.
Il musical, basato sul romanzo di Roald Dahl che ha già dato luce ad almeno due film eccezionali (quello con Gene Wilder e quello di Tim Burton), è adatto ad ogni età: altro non è che un mondo da scoprire attraverso un viaggio surreale, fra scenografie sorprendenti, effetti speciali e costumi meravigliosi.

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Ritorno a Reims di Thomas Ostermeier @ Piccolo Teatro Studio Melato, Milano – fino al 16 novembre 2019

T E A T R O


Articolo di Mario Grella

Al Teatro Studio di Milano ho praticamente visto due spettacoli. Il primo un “reading”, quello del magnifico libro del filosofo e sociologo francese Didier Eribon, “Ritorno a Reims”, il secondo, “Ritorno a Reims” del grande regista tedesco Thomas Ostermeier. Un capolavoro di “introspezione politica”, se così si può dire, il primo, uno spettacolo un po’ pretestuoso il secondo. Certo l’operazione non era delle più semplici, anzi di una complicazione unica, e l’idea, per risolvere il dilemma di come trasporre per il teatro un diario interiore di meditazione politica, era davvero difficile. Ostermeier lo mette in scena ideando tre piani narrativi: il primo dove un‘attrice, un regista e un tecnico del suono lavorano al commento sonoro di un film tratto dal libro di Eribon.

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Berta: Canto alla terra. La prima nazionale dello spettacolo di nudoecrudo teatro al Giardino delle Esperidi Festival.

T E A T R O


Articolo di Eleonora Montesanti Foto di Alessandro Brasile

Il posto migliore per rendere omaggio al solstizio d’estate è senza dubbio il palco della residenza teatrale di Campsirago, un piccolo borgo situato sulle colline lecchesi. Non è facile descriverne l’atmosfera intima e magica che, fra la vista mozzafiato e il rumore di cicale, trasforma ogni esibizione in un’esperienza irripetibile.

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Margherita Hack una stella infinita – Teatro Verdi, Fiorenzuola d’Arda, 15 dicembre 2018

Articolo di ElleBi immagini sonore di Leonardo Arrisi

“C’è scoppiato lo spettacolo in mano, abbiamo continuato a farlo, da una puntata d’occasione è diventato un lavoro che portiamo in giro assai volentieri da qualche anno”.
Dopo aver visto al Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda il monologo “Margherita Hack Una Stella Infinita“ scritto e diretto da Ivana Ferri, questa dichiarazione della protagonista Laura Curino non mi sorprende affatto!
Ho trovato particolarmente vincente la scelta di affidarsi al montaggio di dichiarazioni autografe di Margherita Hack.
Le parole, ordinate con ritmo vivace, rigorose hanno affrontato gli aspetti scientifici, riempendosi di poesia, intensità, calore, intelligente ironia, nel racconto del privato. Il valore aggiunto poi lo ha creato la Curino, con un’interpretazione ricca di sentimento e appassionata grazia.

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30 per 100 – Ramin Bahrami e Gioele Dix – Teatro Verdi, Fiorenzuola d’Arda, 27 ottobre 2018

Articolo di ElleBi immagini sonore di Leonardo Arrisi

È un sabato sera di quelli uggiosi, piovosi, che tendenzialmente mi mettono un po’ di malinconia, ma ugualmente, con entusiasmo, raggiungo il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda. La stagione si inaugura con un debutto in prima assoluta che stuzzica parecchio la mia curiosità, a cominciare dal titolo “30 per 100”. 30 sono le Variazioni Goldberg, capolavoro in musica di Johann Sebastian Bach, 100 sono i “romanzi fiume tutti della massima lunghezza di una pagina e mezza”, senza titolo, numerati in ordine consecutivo, che compongono Centuria del neo avanguardista Giorgio Manganelli.

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Dante – L’alto sonno e la maravigliosa visione (prima parte)

Articolo di Simone Santi

[se volete sapere perché un’altra rubrica che tratta di letteratura, vi invito a leggerne l’introduzione]

Dopo esserci fatti accompagnare nel precedente articolo dalla lettura dei versi del canto I dell’Inferno di Dante eseguita dalla scrittrice Merika Rossetti, oggi ci fermeremo per fare una sosta di fronte alla porta eterna della “città dolente”. Prima di entrare, dalla cruna l’orso trarrà tre sogni, che chiariranno il significato e l’importanza che riveste l’esperienza della “visione”, sia notturna che da svegli, nell’opera del poeta. Oggi iniziamo col primo, un sogno “profetico” riferito da Boccaccio nel suo “Trattatello in laude di Dante”.

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“Perché non sali il dilettoso monte / ch’è principio e cagion di tutta gioia?”

Articolo di Simone Santi

[se volete sapere perché un’altra rubrica che tratta di letteratura, vi invito a leggerne l’introduzione]

Da qualche tempo ormai stiamo assistendo ad un ritorno di interesse nei confronti della figura di Dante e, più nello specifico, per la sua opera universalmente più conosciuta e riconosciuta, la Comedìa che una tradizione già a partire dal Boccaccio ha tenuto a definire per la sua sublimità Divina. In particolare negli ultimi anni è stato un fiorire di letture pubbliche e commentate non solo nei contesti canonici e ufficiali della cultura e del sapere accademico, ma già nei circoli e nelle piazze,a rivolgersi al pubblico più vasto ed eterogeneo dei non esperti e dei curiosi.

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