A R T E – M O S T R E


Articolo e immagini di Mario Grella

Parigi, agosto 2026. La collezione fotografica di Elton John e David Furnish, che è stata già oggetto nel 2016 delle attenzioni della Tate Modern londinese, questa volta ha attirato le attenzioni del Jeu de Paume parigino che ne espone la seconda parte (la prima conteneva opere dal 1910 al 1950). Il titolo della mostra proposta dalla grande istituzione parigina è Fragile Beauté e mette in esposizione più di trecento opere di proprietà della pop star e di suo marito David Furnish, noto produttore cinematografico e regista. Dopo un decennio di eccessi Elton John, non ancora “sir”, nel 1980 sembra acquisire una nuova visione del mondo, più equilibrata e riflessiva. Ed è proprio la fotografia ad appassionare la pop star, per cui da allora gli acquisti di singole tirature o di portfolio completi si moltiplicano, soprattutto dopo l’incontro con David Fahey, un mercante di Los Angeles, da cui acquista in particolare dieci fotografie di Horst P. Horst, Herb Ritss e Irving Penn.

Seguiranno altri acquisti, quasi compulsivi di fotografie di Richard Avedon, Helmut Newton, Guy Bourdin e tanti altri. Elton John, sempre affascinato dalle vite di chi, come accadde a lui, dovette soffrire per far accettare la propria arte, continua e incamera grandi immagini famose che ritraggono Billie Holiday, Chet Baker, Marilyn Monroe. Il titolo dell’esposizione parigina trae spunto da una delle sette sezioni che compongono la grande mostra (le altre sono Identité plurielles, Portfolio, La mode, Stars, Désir, Reportage) e fa indubbio riferimento a stili di vita ed incontri con identità mutanti che Elton ha vissuto in prima persona. Nel 1999 Elton John acquista alla White Cube di Londra la collezione Thanksgiving di Nan Goldin, di cui ho recentemente scritto su queste pagine riferendomi alla recente mostra, sulla sua opera, al Pirelli HangarBicocca di Milano (detto per inciso la raccolta degli scatti della Goldin è allestita in un cubo argenteo che fa riferimento alla prima sede della storica galleria londinese). La raccolta comprende scatti che vanno dal 1973 al 1999, centoquarantanove sconvolgenti istantanee scattate dall’artista tra Boston e New York, che hanno segnato la storia della fotografia contemporanea.

La collezione John-Furnish è fitta di capolavori, come il centinaio di stampe fotografiche di Robert Mapplethorpe, altro mostro sacro della fotografia trasgressiva contemporanea; nella stessa sezione ecco una fantastica serie di scatti di Philip-Lorca diCorcia intitolata Hustlers sulla vita delle prostitute di Los Angeles. Sul tema della fotografia queer va fatta menzione delle importanti immagini di Peter Hujar, Tom Bianchi, Walter Pfeiffer, legate anche al grande tema dell’Aids, ma anche scatti precedenti ai moti di Stonewall prima della depenalizzazione dell’omosessualità (perché vale la pena di ricordare che, in molti stati degli USA fino al 2003, l’omosessualità era un reato) come quelli di Platt Lynes e Herbert List. Naturalmente è arduo raccontare a parole una mostra così vasta e sfaccettata, ma qualche cenno lo si deve necessariamente fare su opere della fotografia di “reportage” come l’eccezionale foto di René Burri che ritrae il comandante Che Guevara che si stropiccia gli occhi, in uno scatto del 1963 all’Avana, o l’immagine divenuta celebre di Tommie Smith e John Carlos che, sul podio delle Olimpiadi messicane del 1968, alzano il pugno guantato simbolo del Black Power, immortalati da John Dominis.

E che dire della elaborazione di Act Up, Atlanta di William Klein? Da brividi è trovarsi di fronte al “tirage” (cioè la stampa originale) di The Falling Man scattata da Richard Drew che tutti conosciamo, ovvero l’uomo che vola a precipizio giù dal World Trade Center in fiamme l’undici settembre del 2001. Nella sezione “Star” come non restare incantati davanti a Marylin Monroe, The Last Sitting (Looking Over Schoulder, Black Dior Dress) con Marilyn bella e malinconica, celeberrima e sola nella fotografia di Bert Stern del 1962? Interessante del 1965 è un buffissimo René Magritte (Magritte with hat) ritratto da Duane Michals. La mostra, curata dal Victoria and Albert Museum di Londra, in collaborazione con la Sir Elton John and David Furnish Collection e sotto la direzione di Duncan Forbes, è aperta fino al 30 settembre.

Photo Credit:
01 © Harley Weir
02 © Stan Douglas
03 © Ryan McGinley
04 © Jo Ractliffe
05 © Philip-Lorca diCorcia
06 © Stanley Greene
07 © Laila Hida
08 © Herman Leonard
09 © Madeleine de Sinety

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