T E A T R O


Articolo di Nicola Barin

La stagione teatrale L’Altro Teatro del Teatro Camploy di Verona porta sul palco la compagnia padovana Barabao Teatro nello spumeggiante spettacolo Carosello. Un tuffo nel passato, per parlare degli albori della televisione italiana con i suoi spettacoli, le gag, i balletti e una idea rigorosa di tivù che ha formato le idee e la lingua degli italiani. Si parte con Non è mai troppo tardi di Alberto Manzi che è riuscito ad alfabetizzare moltissimi italiani per prepararli alla conquista della licenza elementare: siamo in un Italia contadina che inizia il suo lungo percorso di trasformazione verso il boom economico e l’industrializzazione con il conseguente abbandono delle campagne verso le città.

Il quartetto è felicemente coeso ed empatico pronto a ricordare personaggi meravigliosi, da Giorgio Gaber a Walter Chiari per arrivare a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Le gag scorrono piacevolmente e tutto funziona alla perfezione, il tutto condito dalla pubblicità del Carosello, vere e proprie storie che introducevano solo alla fine il prodotto da reclamizzare: il racconto era preminenti e non il prodotto di consumo. La nostalgia ci pervade ci ricordiamo e, sembrava ieri, ma qualcosa è accaduto, quel tempo è sfumato e rimane però la gioia e la freschezza di una Tivù costruita da attori, registi, sceneggiatori con altissima professionalità e il risultato si vede: al di là dell’ingenuità di alcune situazioni, i contenuti erano ottimi e l’attenzione al dettaglio notevole.

Una serata che ha messo il pubblico di buon umore, lo ha tirato per il bavero, suggerendogli di saltare sul palco e di cantare e ballare gioiosamente, una frenetica gioia ha pervaso tutti e dobbiamo solo ringraziare i quattro interpreti di Barabao Teatro, perfetti nei loro ruoli e fieri di fare conoscere, o ricordare un passato recente, in cui la televisione aveva ancora la forza e la consapevolezza della sua funzione educativa e sociale.

Carosello
di Ivan Di Noia
regia Romina Ranzato
con Romina Ranzato, Ivan Di Noia, Cristina Ranzato, Oscar Chellin
musiche di Valentino Favotto
costumi Antonia Munaretti
scene Stefano Reolon
tecnici audio/luci Daniele Schio, Karol Urban

Photo © Barabao Teatro

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